Cominciano ad uscir fuori informazioni sui grandi evasori italiani presenti nella lista di 130.000 clienti della HSBC. Circa il 20% dei conti di casa nostra sarebbe intestato a casalinghe, pensionati o studenti. Una regione domina sulle altre
Da oggi si sa qualcosa in più sulla nota lista di Hervé Falciani, l’italo-francese con doppia cittadinanza, gestore del sistema informatico della HSBC, che, arrestato a gennaio, venne scoperto in possesso dei dati di quasi 130.000 conti bancari, dei nomi di sospetti evasori, dei loro movimenti e indirizzi. Il 37enne Falciani era partito per il Libano con la valigetta dei dati per venderli alla concorrenza prima, al fisco tedesco poi. Infine, ormai braccato, era fuggito presso i suoi familiari in Costa Azzurra, finendo poi nelle mani degli inquirenti. ”Quando questi dati saranno pronti, nei prossimi giorni o nelle prossime settimane – aveva spiegato qualche giorno fa il procuratore di Nizza Eric de Montgolfier - li trasmetterò alla Procura di Torino. Non si tratta di liste ma di dati informatici su conti detenuti da italiani in Svizzera fino al 2006-2007. Non si tratta di conti attuali“. Quanto basta, però, per far tremare un bel po’ di gente.
I DATI – Ecco cosa vien fuori oggi. Delle persone fisiche indicate nella lista Falciani, riferiscono le Fiamme gialle, che han preso in consegna il faldone a Parigi e lo han riportato in Italia, il 51% sarebbero imprenditori, il 15% casalinghe, il 14% professionisti (avvocati, dentisti e giornalisti), l’11% dirigenti di azienda, il 4,5% pensionati, il 2% studenti, il 2,5% appartenenti altre categorie. Il 63% dei contribuenti si troverebbero in Lombardia, l’11% nel Lazio, il 7% in Piemonte, il 4,5% in Emilia Romagna, il 4% in Veneto, il 3,5% in Toscana, il 3% in Campania come anche nelle Marche, il 2,5% in Trentino Alto Adige, l’1,5% in Friuli Venezia Giulia e in Liguria, lo 0,5 % in Puglia. 7.000 circa, secondo indiscrezioni, sarebbero i correntisti HSBC residenti nel bel paese.
NON SOLO ITALIA – La procedura, che ha visto la lista con i nomi dei presunti evasori italiani prima consegnata dal procuratore di Nizza al ministro della Giustizia francese e poi, infine, in consegna dagli uomini della Guardia di Finanza, è la stessa che ha riguardato le liste di correntisti americani, inglesi e tedeschi, che saranno consegnate alle autorità dei rispettivi Paesi. Alla lista di nomi italiani
si è interessato per primo il Procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, che ne nei giorni scorsi ha fatto richiesta al suo collega de Montgolfier per valutarne gli eventuali profili penali. Sarà poi l’Agenzia delle Entrate, a prescindere dagli aspetti giudiziari, a procedere ad un’analisi approfondita sui soggetti da cui può nascere un eventuale accertamento fiscale.
DUBBIO LEGITTIMO – E di accertamenti fiscali – aggiungiamo noi – ce n’è davvero bisogno. Che interesse avevano casalinghe, pensionati e studenti a portare quattrini all’estero? Per conto di chi?




Però i tagli devono farli a SUD, ne!!
Si taglia Matera, ma mica Bergamo o Sondrio. VERGOGNA. O tutte o nessuna.
GIUSTIZIA, GIUSTIZIA
Un altro esempio di ingiustizia e sperequazione in ottica “sviluppo”?
Infrastrutture: 11 miliardi di cipe al centro nord e 107 milioni al SUD. VERGOGNA!
VOGLIAMO SOLO GIUSTIZIA!!!
Basta non dire fesserie e va tutto bene. E’ più che logico che la maggior parte degli “”evasori”" provenga dalle Regioni a Nord del Lazio, sono quelle che producono ricchezza e dove gli imprenditori possono arricchirsi all’ombra della POLITICA e PURE, delle LORO capacità. Al SUD, a parte le Organizzazioni Criminali, si produce ben poco, e quel poco, sfugge quasi totalmente al fisco. Che necessità possono avere le Organizzazioni Criminali di sfuggire al fisco? NON MOLTE. Riciclano i LORO capitali investendo nelle imprese (ben disposte) del Nord. (leggere la storia di don berlusconi per avere un’idea) inoltre, a loro conviene pagare un po’ di tasse, così facendo, legalizzano cifre che altrimenti sarebbe difficile giustificare, inoltre, per il resto, ci pensano i POLITICI AMICI con i vari e svariati CONDONI. Ma di cosa stiamo parlando? Della Storia d’Italia?