Napoli: nella notte tornano i roghi di rifiuti

20/05/2010 - Nonostante il Governo ci abbia vinto un’elezione, in Campania l’emergenza non è affatto risolta.“Il problema è finanziario”, spiegano dalla Regione, ma con i nuovi tagli ai trasferimenti degli Enti locali, si rischia di ritornare nel baratro. “Dalla visita in Campania

     
 

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Nonostante il Governo ci abbia vinto un’elezione, in Campania l’emergenza non è affatto risolta.“Il problema è finanziario”, spiegano dalla Regione, ma con i nuovi tagli ai trasferimenti degli Enti locali, si rischia di ritornare nel baratro.

Dalla visita in Campania di un anno fa è cambiato poco e non è da escludere che possiamo trovarci di fronte ad un’altra seria crisi”. Gaetano Pecorella, presidente della commissione d´inchiesta sul ciclo rifiuti, una settimana fa, in visita nel casertano, era stato lapidario. E proprio ieri il commissario liquidatore di quello che fu il Consorzio di bacino Napoli-Caserta, Gianfranco Torturano, lanciava il suo grido d’allarme: ”Impossibilità di continuare a gestire, per conto delle Province, i siti di stoccaggio provvisori e definitivi in assenza del ristoro delle spese sostenute sia per la gestione che per il personale”.

NON CI SONO SOLDI - Solo qualche mese fa i circa 1300 lavoratori del casertano che non ricevevano gli stipendi si erano fermati e per qualche giorno fu di nuovo emergenza per strada. Ora, non solo due giorni fa ha avvisato i dipendenti che ormai i loro stipendi sono nelle mani della Provincia, ma ieri ha escluso dalla sua portata anche le discariche. Il Consorzio avanza qualcosa come 120 milioni di crediti, ma i soldi non ci sono e allora bisogna scaricare tutto alle Province e alle loro due nuove società di gestione.“I Comuni sono debitori nei confronti del Consorzio unico di bacino di una cifra molto elevata. Per superare l’empasse occorre predisporre un piano rifiuti e, entro l’anno, approvare una legge per il riordino delle Autorità d’ambito”, così ieri il neo assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano, ha spiegato che il problema rifiuti riguarda soprattutto una “seria emergenza finanziaria”.

LE PROTESTE - Insomma, la questione riguarda la possibilità di predisporre adeguati strumenti finanziari per garantire sia il trattamento dei rifiuti che il pagamento degli stipendi agli operatori, anche tenendo conto della legge che ha affidato alle Province la responsabilità. Intanto, il generale Mario Morelli, coordinatore dell’unità operativa rimasta a Napoli, ultimo residuo della struttura del sottosegretariato di Bertolaso, ha convocato una riunione con l’assessorato regionale per prendere iniziative. Le due Province pagheranno così le attività ancora in corso del Consorzio con lo stanziamento di ulteriori 600mila euro per la messa a norma di quei siti dove si registra ancora fuoriuscita di percolato. E ieri seconda giornata di protesta per i lavoratori dell’ex impianto Cdr della zona Asi di Giugliano dove alcuni operai sono saliti sui tetti dell’impianto e hanno minacciato di lanciarsi nel vuoto. I 68 lavoratori chiedono che siano garantite le condizioni economiche degli anni scorsi: oggi c’è una decurtazione dei salari che va dai 300 ai 400 euro mensili. Sul posto i vigili del fuoco hanno steso un tendone per contenere eventuali gesti estremi.

LA POLVERIERA - Ma la vera emergenza l’ha sottolineata ieri a Roma il neo presidente della Provincia di Caserta, Zinzi, a colloquio proprio con Pecorella: “Nessuno ha dato una parola certa sui lavoratori che saranno di troppo”, oltre 1200 addetti, di cui, secondo alcuni calcoli, più della metà potenzialmente in esubero.Infine, ci potrebbero essere presto sviluppi nell’inchiesta sul trattamento delle ecoballe. I nuovi elementi sarebbero costituiti da documenti che indicano i rifiuti entrati e usciti dagli impianti di Cdr, nonché altri documenti acquisiti dopo le perquisizioni alla Impregilo nell’ambito dell’inchiesta “Rompiballe” dove ricordiamo risulta indagato anche il Sottosegretario Bertolaso per gestione non autorizzata di rifiuti. I pm di Napoli Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo hanno chiesto un nuovo sequestro di somme di denaro che erano state versate alla Impregilo per le attività nell’ambito del trattamento dei rifiuti in Campania.

     
 

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