Buongiorno a tutti. Sono Giuseppe “Pino” Nicotri. Intanto ringrazio il collega Alessandro D’Amato, Gregorj, per avermi chiesto di occuparmi di Giornalettismo e per le parole con cui ha voluto dare la notizia del mio arrivo, entrambe prova di stima e fiducia. Gregorj ed io ci siamo incontrati perché ci siamo occupati e ci occupiamo entrambi del scomparsa di Emanuela Orlandi, un “mistero” che riesplode ciclicamente. Ci siamo cioè incontrati per questioni di giornalismo, e di giornalismo inchiestista, investigativo, piuttosto scomodo e a volte periglioso, non di giornalismo compiacente, partitico, parapartitico o comunque “politico”. Poi vorrei subito rassicurare tutti: Alessandro è e resta uno dei principali, se non il principale, creatori di questo giornale on line, la persona che più si è sbattuta e più ci ha creduto. Che io inizi a occuparmi di Giornalettismo non significa affatto una diminuzione del ruolo o dell’importanza di Gregorj: se sperava di potersene andare in ferie o di fare pennichelle pomeridiane, s’è sbagliato…. Insomma, pur – ahimè - molto diversi per età, ci siamo incontrati su un terreno comune a entrambi: fare giornalismo più rompendo le scatole che cercando di renderci simpatici, più guardando cosa c’è sotto i sassi che limitandoci a descriverne l’aspetto esterno. E magari qualche sasso anche tirandolo in testa a chi proprio se lo merita, a chi magari si merita una intera sassaiola anziché una sola sassata.
Ciò detto, ritengo che oggi in Italia, ma non solo in Italia, ci sia uno spazio enorme per la circolazione delle notizie e per il loro approfondimento, insomma uno spazio enorme per il giornalismo. I telegiornali delle fin troppe tv del Bel Paese sono in blocco privi di notizie, di notizie che non siano riverenza o pubblicità per Tizio o Caio o Sempronio, meglio se cavaliere o con almeno un po’ di odore d’incenso e acquasantiera. Ci sono programmi di dibattito e di approfondimento, ma eccetto un paio di lodevolissime eccezioni, si tratta di approfondimenti per modo di dire, dibattiti quasi sempre chiacchiera da salotto o populista, che sono poi i due lati della stessa medaglia: “menare il torrone”, come si usa dire da qualche parte. A guardare le molte televisioni del nostro Paese ci si convince che siamo un popolo di belli e di bellone, insomma di fighi e strafighe, di “ggiovani”, tutti ricchi e famosi, oltre che “griffati”, ci si convince che l’Italia e l’Isola dei Famosi sono la stessa cosa.
Ci si convince che siamo uno stivale pieno di Amici, oltre che di preti buoni alla don Matteo, dove i carabinieri e le soprattutto le carabiniere, i poliziotti e soprattutto le poliziotte, i finanzieri, ecc., sono sempre e solo efficientissimi, bravissimi, intelligentissimi, umanissimi, e ovviamente eleganti, strafighi e strafighe. Se l’Italia è fatta così, non ci capisce perché i ministri La Russa e Maroni debbano ricorrere all’esercito nelle città…. A suo tempo ci sono cascati perfino gli albanesi, arrivati qui a decine di migliaia e decisi ad arrivarci con qualunque mezzo, spesso rimettendoci la vita, convintissimi com’erano dalle nostre tv che il nostro è il Paese di Bengodi. S’è visto! I giornali di carta stampata sono di fatto solo il retro di un manifesto pubblicitario, perché è il numero delle inserzioni pubblicitarie e non i fatti e le notizie a determinare il numero della pagine dedicate agli articoli, che comunque non possono eventualmente contrariare troppo l’inserzionista. E in ogni caso ormai gli editori di giornali non sono più solo editori, ma anche finanzieri, industriali, imprenditori dei tipi e dei settori più vari, che usano il proprio giornale o la propria quota di giornale come vetrina per se stessi o come taxi per i propri affari o come strumento per tacere sulle proprie magagne anziché per parlare delle magagne di tutti. La Stampa e il Corriere della Sera non hanno mai potuto e non possono fare inchieste serie sulla Fiat e sulla qualità delle sue auto, così come oggi il Corriere non può parlare come forse sarebbe il caso delle imprese di Salvatore Ligresti, uno dei suoi proprietari. E se il “salotto buono” annovera impresari e gentiluomini come Ligresti, e se ha rischiato di vedersi accomodare sui suoi divani i “furbetti del quartiere“, chissà cosa saranno i salotti cattivi, peraltro sempre più numerosi. Il Giornale non può dire la sua come dovrebbe non solo sul suo padrone ufficiale, Paolo Berlusconi fratello di Silvio, ma neppure su Silvio e la marea di bella, brava e onesta gente di cui da sempre e solo si contorna. Idem per Repubblica e L’espresso, che una volta era L’Espresso: non ci leggeremo mai una inchiesta seria sugli affari di Carlo De Benedetti, per non dire su quello dei suoi figli, anche loro miracolati dalla sorte come i vari Agnelli e berluschini. Le genuflessioni dei mezzi di comunicazione non deve avere avuto un ruolo secondario nel fatto, tutto italiano, che le grandi dinastie imprenditoriali da noi vanno in vacca al più tardi alle terza generazione, con la già seconda più intenta a godersi la vita e la fortuna accumulata dai padri fondatori che a fare l’interesse aziendale e generale.
