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Internidi Vincenzo Ricchiuti
pubblicato il 14 maggio 2008 alle 14:31 dallo stesso autore - torna alla home

Sessantamila abitanti divisi in lotti con le lettere dell’alfabeto. E un sacco di zingari che rubano i bambini. “Questa è brutta gente, che se ne approfitta, noi ci dobbiamo salvaguardare”. C’è pure la camorra, sì. Ma non c’entra niente.

2492263570 cb636260c3 I ponti di Ponticelli CountyPonticelli è un quartiere che, insomma, è zona mia. “Uè Ricchiù, e’ fatt e’ sord ?” E quando? Sto ancora scrivendo. Mi fa un cenno come a dire che resterò un morto di fame. Mi fa largo, già hanno domandato che voglio, appartengo a lui sennò ero già fuori. “Mica metti i nomi sul giornale?” ma quando mai, chi vi conosce, “No, è che mo’ stanno le guardie, semmai più tardi”, girano. Lo stretto necessario, ma non ce lo diciamo.

“NON SI SO’ FATTI NIENTE”
Ponticelli, cinquanta forse pure sessanta migliaia di anime dannate o che si danneranno alla periferia orientale di Napule na’. Disoccupati, stranieri e boss convivono allegramente in una sorta di aborto urbano: né comune a se stante che pure per dimensioni dovrebbe essere, né integrato nella città. Se non nella violenza dei suoi capizona, nell’alto tasso di speculabilità edilizia tra maneggioni locali e architetti “giapponesi” coi loro2492227830 463b524a16 I ponti di Ponticelli County esperimenti urbanistici. Una sorta di alveare, né più né meno delle famose televisivamente parlando Vele, ricco di scuole modello perché zona talmente a rischio e degradata da ricorrere all’imbracatura di ogni fondo europeo possibile ed immaginabile, dove si sperimenta l’integrazione tra diversi più folle e autogestita del pianeta. Zona franca d’avanguardia nella cultura come nella retroguardia di una violenza spicciola più antica del mondo. Qui l’ierlaltro una rom di sedici anni ha rapito una bambina dal seggiolone, e per un pelo non è finita male. “Voi glielo dovete dire, dottò, che vorrei vedere se da altre parti quando appicciano a questi qua ci sta la camorra”, si chiama Titta, 38 anni circa, fa la mamma. “A via Dorando Petri non si so’ fatti niente, scrivetelo che qua pare una carneficina”, in verità era sgombro, l’avete sgomberato voi ? “Sentite a me, dottò, noi siamo padri di figli, voi al posto nostro ?”Io farei uguale. “Noi non siamo razzisti solo che un essere umano si difende”, Mommò (Domenico), maestro e’ scuola. “Ma come fanno, dico io, una bambina di sei mesi appena e la mamma se la deve portare in braccio a ‘na cosa fetente sul pianerottolo..”. E’ strano però. Una zingara entra in casa così, come se nulla fosse. Trova la porta aperta. Si ruba una bambina, scappa in strada come nelle leggende metropolitane, e nessuno si accorge di niente? “A dotto’, lasci perdere. Uno, gli zingari entrano ovunque ormai, ce li ho anche nell’androne di casa mia. Due, è una cazzata che qui ci si avverta tra condomini. A Napoli ormai è quasi come a Milano. E poi, me le chiamate vie queste? Non ci sono nemmeno i nomi, solo i lotti contrassegnati: Lotto O (che chiamano Lotto Zero, ndr), Lotto G”. Ponticelli non ha strade, ha lettere d’alfabeto. E quand’è così non ti suona strana neanche la violenza.

