È un’opinione diffusa che il fanatismo politico sia causato da povertà e ignoranza. In realtà i movimenti politici estremisti hanno sempre avuto un notevole seguito nelle università e tra le persone colte.
Orwell, ricorda Robert Conquest in “Il secolo delle idee assassine”, diceva che le persone normali sono troppo stupide e troppo assennate per farsi “corrompere” da idee politiche folli: troppo stupide per seguirne le assurde astrazioni, troppo assennate per prenderle sul serio. E così vediamo che molti seguaci di Al Qaeda sono ingegneri e medici, o che le BR facevano adepti nelle università (ad esempio Trento). Insomma:
le irragionevoli (quando non irrazionali) passioni politiche estremiste richiedono un minimo di intelligenza. Ci vuole una mente creativa per auto-alienarsi dalla realtà, dalla ragione e dall’evidenza.
ESEMPI - Abbiamo quindi che i padri del socialismo inglese, Sidney e Beatrice Webb, nel 1937 affermavano che lo sterminio di un milione di kulaki era stato necessario, e che una forte fede e una forte volontà erano state necessarie per far vincere il bene comune. Harold Laski lodava un ministro di Stalin, auspicando che una figura del genere nascesse anche in Inghilterra. George Bernard Shaw, celebre scrittore e socialista inglese, affermava che la carestia che uccise dieci-quindici milioni di persone nell’URSS, dovuta (forse voluta) alle politiche agricole di Stalin, fosse un’invenzione e che in realtà la popolazione aveva troppo da mangiare (saranno morti di indigestione). Herbert George Wells, socialista, anche se anticomunista, affermava che Stalin era una persona cordiale, onesta, addirittura candida. Tanto per vedere quanto lontano si possa andare dalla realtà con un po’ di fantasia, e di malriposta passione politica, John Kenneth Galbraith affermava, nel 1984, che l’economia sovietica era molto prospera e stava facendo enormi passi avanti. Pare che Neruda abbia scritto un’ode funebre in onore di Stalin, “la maturità dell’uomo e dei popoli”, sperando che la luce (dei roghi?) non svanisse. Jean Paul Sartre criticò le notizie riguardanti i gulag nell’URSS, affermando che erano fonti non ufficiali (notoriamente le fonti ufficiali dei paesi totalitari sono molto credibili) e che il proletariato francese si sarebbe depresso (facendo intendere, implicitamente, che si trattasse di follia di massa: spero che la smitizzazione dell’URSS fosse un problema psicologico solo per Sartre, comunque).
LA PRIMA VITTIMA - E che dire dello storico marxista Eric Hobsbawn, secondo cui il nuovo mondo (possibile, ovviamente) richiedeva massacri e sofferenze per poter essere partorito? Tutto ciò dimostra una notevole avversione alla realtà e all’etica da parte di molti importanti intellettuali. Che evidentemente erano molto più lontani dal buonsenso e dal decoro morale di molti semplici cittadini, forse perché troppo stupidi, più probabilmente perché troppo assennati. Ancora oggi vediamo all’opera questa mentalità. Ogni volta che si elogia una Cuba che è esistita probabilmente solo sui manuali di propaganda del KGB, ad esempio; o quando si paragonano, senza il minimo senso del ridicolo, le “torture” di Abu Ghraib (ovviamente da punire), con le torture, senza virgolette, del regime di Saddam Hussein (persone sciolte vive nell’acido, tanto per farsi un’idea; ma forse bastano le unghie strappate con le pinze durante gli interrogatori); oppure si usa la parola genocidio per indicare le poche (anche se ovviamente troppe) migliaia di vittime palestinesi del conflitto (non tutte civili inermi, e non tutte uccise dagli israeliani) arabo-israeliano. La prima vittima della passione politica è sempre l’intelligenza, e con essa i suoi parenti: la logica, i fatti e la verità. In genere ci si ferma all’irragionevolezza astratta; altrimenti seguono migliaia o milioni di morti. Stime, ovviamente, che vengono ridotte a migliaia se gli assassini sono simpatici, o aumentate a milioni se sono antipatici.



























