Interni

Alemanno e quei dossier di Militia: un sindaco sotto ricatto fascista?

25 maggio 2010

Il dossier di Militia sul primo cittadino di Roma, secondo i militanti, racconterebbe molti particolari imbarazzanti sul presente e sul passato della destra del Campidoglio. Ecco qualche “anticipazione”, raccolta tra le chiacchiere degli esponenti di primo e secondo piano, in attesa della pubblicazione. Sempre che arrivi davvero.

Qualche giorno fa si e’ avuta una operazione dei Ros che “hanno sgominato” a Roma il pericoloso gruppo eversivo dell’ estrema destra romana denominato Militia. Quattro gli indagati: Maurizio Boccacci, Stefano Schiavulli, Massimiliano De Simone e Giuseppe Pieristè.

UN BLITZ SENZA SORPRESE – Boccacci è sicuramente il piu’ noto del gruppo , avendo dei trascorsi nell’ organizzazione Ordine Nuovo che, pero’, era di ben altro “livello” – sia come attivita’ che come seguito , rispetto a Militia. Le accuse nei confronti dei quattro sono “le solite” che generalmente si hanno nei confronti di questi gruppi :” apologia di fascismo e istigazione all’ odio razziale“. Nelle perquisizioni sono state ritrovate pericolosissime armi di distruzione di massa come qualche bastone e qualche coltello intarsiato con fregi nazisti, insomma, stringi stringi, sono le cose che piu’ o meno analogamente si potrebbero trovare in un qualunque centro sociale. Ma i media hanno soffiato moltissimo sull’ operazione ( gonfiandola a dismisura) e si sono anche registrate eccellenti dichiarazioni sia da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno, sia da parte del rappresentante romano della Comunità ebraica, Riccardo Pacifici.

PACIFICI E LE CONDANNE ESEMPLARI – “Nulla mi sorprende. A nome della comunità ebraica e a nome mio personale - ha commentato il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici - voglio fare un plauso ai Ros per il coraggioso e determinato blitz che è stato effettuato. E’ evidente che a questo punto la palla passa alla magistratura. Attendiamo fiduciosi che i capi di accusa mossi e le prove presentate si trasformino in condanne certe e senza alcuna attenuante. E’ un servizio questo che più che alla comunità ebraica viene fatto al Paese verso organizzazioni e singoli, in alcuni casi già noti alle cronache, che con le loro gesta e azioni sono una minaccia concreta per la democrazia nel nostro paese”. Le pericolose “gesta bellica” cui fa riferimento l’ esponente ebraico sono le varie scritte sui muri e gli striscioni comparsi negli ultimi due anni in giro per Roma.

3 commenti a Alemanno e quei dossier di Militia: un sindaco sotto ricatto fascista?

  1. Nomenklatura

    Nella foresta della boemia si celebrano riti massonici a cui partecipano capi di stato, banchieri, petrolieri e via dicendo. Non facciamo dunque i finto-scandalizzati e non mettiamoci a ridere quando sentiamo parlare di NWO.

  2. Pingback: Nuova scritta di Militia : “Alemanno, non ci fermiamo”

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