Idem per i giornali di sinistra, che difficilmente possono fare analisi sulle incapacità e a volte magari disonestà delle propria “aree di riferimento”, ma anche dei propri politici “di riferimento”, e relativi amici e amici degli amici. Ognuno ha i suoi furbetti. A volte anche qualche furbone. Non è certo un caso se il rinnovo del contratto nazionale collettivo di lavoro dei giornalisti non va in porto da ormai quattro anni, e non si può escludere neppure che di contratto nazionale non se ne parli proprio più, morto e sepolto, così come del resto si tenta di fare per altre professioni e lavori. il guaio però non è solo la distruzione dei contratti nazionali e il degrado dell’informazione di massa. Il guaio è molto più grande: è già iniziata la concorrenza epocale, non solo economica, da parte di giganti come la Cina e l’India, cui presto si aggiungeranno il Brasile, un blocco di Paesi dell’America latina ricchi di petrolio, il blocco sciita dell’Iraq e dell’Iran, dalle risorse formidabili non solo petrolifere, ma anche intellettuali e potenzialmente industriali, forse anche un blocco facente capo al Marocco. Per quanto riguarda l’Italia, dobbiamo aggiungere che la Spagna ci ha superato di corsa, che dipendiamo troppo dalla Germania, che gli Stati Uniti non hanno più bisogno di noi come baluardo verso l’Est comunista, e semmai nel sud del Mediterraneo oggi contano più su Israele che sull’Italia. Se questo è il quadro che abbiamo davanti, noi in casa NON ci stiamo preparando affatto ad affrontarlo. In Italia infatti NON si investe nella scuola e nelle Università, NON si investe cioè sui giovani, NON si investe nella ricerca scientifica e nell’ammodernamento del mondo produttivo, NON si investe nella formazione professionale dei lavoratori, ridotti sempre più a mano d’opera decontrattualizzata, o contrattualizzata a tempo determinato, e sempre meno a lavoratore professionale contrattualizzato, e a tempo indetereminato. In poche parole, NON si investe sul futuro. Il mondo dà l’assalto all’Occidente e all’Europa, quindi anche all’Italia, ma l’Italia non si prepara a fronteggiarlo. Restiamo fermi: seduti davanti alla tv. Ma restare fermi nel mondo che continua a girare significa in realtà restare indietro, venire quindi retrocessi…
In questo panorama di notevoli guasti, i “giornaletti” come il nostro Giornalettismo e i “giornalettisti” come noi possono svolgere un ruolo prezioso, riempendo con una miriade di iniziative – che una volta si sarebbero dette “spontanee e di base” - il vuoto provocato e tralasciato dai grandi mezzi di comunicazione, diventati di fatto i grandi mezzi di comunicazione sì, ma pubblicitaria. Questa è diventata – forse purtroppo - l’epoca dei Grillo parlanti, e scriventi, come ha dimostrato anche Beppe, che ha comunque anche lui un ruolo positivo. Visto che i professionisti lasciano molto a desiderare, anche i dilettanti diventano preziosi, più di quanto ci si potrebbe aspettare dal fatto che sono appunto “solo” dilettanti, se fanno dignitosamente la loro parte, con professionalità. Se lo sport del ciclismo professionista è minato dall’uso del doping, il ciclismo dilettantistico e quello della domenica diventa essenziale per non far morire l’uso della bici. Oggi si può dire che anche i grandi mass-media sono dopati, condizionati da doping di vario tipo. Ecco quindi che per i non dopati - e non dopabili a causa delle piccole dimensioni - si aprono spazi e prospettive, nicchie utili a loro e al più vasto mondo dei lettori, cioè dei cittadini della repubblica italiana. Un insieme di nicchie non dopate e non dopabili finisce col costituire un grande spazio libero da doping.