George Bernard Shaw, anche autore di testi del teatro moderno ottocentesco! mi piace!
L’uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli. (George Bernard Shaw)
“Tutto ciò dimostra una notevole avversione alla realtà e all’etica da parte di molti importanti intellettuali”
casualmente, noto, tutti appartenenti al pensiero socialista: sarebbe stato più corretto, secondo me, un discorso più complessivo su quanto le passioni ideologiche novecentesche, a prescindere, portavano quasi nel loro corredo genetico una forma di travisamento (e allontanamento dalla) realtà, a meno che questa non fosse stata preventivamente “sistemata”, appunto, in una “irragionevolezza astratta”.
p.s. lucia, shaw però va collocato correttamente, per gli aspetti più significativi della sua produzione, nel novecento!
voglio dire: anche Mazzini, e il suo strenuo interclassismo “rivoluzionario” e ideale, era lontano da una corretta lettura di “quella” specifica realtà, e infatti i suoi moti fallirono e furono stronacati nel sangue uno dopo l’altro.
E non era affatto socialista.
Cordapazza: hai perfettamente ragione, ma non esistono molti intellettuali “estremisti” di destra da attaccare. Probabilmente avrei potuto soltanto dar fondo a qualche libro di Schmitt, di Kuehnhelt-Leddihn… sicuramente politicamente psicopatici, al pari e forse oltre quelli che ho citato. Ma si contano sulla punta delle dita. Il grande problema della destra è che non pensa; il grande problema della sinstra è che spesso pensa male: quindi a trovare citazioni assurde si fa molto prima a sinistra, anche se solo perché a destra non c’è nulla da citare.
Grazie a cordapazza mi è tornata in mente una tipica frase da psicopatico di provenienza destrorsa, così per pareggiare un po’ il conto:
“I campi di sterminio sono orribili come l’agricoltura meccanizzata” (Heidegger)
Come se fosse colpa della tecnica (aggiungo che l’unica colpa dell’agricoltura meccanizzata è aver aumentato la produttività agricola e consentito la sopravvivenza a miliardi di persone).
sì, diciamo, più correttamente, che l’estremismo di destra non pensa, mentre, pure in Italia, ci sono stati fior di pensatori di destra che quella attuale se li sogna…Spirito, Gentile, Rocco, Santi Romano etc
Oddio, Heidegger avrà dato uno snob giudizio estetico!?!Lui era più bucolico…
heidegger, heidegger, ti sorridono i moonti
L’estremismo di destra non pensa? Tutto si può dire tranne che Heidegger non abbia pensato. E non solo di agricoltura ad onor del vero.
La prima vittima della passione politica è sempre l’intelligenza
soffrire oggi per godere domani
lasciare che il mercato distrugga per purificare la società dal male
lasciare che le sole forze del mercato aggiustino le cose
………è un pò quello che predicano i dittatori di tutto il mondo……crepate oggi per un futuro migliore…….
nuvola, mi riferivo al’aspetto politico del suo pensiero: il fatto che le SA fossero il suo punto di riferimento politico, non gli ha, evidentemente, impedito di raggiungere quell’indiscussa altezza speculativa, ci mancherebbe!
“La prima vittima della passione politica è sempre l’intelligenza”
quote
nuvola, pietro è sempre così: tranchant
@ cordapazza
concordo con te. Quante volte ci avrebbe fatto comodo che gli uomini di destra non dico non avesse pensato, ma avessero pensato un pò meno…:-)
mi permetto di consigliare al gentile libertyfirst, vista la sua insistenza sul periodo staliniano in questo pezzo, un romanzo notevolissimo, di Martin Amis (uno dei maggiori scrittori di lingua inglese)
http://www.ibs.it/code/9788806.....contri.htm
explicit: La russia sta morendo. E io sono contento.
(oppure, sempre suo, Koba il terribile)
ciao!
Non sono sicurissima di sapere cosa voglio dire.
