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La rubricadi Maddalena Balacco (loska)
pubblicato il 6 ottobre 2008 alle 12:11 dallo stesso autore - torna alla home

Il Lodo Alfano? Solo un cavallo di troia: ecco il vero piano B. Per arrivare all’ennesima assoluzione. Anche se, pure stavolta, per vie traverse.

La scorsa settimana due processi che vedono imputato Silvio Berlusconi hanno subìto gli effetti pratici del cosiddetto Lodo Alfano, che tutela le cinque più alte cariche politiche italiane dalla longa manus della giustizia. Grazie al Lodo i processi che vedono coinvolti presidenti di Consiglio, Repubblica, Corte costituzionale, Camera e Senato dovranno essere sospesi, per non interferire con la loro azione a servizio dei cittadini.

ARBITRO! – Per quanto riguarda Berlusconi, quindi, entrambi i procedimenti sono stati bloccati, e gli atti inviati alla Corte Costituzionale, cui spetterà il compito di decidere sulla liceità del Lodo. 2914543157 1d9ddc0f03 Berlusconi Mills, il processo è già finito I giudici contestano che, fra le altre cose, il provvedimento minerebbe il principio costituzionale dell’uguaglianza di fronte alla legge. In più, andrebbe contro i principi che stanno alla base dell’obbligatorietà dell’azione penale, senza contare che “la sospensione dei processi per un tempo così lungo provoca un enorme spreco di attività processuale“. Fin qui, tutto scontato: già dalla sua preparazione, il Lodo era stato oggetto di molte polemiche: soprattutto, le accuse di essere l’ennesima legge salva premier. Il governo ha risposto dichiarando che il calcolo ai fini prescrittivi (del reato) era congelato durante il periodo di applicazione del Lodo, e perciò si trattava di una sospensione e non si salvava Berlusconi da nulla, perché i processi sarebbero ripresi alla fine del suo mandato. Sempre ammesso che non salga al Quirinale, in qual caso il Lodo verrebbe riapplicato in quanto la carica sarebbe cambiata.

IL PIANO B – I principali quotidiani, nelle scorse settimane, avevano fatto un grande analizzare le possibili conseguenze del Lodo, prevedendo per l’imputato più famoso d’Italia scenari apocalittici: nel processo Mills, soprattutto, Berlusconi rischierebbe lo stesso, infatti il suo coimputato, l’avvocato inglese Davis Mills da cui il processo prende nome, andrebbe comunque regolarmente a sentenza. 2914566915 61312560d0 Berlusconi Mills, il processo è già finito E l’eventuale sua colpevolezza significherebbe automaticamente una figuraccia per Berlusconi, colpevole anche lui di conseguenza, anche se protetto dallo scudo dell’immunità. Fin qui, nessun problema. Più che altro qualche dubbio da romanzo giallo, sul perché Berlusconi e i suoi legali avrebbero dovuto esporsi a un rischio così grosso – quello di vedere Mills condannato comunque – senza un piano di riserva ben preciso. E infatti la situazione sopra descritta poneva un interrogativo tecnicamente importante, spiegato già qui. E cioè: dato che il processo ha generato una sentenza, come possono gli stessi giudici (che già hanno ritenuto colpevole Mills, e quindi anche Berlusconi dato che il reato di corruzione deve essere compiuto per forza da almeno due persone) giudicare il premier in maniera imparziale? Sarebbero incompatibili, e dunque si dovrebbe ricominciare daccapo. Ed è proprio Ghedini a “confessare” che il piano era esattamente questo.

FIGURACCIA? TSÈRepubblica cita: “Mills sarà assolto, perché è estraneo ai fatti come lo è Berlusconi – è infine la previsione di Ghedini – Questi giudici diventeranno incompatibili, e Berlusconi processato da un altro collegio sarà sicuramente assolto, perché è innocente“. 2915430782 f5375b482d Berlusconi Mills, il processo è già finito A prescindere dall’assoluzione per Mills, convinzione personale dell’avvocato, è interessante notare la seconda frase, laddove Ghedini dichiara semplicemente la strategia futura di Berlusconi, anticipata più di una settimana fa: dopo la sentenza e caduto lo scudo del Lodo, Berlusconi potrà richiedere di essere trasferito ad altra corte in quanto i giudici diventeranno tecnicamente incompatibili – stando al codice penale – e dunque, volendo, anche ricusabili. Questo azzererà l’intero procedimento che dovrà per forza di cose ricominciare daccapo, e questa volta con la prescrizione regolarmente conteggiata. Insomma, quando arriverà la sentenza ci troveremo di fronte, dice bene Ghedini, a una nuova assoluzione: ma non per innocenza. Ancora, un’altra volta, per prescrizione del reato ascritto. Con buona pace della certezza della pena. E, soprattutto, della certezza del processo. Che per Berlusconi e i suoi uomini è inutile fare, o meglio tentare di fare: la sentenza, ovviamente assolutoria, disinteressata e super partes, lasciamola scodellare non dai magistrati, ma direttamente da Ghedini.

Vignette di Vauro e Mauro Biani.

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