Certo, la pubblicità non fa schifo neppure a noi giornalettisti, anche perché pure i giornaletti costicchiano, ma ognuno di noi è già inserito in qualche settore produttivo, dal quale può fare le pulci sia al proprio ambiente che al circondario. Un eventuale e sperato “arrotondamento” non sarebbe certo disprezzato, ma la partita può essere giocata solo ed esclusivamente se si fa un buon prodotto, se cioè – pur nel nostro piccolo e pur restando “giornalettisti” - si riesce a fare giornalismo. Altrimenti si resta nella palude, già affollata di suo. Ma mi sto dilungando e non vorrei pensaste che io sono una persona così seria… Né che mi illudo di salvare io o noi l’Italia. Voglio solo dire, in sintesi, che c’è da continuare a rimboccarsi le maniche. Termino dicendo che spero di potermi rendere utile anche ai giovani e giovanissimi che animano Giornalettismo scrivendone gli articoli. Loro mi potranno aiutare a vedere il mondo con meno paraocchi, guardando più avanti che indietro, io forse li potrò aiutare a dire la propria in modo più efficace.
Un saluto a tutti. E grazie di cuore.
Pino Nicotri


























benvenuto!
benvenuto!1
Benvenuto.
benvenuto (nuovo) direttore!
benvenuto (nuovo) direttore!
mi raccomando fate lavorare quel povero Greg che ora e’ in cassa integrazione.. hi hi hi
Benvenuto!
Ruffiani :-D.
Bé.
Se c’era ancora qualcuno preoccupato per la tutela della “linea” di Giornalettismo, è servito.
Sarà pure di sinistra ma è anche quanto di più somigliante a Mc Cain abbia visto ultimamente.
io sono di destra e non ruffiano. Quindi niente benvenuto
Buon lavoro 
Mthrandir, hai gia’ perso il posto con quel commento…
Beh c’è da dire che Gregory ci ha visto giusto, anche stavolta. Mi sembra che abbia preso una persona interessante a condurre questa nave al posto suo
bravo Gregory, benenuto Pino
Uno sfascista, qualunquista, grillista, pessimista, e in piu’ ruba il posto ad un giovane!
E’ una vergogna!
Basta con la gerontocrazia!
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Benvenuto!
Mi auguro che Greg oltre alle chiavi della redazione ti abbia parlato anche della clientela abituale….
tits or gtfo
Signori, vi abbiamo presentato
La clientela abituale!
(su rieducational channel!!1!1!!)
Finalmente un direttore che mi piace, non come quello di prima… ehm… come si chiamava? Già non me lo ricordo più…:D
commentatore affezionato leggo con piacere ed avverto continuità di gestione
speramo che tu me voi bbbbbene
no come quell’ altro
Ben ritrovato,Nicotri!L´ho seguita per anni sull´Espresso e sono lieto di leggerla di nuovo.
Saluti da Stoccarda
Mi piace l’idea ,ciao magico Pino innanzitutto, e un saluto a tutti i forumisti, dicevo mi piace l’idea di poter sentire Pino un po’ di qua e poi di là……mica è uno scherzo su Arruotalibera,provare per credere…….
un abbraccio e tanti auguri
Marta
Fatemi capire….finalmente ci pagate? Se è si benvenuto direttore!!! Oddio pure io quell’altro mica lo ricordo.Come si chiamava, Gregorio? Alessio? vabè acqua passata. Oppure mi assale un dubbio micidiale: ma non è che solo io lavoro gratis qui dentro??!?!?!
Benvenuto, con tutto il cuore.
Carlo
ciao Pino, benvenuto in questa “gabbia di giornalettisti”!
Lodovica
Beh, la tua presenza mostra che il progetto di Alessandro è diventato qualcosa di davvero importante e sebbene io sia veramente meravigliato di farne parte ti do un caloroso benvenuto!
P.S: Ma ora puoi togliere la museruola (alle dita) ad Alessandro o se posta commenti sono tutte parolacce?
Benvenuto!
Così finalmente Ale può dedicarsi alla sua grande passione: la rubrica di giardinaggio.
benvenuto!
eccomi qua.
Benvenuto
Benvenuto anche da parte mia, sono molto felice di sapere che scrivi qui. Leggo i tuoi articoli da parecchio tempo e ti seguo più che altro in silenzio.
Ciao direttore,
sono quello che fa i casini tipo morte dei Simpson e false prove di maturità, e che ha reso il sito una leggenda.
A Greg non chiedevo soldi perché mi faceva un po’ pena.
Tu che sei ricco e famoso, quanto mi dai?
O, ma l’unico che non ha mai letto nulla di Nicotri sono io insomma???
Kuros, non ti dà una lira nessuno, sei tu che ci devi pagare, soprattutto per aver reso questo sito una leggenda
x Kuros
Io ricco e famoso? Un po’ famoso forse, in certi ambienti non vasti, ma ricco… devo ridere o piangere?
In ogni caso è vero che il merito per Giornalettismo è di chi ha fatto “casini” come per i Simpson. E infatti Alessandro mica parte, mica va via, ma resta e in plancia di comando.Spero anzi e desidero che restino tutti, e non vedo l’ora ci si possa magari incontrare. Per discutere, progettare e costruire assieme.
