Cultura

La gabbia della pubblicità

20 maggio 2010

Una “guerra” sotterranea che solo a volte emerge in superficie. E ogni volta, mi stupisce

Sabato scorso l’intera pagina 26 del Corriere della Sera è stata comprata dalla Mondadori Pubblicità per reclamizzare la sua potenza: «Il mercato ha scelto i primi» è il titolo cubitale; sotto vengono illustrati i dati Audipress del gennaio 2010 dai quali si ricava che:
Panorama: 2.889.000 lettori;
TV Sorrisi e Canzoni: 4.857.000 lettori;
Focus: 6.227.000 lettori;
Donna Moderna: 2.639.000 lettori;
Chi: 3.400.000 lettori;
Cucina Moderna: 1.496.000 lettori.

In breve, tale pubblicità indica come le 6 principali testate dei periodici Mondadori raccolgano un totale di 21.508.000 lettori (tanti vero?), come a dire: – aziende, fate pubblicità in tali riviste e avrete benefici sulle vendite dei vostri prodotti dato il grande bacino di utenza che raggiungiamo.
Strano, mi sono detto, che la dirigenza del gruppo del Corriere accolga una simile pubblicità nemica: ma pecunia non olet. Comunque, l’indomani, domenica 16 maggio, a pagina 16 del quotidiano di via Solferino, ecco la replica (misurata sullo stesso dato Audipress più quello della Nielsen SiteCensus marzo 2010):
Sistema Corriere (giornale cartaceo e online, Sette, Io donna e Style): 7,2 milioni di contatti.
Sistema Gazzetta (giornale cartaceo e online, Sport Week): 6,4 milioni di lettori;
Sistema Donna (A e Amica, Lei, Io Donna): 4,9 milioni di contatti;
Sistema Uomo (Style, Sport Week, Il Mondo, Max, Dove): 4,6 milioni di contatti;
Sistema Familiari (Oggi, Novella 2000, Visto): 5,4 milioni di contatti;
Sistema Quotidiani (Corsera, Unione Sarda, Gazzetta dello Sport, City): 9,4 milioni di contatti;
Living Network (Brava Casa, Costruire, Case da abitare, Abitare, Casa Amica): 5,7 milioni di contatti.
E infine lo slogan: «RCS Pubblicità. Un’audience totale di 28,2 milioni di contatti». Rispetto alla Mondadori, che parla di lettori, Rcs parla di contatti. Inoltre, quest’ultima, mescola un po’ le carte, nel senso che somma più volte gli stessi addendi. Comunque, siano essi “lettori” o “contatti”, i due dati sommati danno quasi un totale di 50 milioni di persone “toccate” in qualche modo dalla pubblicità dei due grandi gruppi pubblicitari italiani. Cazzo, disse la marchesa, figuriamoci allora i telespettatori “toccati” quanti sono! Ma lasciamo perdere. Meglio concentrarsi su il problema di fondo: l’essenza della pubblicità

STUPORE - Io tutte le volte che vedo pubblicità simili mi stupisco. Cioè, un’agenzia pubblicitaria si autosponsorizza affinché i clienti che pubblicizza la scelgano per pubblicizzare i loro prodotti. Ma soprattutto: io mi stupisco del fatto che, dopo anni di alfabetizzazione e di ragione critica, la maggior parte di noi umani rimanga vittima del meccanismo della pubblicità. Perché non capisco come possa una pubblicità riuscire a convincere una persona della bontà di tal o tal altro prodotto. Non lo capisco proprio. Eppure non discuto: funziona, eccome se funziona. Lo dimostrano infatti le tonnellate di greggio pubblicitario che sono uscite con gli anni dalle varie agenzie pubblicitarie per inquinare inesorabilmente i cervelli di noi umani dai portafogli più o meno gonfi per soddisfare quei bisogni “creati” ad arte da quei diabolici mediatori dei pubblicitari per conto del Mercato. Ora, per restare in metafora, come la BP ha chiesto aiuto alla rete per trovare soluzioni che riescano a tappare la falla sottomarina nel Golfo del Messico, io chiedo umilmente soluzioni alla rete per tappare le falle pubblicitarie che invadono le nostre menti.  Io, ripeto, non discuto la legittimità del fare pubblicità a qualsivoglia prodotto (anche nocivo); discuto del fatto che vi siano persone che si lascino ancora convincere dal messaggio pubblicitario qualsiasi esso sia. E persone che fondino il loro profitto su tale raggiro benevolmente autorizzato.

6 commenti a La gabbia della pubblicità

  1. Spot con “quella della porta accanto”, spot con testimonial, spot che funziona, spot che non vende, spot comico, spot strategico, spot con star, spot spazzatura, spot progresso e ambiente…
    Insomma, “che s’addà fa’ pe’ campà” :)
    …da non dimenticare uno spot famoso per restare sulla cresta dell’onda:

    http://www.youtube.com/watch?v=E9i_kZOM_qU

  2. In Italia non è (ancora) uscito, ma consiglio la visione di “The invention of lying” di e con Ricky Gervais. È una commedia ambientata in una distopia dove l’uomo non ha evoluto la capacità di mentire. Tra le varie differenze col nostro mondo, una è nella pubblicità, che ovviamente dice solo il vero, e non cerca di sedurre con l’immagine:

    http://www.youtube.com/watch?v=fhtTU-guW60

  3. Luca, scrivi che Rcs “mescola un po’ le carte, nel senso che somma più volte gli stessi addendi”. Ma anche Mondadori lo fa; e fa di peggio, chiamando “lettori” quelli che sono in realtà “contatti” (come giustamente dice Rcs). Basta immaginare che, mettiamo, 500 mila lettori di “Chi” leggano anche “TV sorrisi e canzoni”, e che 500 mila lettori di “Panorama” leggano anche “Focus”, e già i lettori (le persone fisiche, intendo) son un milione di meno…

    • Certo Giulio, hai perfettamente ragione. È che io mi sono limitato a indicare come nei vari “sistemi” della Rcs le testate ricorressero più volte coi loro “contatti”. Da segnalare poi la stessa pubblicità mondadoriana pubblicata su Repubblica di ieri.

  4. Caro Luca,
    la pubblicità non piace neppure a me. Per meglio dire: non mi piace la sua “trasformazione” in un mezzo di persuasione “semi-occulto” che aiuta a vendere non prodotti ma un vero e proprio “sistema valoriale”. In alcuni Paesi (Usa in testa) il suo uso scientifico è stato fatto molto prima che da noi. E se ne vedono i frutti. Ma ha subito un’ulteriore evoluzione diciamo attorno alla fine degli anni ’70, quando è finita la grande paura dell’occidente senza petrolio.

    La pubblicità, così pensata ed evoluta rispetto ai suoi “primordi”, è molto funzionale al mondo che abbiamo conosciuto a partire dagli anni ’80, che per molti lettori di G. è tra l’altro l’unico che conoscono (io per mia sventura, sono un po’ più vecchio ^_^).

    Fabbrica sogni e bisogni, induce desideri che non avrmemo mai immaginato di avere, ed è in un certo senso ormai un “sistema” che si autoalimenta – da qui, secondo me, il motivo dell’”autopromozione” che hai messo in evidenza. E ci condiziona, tutti: anche quelli che, come me, pensano di non esserne influenzati. me ne accorgo quando qualche istituto di ricerca mi telefona a casa, per sondaggi di tipo “commerciale”: guardo poca Tv, scanso come la peste gli spot, eppure bene o male me ne ricordo tanti: pure quelli sull’acqua minerale, il che è tutto dire.

    Un caro saluto

    Carlo

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