Unicredit, Bnl e altre banche italiane sotto accusa per i conti dello I.O.R.

31/05/2010 - Decine di miliardi di euro transitati su conti aperti dalla banca vaticana in altri istituti di credito. Indagano i magistrati romani. Si aggiungono altre banche a quelle già sotto indagine dalla procura di Roma, fascicolo assegnato ai pm Nello Rossi

     
 

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Decine di miliardi di euro transitati su conti aperti dalla banca vaticana in altri istituti di credito. Indagano i magistrati romani.

Si aggiungono altre banche a quelle già sotto indagine dalla procura di Roma, fascicolo assegnato ai pm Nello Rossi e Stefano Rocco Fava: lo riporta l’ANSA. Sono “una decina” gli “istituti di credito italiani in rapporti con l’Istituto Opere di religione (Ior), la banca del Vaticano, finiti sotto la lente di ingrandimento della procura di Roma per presunte irregolarità in materia di norme antiriciclaggio.” Il filone di indagine è lo stesso inaugurato già un anno fa che aveva portato al coinvolgimento di Unicredit, riguardante “movimentazioni di denaro sospette per decine di milioni di euro su un conto corrente dello Ior aperto nella filiale Roma 204 della ex Banca di Roma (successivamente integrata in Unicredit) di via della Conciliazione”; ma i magistrati si stanno ora concentrando sull’individuazione  “di autori e destinatari dei depositi”, titolari e gestori di conti correnti sospetti, ma inaccessibili alle indagini civili, data la “schermatura” fornita dall’extraterritorialità dell’istituto vaticano. Il fascicolo per ora è infatti contro “contro ignoti e non riguarda lo Ior, sul quale la magistratura italiana non ha competenza ad indagare, ma esclusivamente le banche italiane” , sebbene la Guardia di Finanza abbia “accertato qualche caso fittizio di destinatario dei conti”.

DA BANKITALIA – Comportamenti del genere sarebbero violativi delle stringenti norme antiriciclaggio. Ulteriori informazioni, e stimoli per gli sviluppi delle indagini sarebbero venuti dall’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, l’ufficio deputato a svolgere “compiti e funzioni di analisi finanziaria in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo internazionale”, diretto da Giovanni Castaldi, funzionario uscito indenne dal cambio di gestione a Palazzo Koch dopo gli scandali dell’era Fazio, molto benvisto da Draghi che lo ha promosso alla direzione dell’Unità dopo un passato nell’area della Vigilanza Creditizia e Finanziaria dell’istituto di via Nazionale.

REPORT DI IERI - Lo Ior ha 100 dipendenti e 5 miliardi di euro di patrimonio; i conti correnti sono riservati a un ristretto numero di privati, oltre che ai dipendenti: nella puntata di Report di ieri si parla della filiale di via della Conciliazione e dei sospetti della procura di Roma. “Nel 2006 si scoprì l’esistenza di un conto-calderone dove arrivavano bonifici senza nome, e un fido aperto di 10 milioni di euro. Nonostante le norme nulla era trasparente, e gli accrediti negoziati presso lo Ior venivano registrati su un tabulato non registrato, che un dipendente della Banca di Roma veniva a ritirare“, risponde un dirigente della banca. Si parla poi dei contatti di Marco Simeon, vicino a Geronzi, con le notizie sulla gestione del conto, finite in un nulla di fatto. Quando Banca di Roma diventa Unicredit, nulla cambia, nonostante le leggi sul riciclaggio del 2007 ormai apertamente violate. Anche altre quattro banche avevano conti simili, fino alla circolare di Banca d’Italia che impone di trattare lo I.O.R.come banca estera. Ma lo I.O.R. farà sapere chi è a movimentare i conti di volta in volta solo su richiesta di Unicredit, secondo quanto dichiarato dalla banca di Alessandro Profumo.

     
 

3 Commenti

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