220mila abitanti che vivono tra uniformi colate di cemento seguite da campagna interrotta di nuovo da cemento. Qui dei ragazzi hanno pestato un cittadino straniero. E nessuno si è scusato di quello di cui doveva
“Fate ‘e foto, fate ‘e foto…che vòr dì che fate ‘e foto? E mica siamo tutti delinGuenti”. Nel recital dei “Presi per caso” sul mondo carcerario viene citata durante un monologo nel quale si sostiene che in inglese tutto suona meglio che in italiano.”Se fossi nato a Tower Beautiful Monk invece che a Tor Bella Monaca, sarebbe tutta
un’altra cosa… Sono le parole che fanno la persona-a!”. A camminare in via Duilio Cambellotti, la strada dove Tong Hong-shen, l’operaio tessile cinese padre di tre figli, è stato pestato a sangue giovedì da una baby gang, sembra di stare in quei posti descritti nei libri e nei film sui palazzinari romani. “Alcune delle aree soggette a tutela ambientale hanno subito interventi di abusivismo edilizio in seguito regolarizzati nel 1978 dal comune con una apposita variante urbanistica. Lo sviluppo è stato attuato con piani di edilizia economica e popolare negli anni ottanta: in particolare le “torri” a quindici piani, individuate con le lettere M o R seguite da un numero. La mancanza di servizi ed opere pubbliche collegate a queste realizzazioni edilizie ha determinato una situazione di degrado che ha visto tuttavia interventi di risanamento e valorizzazione a partire dagli anni Novanta”, spiega burocratica Wikipedia.
CEMENTO, CEMENTO, CEMENTO! - Ma bisogna camminarci, tra quei palazzoni così alti comparsi un po’ per il talento imprenditoriale non da oggi manifestato da quei componenti della borghesia romana, un po’ per l’intenzione dello Stato di metterci una toppa perb sanare una situazione di fatto ingestibile, per capire che significa. Colate uniformi di cemento seguite da tantissimo verde pubblico, interrotte da altre colate di cemento in quello che a vista d’occhio sembra più un circolo vizioso che un piano regolatore. Tor Bella Monaca non è quello che dice Il Tempo, ovvero una specie di Bronx più letterario che reale, dove ci sono le classiche aiuole sporche, i classici ragazzini senza casco, e via per luoghi tanto comuni quanto comunali e comunitari buoni per tutte le descrizioni in cui si vuole vedere solo quello che si vuole. Polizia ce n’è, soprattutto quella municipale. Anche al Centro commerciale Le Torri, stranamente vuoto - sarà l’ora e il giorno (sabato, dalla mattina all’ora di pranzo) - e stranamente assente sia di baby gang che di altri stereotipi: ragazzine vestite da veline, non più che nelle altre zone; pericolose e ambigue cricche di immigrati, non pervenute; pericolosi naziskin, idem (se non per qualche manifesto di Forza Nuova,
attaccato in modo molto artigianale). Venerdì scorso qui un gruppo di ragazzi ha insultato e minacciato la Polizia e i pizzardoni, lanciandogli anche qualche pietra. Oggi quasi non si riconosce.
‘A STRONZI! - C’è solo un sacco di ostilità per chi si presenta con il block notes e le macchine fotografiche. “Fate ‘e foto, fate ‘e foto…che vòr dì che fate ‘e foto? E mica siamo tutti delinGuenti”, “Ma che te scrivi, ma che te scatti dico io…”, “‘Sti stronzi”, “Pezzi di merda comunisti”, “Che dovete fa er solito pezzo, ettepareva! Ahah”. Hanno ragione loro. E tutti quelli che reagiscono così quando arriva chi li vuole trattare come animali dello zoo. Dovrebbero vietarli per legge costituzionale, filmati e foto con tanto di titoloni, e autorizzare il linciaggio dei giornalisti che ci vanno apposta, per costruire quel tipo di reportage. A Tor Bella Monaca non c’è materia umana da fotografare. Tutto quello che vale la pena vedere è l’architettura. A partire dalla Chiesa Santa Maria del Redentore, il cui “disegno e la realizzazione furono affidati nel 1987 all’architetto Pierluigi Spadolini”, fratello di “Spadolone“, come veniva chiamato Giovanni, direttore del Corriere, poi segretario del Partito Repubblicano, infine primo ministro. Dicono che quando si va a Stromboli, si senta la presenza minacciosa del Vulcano. Qui è minacciosa la presenza di quella lingua di cemento a blocchi. Fa quasi paura.

























