“Chi ha visto, parli. Lo faccia per assicurare alla giustizia una banda di delinquenti e, se non basta, per riparare all’errore di non essere intervenuto ad aiutare un ragazzo vittima di una barbara aggressione”. Così il ministro per le Pari Opportunità, ha commentato l’aggressione avvenuta a Roma. “Le istituzioni hanno bisogno dell’aiuto dei cittadini per svuotare le sacche di odio ed ignoranza che ancora resistono nel nostro Paese. Anche per questa ragione ho voluto creare, insieme con il Comune di Roma, un Osservatorio cittadino contro le discriminazioni, che entrerà presto a regime. Mi aspetto, inoltre come già ho avuto modo di dire in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e nell’attesa che il Parlamento ridiscuta le aggravanti per questi reati odiosi, che i magistrati, quando sarà il momento, diano pene esemplari”.
Non sono trascorse nemmeno due settimane dalla bella e commovente cerimonia al Quirinale nella giornata contro l’omofobia. Una giornata in cui il ministro Carfagna annunciava la sua inversione ad U sui temi dei diritti delle persone omosessuali. Non sono trascorse nemmeno due settimane e subito è arrivata la risposta di chi, invece, considera il pestaggio di un ragazzo ventiduenne un messaggio abbastanza chiaro che sbarra la strada a qualsiasi lotta contro le discriminazioni sessuali.
Lo abbiamo già scritto e del resto è abbastanza evidente, che gli osservatori, gli spot, i mea culpa, non sono più sufficienti. Dall’agosto del 2009 ad oggi, solo nella capitale, ci sono stati otto episodi di violenza omofoba e per la maggior parte dei casi i responsabili non sono stati nemmeno individuati. E’ inaccettabile che ci si continui a palleggiare il problema mentre l’intolleranza nel Paese cresce sotto gli occhi di tutti, perché il ragazzo massacrato di botte ha rischiato di perdere un occhio, ma al prossimo potrebbe andare pure peggio.
“Credo ci sia bisogno di azioni concrete e voglio fare un appello al presidente Berlusconi affinché venga approvata la legge contro l’omofobia”, si rivolge direttamente al Premier la vittima e giustamente perché è dovere morale da parte del Governo, da parte del ministro Carfagna quello di farsi promotrice e sostenitrice in Parlamento affinché la legge che giace in discussione alla Camera venga approvata al più presto. Ma deve essere una legge che preveda aggravanti per tutti i fattori discriminanti, compresi quelli dell’omosessualità e della transessualità. O dobbiamo ricordare ancora una volta al ministro quale parte politica votò per affossare la legge Concia e proprio perché conteneva quell’aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali?
Suvvia Ministro, non deleghi alla Magistratura le mancate risposte della Politica. Dimostri coi fatti, per una volta, che i Suoi pentimenti sono produttivi e che le Sue non sono solo parole…parole…parole. A qualcosa dovranno pur servire queste Pari Opportunità. Sennò alla lista degli Istituti inutili di Tremonti ci aggiungiamo pure quella dei Ministeri inutili. E lo tagliamo.


Suvvia Scherillo, si contenga!
rettifichiamo: rimarranno solo gli Istituti inutili scelti personalmente da Bondi
In primis piena e totale solidarietà al ragazzo aggredito. Sinceramente dopo la manifestazione di Uguali dell’ottobre scorso quando conobbi Dino (il ragazzo accoltellato al Gay-Village) speravo di non doverne più sentire di notizie così.
L’omofobia è una sconfitta non solo della Carfagna, ma di un po’ tutta la società perchè piaccia o non piaccia questi episodi sono il suo risultato.
Occorrono si leggi, ma occorre anche non dimenticarsi quando si parla di “leggi” (mi perdoni l’autore del post per la nota) di associare sempre e comunque il termine transfobia laddove si parla di violenza ed ignoranza. Pochi e nessuno hanno espresso tanto sdegno e tanta rabbia per l’analoga aggressione due giorni fa ad una ragazza trans a Reggio Emilia (http://gazzettadireggio.gelocal.it/dettaglio/reggio-emilia-trans-massacrata-con-una-mazza-da-baseball-denunciati-due-giovani/2040224).
Certi risultati si ottengono solo con l’unità, esattamente quella che spesso è mancata alla comunità lgbtqi italiana, quell’unità che nasce anche dalla sensibilità verso TUTTE le forme di discriminazione!
l’autrice del post la ringrazia per la precisazione, doverosa