INCENDIO10 I ponti di Ponticelli CountyFUOCO FUOCHETTO - Mi scusi ma a via Argine hanno dato fuoco a una baracca con due bambini dei loro dentro, invece di lasciare avete raddoppiato ? “Mannò, che significa, se non ci aiutiamo tra di noi, tutte le volte che ci hanno rubato, o’lup non sta solo dentro il bosco”. Vabbuò ma mo ci pensa Berlusconi. “Si, vabbuò, è sagliut, l’amm vutat pure eh, per carità, ma mica significa”. Senza impegno. “Ma è mai possibile che pure voi che avete studiato pensate sempre a fare di tutt’erba un fascio” irrompe, stranamente erudita, scandendo l’ittagliano e scuotendo i capelli Debora con l’acca (deve essere una che ha preso sul serio i corsi da velina di Bassolino), ventiquattro anni senza tintura, 38 con. “Qui non è mica tutta camorra, e la munnezza è camorra e queste schifezze dei rom sempre camorra, noi non siamo..”, tutti delinquenti, mai pensato, voi siete la società civile. Già, ma a Ponticelli chi comanda ? Escludete lo Stato, qui non s’usa. Il pim pam tra bande vede, in passato, nel passato più recente, i nomi di due famiglie principalmente, i De Luca-Bossa (o’malamente) nel ruolo del pretendente al trono, il clan Sarno (isso, la famiglia reale in carica) e naturalmente il quartiere nel ruolo della “bella” contesa. De Luca Bossa, lo scudiero infido, si allea per ragioni di autonomia dai Sarno facendo il (tentato) Midas con la temibile, temibilissima, e sanguinaria, per molti proprio fuori di testa, Alleanza di Secondigliano. Che oggi è sepolta un po’ come i corleonesi cui si ispirava nella strategia bombarola. La gestione degli affari illeciti nella provincia circondante il quartierone post moderno è la posta in palio e come ogni scissione ha l’obiettivo dell’unità. Un solo capo. Sarno è collegato ai Misso & Mazzarella, Poggioreale e mezza Sanità. Si infrangono, come Totò Riina insegnava, tutti i codici d’onore : si spara anche a donne coi bambini in braccio. Si arriva persino all’autobomba, Ponticelli come Beirut. Alla fine, i pretendenti tutti morti o arrestati. Dura chi fa tutto, pace (e solo a volte la guerra ma lampo) per soldi, in silenzio e dura in quegli anni solo Paolo Di Lauro (che poi è storia attuale). Chi comanda oggi a quest’ora, e che ne pensa degli zingari ? A me non l’han detto, chiunque ci stia segue il mainstream di questi anni. Pace per i territori e le piazze di spaccio, c’è posto per tutti.

REFERENDUM, REFERENDUM! -Firmate firmate compà”, che d’è? “è ‘na raccolta de firme”, una cosa alla Grillo, “ma pecchè facimmspaceball I ponti di Ponticelli County ridere ?”. No, fate sul serio. “Se ne devono andare da Napoli, poi il rest2492263612 bebaced360 o I ponti di Ponticelli Countyo dell’Italia non lo so, là in Italia ci starà posto”, Sergio, vent’anni, capelli alla Marek Hamsik. Se taglia le gomme come fende l’aria con le mani, poveri zingari. “A me mi hanno acchiappato che stavo solo sennò quella volta finiva male pure per me”, ti rapivano ? “Ma tu si napulitan o fusse nat a Milano ?”, chiarisco il mio affidavit (“apparteng a chille d’o Vasto che s’tene..”, non potete capire), “embè allora perché (ho recuperato rispetto, ritorna a parlare la lingua di Dante) ti sei messo con loro ?”, Io? Quando mai, io mi lavo, “Eeesatto, Chille so’spuorc” irrompe una grassa signora da una portineria e la sua puzza di cucinato. “Vui nun site né a favore e né contro”, mi semplifica il marito, ad occhio il guardaporte tuttofare di due o tre casermoni (per risparmiare) di questi Lotti di sangue e merda. “Voi vorreste fare il giusto”, praticamente il giovane moderno direbbe Eduardo, “ma qua, sentite a me, il giusto non si può fare proprio più, questa è brutta gente, è gente che se ne approfitta e noi ci dobbiamo salvaguardare”. I rom faranno le controronde, lo sapete ? “E cacaci o’ cazzo, …” alza il livello dello scontro. Tenete conto che le ambulanze per arrivare da queste parti ci mettono pure tre quarti d’ora, rischiate grosso se qualcuno si fa male. “E vuol dire che viviamo con lo scrupolo”. Ma viviamo.

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