Beh, alessà (d’ora in poi ti chiamo così): se non dirigere più ti dà tempo e possibilità di fare cose di questo tipo, va bene uguale, va.
…un articolo di Alessandro con tracci evidenti di sapore mistico!..tra chiesette e crocifissi!
errata corrige: “tracce evidenti”.
oddio, quella chiesa sembra suggellare il degrado visivo e urbano del tutto! vuoi mettere quella di Tor tre Teste???
Il degrado però non è una scusante al razzismo! Ci sono stronzi poveri o ricchi. Dovrebbero vietare certi programmacci pomeridiani dalla tv dove solo chi è bello e perfetto, ma ignorante come una capra, può entrare e creano la paura del “diverso”.
L’articolo e’ bello, non foss’altro perche’ e fatto dal vivo anziche’ dal web, pero’…
non posso non notare mentre l’Italia e’ un paese razzista, a Roma no, li e’ tutta brava gente e soprattutto per nulla xenofoba.
Poi magari e’ solo una mia impressione.
Gateo,
Abr venerdì sosteneva l’esatto contrario di quello che dici che sosteniamo noi. E Ricchiuti, di Ponticelli, se ti ricordi ha scritto ben altro. Anche qui (e la risposta è anche per @ Luca) si vuole soltanto descrivere la situazione in cui avvengono i fatti, per contestualizzarli. Tra parentesi, all’inizio e durante il pezzo c’è scritto che volevano menarci perché fotografavamo. Brava gente?
Innanzitutto preciso che ce l’ho con te, sei tu quello parzialissimo, mica gli altri Giornalettisti.
In secundis ora che non sei piu’ direttore vali come il 2 di picche a briscola.
In tertius (tertius?) mi rileggo l’articolo, a volte che installare xp su un altro pc mi abbia un po’ distratto.
Tor Bella Monaca è l’ennesimo esempio di pornoedilizia. Spadolini, che Dio l’abbia in gloria, di traffici sporchi ne sapeva qualcosa… chiedetelo ad Alex Zanotelli.
Non siamo ai livelli de Le Vele di Scampia, ma non vedo una situazione così tanto diversa.
Trovare le colpe di questo degrado non credo sia una soluzione così complessa. E’ necessaria volontà!
Bell’articolo (na volta tanto…)
Come ti ho già detto, in Italia ve ne sono tante di situazioni del genere, ghetti che non conoscono razza o colore.
Ma questo dimostra solo che, al di là dei tre singoli casi di queste settimane, l’italia non è razzista verso chi è di colore o razza diversa. C’è solo un “sottobosco” , un mondo creato negli anni della cementificazione selavaggia, ora diventato ghetto. Quel sottobosco credono sia di proprietà, nulla di ciò che è diverso, nulla di ciò che “mina” lo status quo del quartiere è tollerato.
@ Gregorj
Bel pezzo. Quelli che sentono meno il razzismo sono proprio gli abitanti delle periferie dove per tutti il trattamento è lo stesso. Prima si menavano e si ammazzavano tra italiani, riuscendo a dividersi per clan regionali, bande, affiliazioni politiche.
Ora con cinesi, rumeni, albanesi e africani è più facile cromaticamente per chi vuol trovare un bersaglio e più difficile per chi tenta solo di sopravvivere, ma ha stampata in faccia o nell’accento un’identità che non ha scelto e non necessariamente condivide.
Nelle borgate non si vive peggio ora rispetto a 30 anni fa, il vero fallimento è questo. L’incapacità di accogliere/gestire gli immigrati è solo la conseguenza.
p.s.
Per Tor bella Monaca preferisco la traduzione Nice Noon Tower
Mamma mia.