Un saluto.
pino nicotri
Benvenuto, benvenuto.
Qualcuno banni Adinolfi che mi sento male.
Benvenuto Direttore Nicotri! Che onore!
Gregorj (quello che mi bocciava il 95% dei pezzi) comunque non lo dimenticherò mai. Gregorj sei in gamba!
Buon lavoro a tutti in particolare a me stesso
Direttò, sia chiara una cosa.
Tutti noi giornalettisti, qui, eravamo soliti trattare Greg come una pezza da piedi. Gli consegnavamo gli articoli quando ci pareva e lo prendevamo pure a male parole. Questo era il bello di collaborare a Giornalettismo.
Ora arriva Nicotri e sembra che tutti si alzino in piedi, come i bambini di seconda media quando arriva il vicepreside durante la ricreazione.
Capisco che sei uno importante, uno che scriveva sull’Espresso quando l’Espresso aveva ancora la E grande e lo si vedeva nei film di Maselli e di Bellocchio come icona caratterizzante dell’intellettuale di sinistra in crisi la cui moglie copulava con Lou Castel o con qualche altro intellettuale a scelta.
Ma la mia domanda è: possiamo cazzeggiare anche con te?
x Kuros
La vita è un cazzeggio…
L’importante è continuare a fare un buon Giornaletto, cioè mettere le dita negli occhi ai furboni e ai fetenti.
Un saluto.
pino
p.s. Vicepreside? Ahò, solo vice! Eh no! Preside! Anzi, Provveditore! Makkedico: Ministro della Pubblica Istruzione!
eh, si si, prendiamo la vita con filosofia…!
…il nuovo Direttore sa anche essere ironico…bene!!
…e scrive anche con le Kappa, per venire incontro alle esigenze ortografiche di noi ggiovani scapestrati! Evviva!
OK, il direttore ha superato la priva prova del crash test.
Prossima prova: lasciarsi importunare su MSN.
si! magari! su msn! il neo.direttore su msn!
contatto! contatto! contatto! contatto!
direttore posso chiamarla per nick? piuttosto, ce l’ha un nick?Piuttosto:posso chiamarla? Non si preoccupi:sono piuttosto silenziosa. Di solito mi viene meglio rompere che parlare. Allora,un nick suvvia
x Donato De Sena e x cocciingloria
Se mi date il vostro contatto in msn lo inserisco tra i miei. Di solito però uso la posta elettronica, se no è un casino tra facebook, sms, post sul mio sito-blog, posta elettronica, Skype, ecc.
Nick? Io? Già mi chiamo quasi Nick-otri di cognome… No, ho sempre firmato anche i post con nome e cognome, cioè come pino nicotri. Ma se piace di più un nick, ci penso, ci pe.
pino
Nikita.
E’ sovietico, iconoclasta e giovanilistiko.
Direi Pino. Che fa anche ambientalista
Uso poco messenger ultimamente. Lo trova nel form di questo commento comunque;)Pino va bene
notiziapolitica@hotmail.it
Questo è il mio contatto msn… aspetto di essere aggiunto.
un saluto Direttore!
x Donato De Sena
Mo’ vado a nanna. Domani provvedo.
‘Notte.
pino
Anch’io firmo con nome e cognome. Niente nick è roba da rifugiati giornalettistici. Bene, bene. Chiedo a tutti di eliminare i nick per far piacere al nuovo direttore.
Per carità, c’è gente qui che col nick fa da sandwich ambulante al blog.
Molto bello il suo blog Sòr Ricchiuti, scambiamo link?
Grande Kuros, è partito con il primo commento dando a tutti noi dei lecchini… e poi lui scrive come commenti come quelli di Fede a Berlusconi…
Sei un mito
Blog ? Mai avuto uno.
Giù le mani da Ascione, meglio un giorno da Ascione che cento da “inchiestista”.
E chi te lo tocca… mi sentirei come Bart quando canta Spider Pork
O mamma, ecco, io sono l’ultima: ma abbiate pazienza, dovevo riprendermi. Ieri sera mi è toccato guardare il Ballo delle Debuttanti. Insomma, una poi ha bisogno di una giornata intera per riprendersi! Ciao, nuovo direttore, io sono quella che fa la critica televisiva per pezzenti perché non ho il satellite a casa. Se mi pagate mi compro la paytv…no, eh? Lo sapevo che non riusciva…

Ah, dimenticavo. Su msn e su skype credo che il contatto sia mariangela vaglio o mvaglio, non me lo ricordo mai.A dire il vero da un paio di giorni msn mi ha chiuso fuori dalla mia casella di posta elettronica. Devo avergli fatto qualche sgarbo tremendo. Però Greg lo sa il contatto giusto. Diretto’, chieda a lui, dovesse mai servire. Arrivederci.