Cancro del seno: entro un anno pronto il vaccino
31/05/2010 - Negli Usa, dopo test positivi sui topi, potrebbe essere provato sulle over 40. Sarebbe un risultato monumentale che impedirebbe la formazione della neoplasia più diffusa e più temuta dalle donne adulte. E’ quanto riporta Nature Medicine citando Vincent Tuhoy, immunologo del
Negli Usa, dopo test positivi sui topi, potrebbe essere provato sulle over 40. Sarebbe un risultato monumentale che impedirebbe la formazione della neoplasia più diffusa e più temuta dalle donne adulte.
E’ quanto riporta Nature Medicine citando Vincent Tuhoy, immunologo del Lerner Research Center di Cleveland in Ohio secondo cui il vaccino, non solo previene la formazione dei tumori al seno, ma sembra attaccare quelli gia’ formati, dimezzandone le dimensioni.Il farmaco, che
sarà testato entro un anno, ha dimostrato di fermare la formazione del tumore al seno e di attaccare anche le cellule tumorali già esistenti. In caso di successo, dicono i ricercatori, potrebbe essere offerto alle donne prima che raggiungano i 40 anni, quando il rischio di cancro al seno inizia a salire vertiginosamente.
OBIETTIVO: ELIMINARE IL CANCRO - Il vaccino potrebbe spazzare via fino al 70 per cento dei tumori al seno, risparmiando più di 8.000 vite l’anno nella sola Gran Bretagna. Il dottor Vincent Tuohy, ideatore della scoperta, ha affermato: “Ora possiamo davvero credere che un vaccino preventivo per il cancro al seno farà al tumore ciò che il vaccino antipolio ha fatto per la polio“.”Pensiamo che fornirà una protezione sostanziale e la nostra opinione è che il cancro al seno è una malattia completamente prevenibile“. Il vaccino, spiegano gli studiosi sulle pagine di Nature Medicine, ha evitato che gli animali si ammalassero e questo nonostante avessero una predisposizione genetica, creata ad hoc in laboratorio, al tumore della mammella. Nel mirino una proteina comune alla maggior parte delle neoplasie al seno. “Crediamo che questo vaccino possa un giorno essere usato per prevenire il cancro alla mammella nelle donne adulte allo stesso modo con cui i sieri hanno impedito lo sviluppo di molte malattie infantili – spiega lo stesso Tuohy – se dovesse funzionare negli essere umani come funziona nei topi, sarà una conquista monumentale. Potremmo infatti eliminare del tutto il cancro del seno“. Tuttavia gli studiosi precisano che potrebbero passare anche molti anni prima dell’arrivo del prodotto sul mercato
POTENZIA IL SISTEMA IMMUNITARIO - Il vaccino si basa sulla proteina chiamata alfa-lattoalbumina che si annida nella maggior parte dei tumori del cancro della mammella. Secondo il report di Nature Medicine, nei test sui topi allevati a sviluppare tumori al seno dall’età di 10 mesi, il farmaco è stato provato per liberarli dal tumore.Il vaccino ha stimolato il sistema immunitario permettendogli l’innesco per distruggere l’alfa-lattoalbumina appena appare e fermare la formazione di tumori.Il farmaco inoltre ha sfruttato la potenza del sistema immunitario per ridurre i tumori preesistenti fino alla metà, suggerendo che potrebbe essere usato come un trattamento allo stesso modo di un vaccino e visto che dei veri e propri vaccini contro il cancro sono notoriamente difficili da realizzare, anche perché le cellule tumorali sono molto simili ai tessuti sani.
TUMORI COME GLI UBRIACHI - Un vaccino contro il tumore mal progettato può facilmente ”girare” il sistema immunitario contro le altre parti del corpo e causare più male che bene, mentre un altro problema è che molti tumori indeboliscono il sistema immunitario man mano che crescono.Ma, come la proteina bersaglio del nuovo farmaco si trova solo in un seno sano produttore di latte, il nuovo farmaco dovrebbe avere come obiettivo specifico le cellule malate, lasciando intatti gli altri tessuti. Il Dott Tuohy ha dichiarato: “I tumori sono come gli ubriachi in un bar, dicono e fanno cose che non dovrebbero e una di queste cose è esprimere (fare) alfa-lattoalbumina e noi stiamo approfittando di questo“. Trovare proteine simili per altri tumori, come ad esempio i tumori dell’intestino e della prostata, potrebbe portare a sviluppare vaccini contro altre malattie.
I TRIALS - Un primo studio potrebbe riguardare la sua capacità di compattare i tumori nelle donne con carcinoma mammario avanzato e poche altre opzioni di trattamento.Un’altro potrebbe coinvolgere le giovani donne la cui storia familiare le pone ad alto rischio di malattia.Le prove si concentreranno soprattutto sulle dosi che devono essere somministrate.La necessità di più studi su grandi numeri di donne significa che ci vorranno almeno 10 anni prima che il farmaco arrivi sul mercato. Il Dottor Caitlin Palframan, del Breakthrough Breast Cancer, ha dichiarato: “Questa ricerca potrebbe avere importanti implicazioni per quanto possiamo prevenire il cancro al seno in futuro.Tuttavia, questo è uno studio di fase iniziale, e ci aspettiamo di vedere i risultati su una scala più ampia di studi clinici per scoprire se questo vaccino sia sicuro ed efficace nell’uomo”.”Soprattutto, ci sono già cose che le donne possono fare per ridurre il loro rischio di cancro al seno tra cui la riduzione del consumo di alcool, il mantenimento di un peso corretto e fare dell’esercizio fisico regolare“. Nel 2007, a 45.700 donne è stato diagnosticato il cancro alla mammella con circa 1.000 vite perso ogni mese.













Speriamo che non faccia la fine del vaccino contro il cancro alla cervice, di cui non si capisce se faccia piu’ male che bene… Purtroppo le multinazionali della farmaceutica hanno scoperto che è piu conveniente vendere paura che medicine vere.
la scoperta sarebbe rivoluzionaria, ma coi vaccini bisogna andarci coi piedi di piombo
Non ero a conoscenza del fatto che il tumore al seno è causato anche dall’uso eccessivo dell’alcool… buono a sapersi!
invece di lucrare con i vaccini, i medici e gli scienziati potrebbero semplicemente consigliare di mangiare meno carne, o meglio ancora di non mangiarne proprio, visto che è stato accertato il legame tra il consumo di carne e il tumore al seno e non solo…
Mia mamma sta combattendo con un carcinoma mammario e questa esperienza mi rende molto pessimista circa la possibilità di una diffusione di un vaccino del genere. Una singola dose di medicina per stimolare la produzione di globuli bianchi costa allo stato 1.500 euro, moltiplicate per la durata media di una terapia e sommando tutti gli altri farmaci di costo variabile da 50 a 150 euro si capisce bene quanti soldi girano nelle tasche delle case farmaceutiche. E’ più conveniente farci morire di cancro che debellare una malattia che gli frutta miliardi di euro l’anno!…