Economia

Il Ragionier Mario Canzio, l’artigiano di Stato che ha scritto la manovra

28 maggio 2010

Chi è e che cosa ha fatto l’uomo che ha stilato, analizzando le pieghe del Bilancio, la Finanziaria di Tremonti.

Lui ama definirsi un “artigiano dello Stato”. Forse con un pizzico di modestia di troppo, per uno che ha lavorato con trentasei governi. Eppure Mario Canzio è fatto così: anche quando è stato nominato diciannovesimo Ragioniere generale dello Stato, al posto di quel Vittorio Grilli che non aveva tantissimi estimatori nel governo Berlusconi, non ha stappato bottiglie di champagne. Perché è un tipo estremamente tranquillo: gli piace lavorare, per parafrasare il titolo di un film di successo, e non dare troppa mostra di sé. Questo ha fatto anche in occasione dell’ultima manovra economica che il suo ministro, Giulio Tremonti, ha varato, si dice, con la sua assistenza (qualcuno, che forse non conosce bene il carattere deciso del titolare di via XX Settembre, osa addirittura dire “regia”). Perché in effetti, vista l’attenzione con cui i tecnici sono andati a tagliare e rammendare le pieghe del bilancio dello Stato, si può ragionevolmente pensare che questa sia una manovra molto più “tecnica” che politica; quella che farebbe qualcuno che le “carte” le conosce a menadito. Uno come Mario Canzio, insomma.

CHI E’ MARIO CANZIO - Nato a Salerno il 16 marzo del 1947, sposato e con due figli, si laurea a 23 anni in economia e commercio a Napoli e nel 1972 entra a far parte del personale del ministero del Tesoro. Tredici anni con la qualifica di funzionario e poi, nel 1985 la nomina a dirigente coordinatore dell‘Ispettorato Generale del Bilancio; nel 1998 diventa dirigente generale del Bilancio, e due anni dopo capo dell’Ispettorato Generale per gli Affari Economici. Il grande salto arriva nel 2005, con la nomina a Ragioniere generale, arriva a capo di una struttura che, dice il sito internet, si occupa della “predisposizione del bilancio di previsione e del rendiconto generale (bilancio consuntivo) dello Stato, della tenuta della contabilità, della vigilanza sulla spesa pubblica – in particolare degli agenti contabili – e dell’accertamento delle entrate. Riveste inoltre compiti di vigilanza sull’attività finanziaria e contabile degli enti pubblici e degli enti locali (attraverso l’esame degli atti deliberativi degli enti stessi, tramite ispezioni o a mezzo di propri revisori). La Ragioneria Generale dello Stato inoltre monitora la spesa concernente il pubblico impiego, opera previsioni, stime e proiezioni correlate con le proposte legislative del governo”. “Alla guida – prosegue il sito internet – è preposto il Ragioniere generale dello Stato che viene nominato dal Governo su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Il Ragioniere Generale dello Stato è la figura che assicura l’unità di indirizzo e il coordinamento delle attività della Ragioneria Generale e del sistema delle Ragionerie da essa dipendenti. Egli ha inoltre la personale responsabilità per l’esattezza e la prontezza delle registrazioni contabili e per l’efficace servizio del riscontro contabile su tutta l’amministrazione dello Stato. Ha anche funzioni consultive per il Ministro dell’Economia e delle Finanze relativamente alla predisposizione di provvedimenti in materia di contabilità”.

CHI TIENE I CORDONI DELLA BORSA – Un ruolo di altissima qualifica, con ventimila dipendenti, cinque direzioni generali, ma anche uffici che sono una galleria di ritratti illustri, dal mitico Quintino Sella a Carlo Azeglio Ciampi, oltre alla gestione di un portafoglio di aziende dove figurano ancora rilevanti partecipazioni dell’ Eni e dell’ Enel. Ma soprattutto il timone – tecnico – della politica economica. Chi ha in mano la Ragioneria, ha in mano i rubinetti della spesa pubblica, può dire sì o no al presidente del Consiglio in persona, può negare a ministri e deputati il finanziamento di provvedimenti e iniziative legislative parlamentari. Può diventare, in momenti nei quali la politica ufficiale latita o i suoi rappresentanti non hanno le necessarie conoscenze tecniche, anche più importante del ministro. Oppure può esserne la controparte. Grilli, di dieci anni più giovane di Canzio, veniva spesso accusato di mettersi troppo di traverso, quando nel 2005, da rappresentante dei cosiddetti Ciampi Boys, venne sostituito dall’attuale Ragioniere e se ne andò al Tesoro a fare il direttore generale. Sembrò quasi una liberazione, per quei giornalisti che spesso rincorrevano voci che fosse sull’orlo delle dimissioni, per i contrasti con gli altri ministri del governo Berlusconi.

2 commenti a Il Ragionier Mario Canzio, l’artigiano di Stato che ha scritto la manovra

  1. La nuova manovra finanziaria del Governo, è la fotografia di un ceto politico che si fonda sui sondaggi e su una leadership a forte carica populista, che promette le riforme e poi non le fa per accontentare tutti.

    http://francescoprina.blogspot.com/2010/06/le-bugie-hanno-le-gambe-corte-2-puntata.html

  2. Pingback: Berlusconi, Alemanno e la tassa venuta dal nulla

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