Credo che ci sia un problema di fondo con questo tipo di ragionamento, che percepisco ma non ho ancora articolato bene. C’è sotto - non nel senso del complotto, ma nel senso della filosofia - una questione di metriche di valutazione. Ovvero: io sono d’accordo ovviamente con te sulla condanna di tutte le violazioni dei diritti umani perpetrate da qualsiasi regime, di destra o di sinistra, e anche di tutte le restrizioni della libertà imposte da governi non necessariamente autoritari. Ma perchè sono d’accordo? Perchè sottoscrivo implicitamente una certa teoria della giustizia e, soprattutto, un certo blocco di assunzioni di carattere etico (che so, il pari diritto alla vita e all’espressione di tutti, a prescindere dalle opinioni e da qualsiasi caratteristica personale).
Vedendo però il problema da un punto di vista diciamo welfarista astratto - cosa che non mi piace, ma l’esercizio va fatto - è un po’ lo stesso discorso della crisi finanziaria. Magari i consumatori preferiscono vivere 10 anni al di sopra delle proprie possibilità e tirare la cinghia(mattanza) per 3 anni dopo. Non mi sembra impossibile. Parimenti, magari la somma delle utilità (e non attaccare con l’ordinalismo please ;-)) di tutti gli italiani sarebbe maggiore sotto un regime politico diverso. Io penso che questo sia falsissimo, per essere chiari, ma posso vedere alcuni punti di debolezza dei sistemi che abbiamo: tanto per cominciare, sono tutti di una noia mortale, e specificamente quello italiano è pure completamente impermeabile rispetto all’ingresso di un qualsiasi individuo esterno non “allevato” in campo politico. E capisco benissimo dal punto di vista psicologico ed emotivo qualcuno che preferisce la presa di Fiume alla calma piatta. Non è facilissimo in definitiva dire cose sensate in tutte le direzioni su un argomento come questo.
Indubbiamente i valori politici sono scelte di valore e quindi arbitrarie e prive di fondamento ultimo.
E’ un giudizio di valore affermare che una persona che preferisce conquistare Fiume piuttosto che farsi un finesettimana in famiglia sia uno psicopatico.
Ciò non toglie che un mondo privo delle persone del primo tipo non perderebbe granché, e quando ce ne sono troppe il mondo smette di funzionare. Lo stesso non si può dire delle seconde.
Il problema della democrazia attuale non è la noia: darei un rene per renderla noiosa!
Il problema della politica attuale è che c’è una classe di parassiti chiamati politici che svende il futuro di un paese per farsi i propri interessi, in nome di una solidarietà che tutto è tranne che solidale e di una democrazia che in realtà non può essere tale (la democrazia degli americani del XIX secolo consisteva nel provare ogni forma di cooperazione sociale venisse loro in mente: noi siamo solo patetici inchiostratori di schede elettorali precompilate). E non è un problema soltanto dell’Italia.
Per quanto riguarda la crisi finanziaria, sono per la spiegazione effetto-di-sostituzione: se non mi rende risparmiare consumo e mi indebito. Non è una mia scelta: è il sistema di incentivi perverso creato dalla Fed che disincentiva la responsabilità e la frugalità.
Chi voleva risparmiare si è trovato senza sbocchi, in concorrenza con le T-bill all’1%. Che altro poteva fare se non ingozzarsi all’impossibile?
In teoria è possibile che milioni di persone preferiscano veramente godere per un paio d’anni e fare bancarotta domani. E’ l’essenza del RBC: buttarsi da un grattacielo di Wall Street nel 1929 è il risultato pareto-ottimale di un sistema concorrenziale in equilibrio generale. E’ remotamente possibile, ma è più verosimile che si tratti di una immonda stupidaggine.
\”Chi voleva risparmiare si è trovato senza sbocchi, in concorrenza con le T-bill all’1%. Che altro poteva fare se non ingozzarsi all’impossibile?\”
Mica vero. Il mercato azionario aveva rendimenti più che desiderabili. Se un risparmiatore fosse entrato sul mercato subito dopo l’11 settembre e ne fosse uscito mettiamo a fine 2006 avrebbe conseguito in media i seguenti rendimenti: aziende S&P 500 +45.96%; Dow Jones +50.53%; Nasdaq +71.04%. E questo, bada, nonostante il crash nel 2002. Anche se prendi solo il periodo di fed funds bassi, più un annetto perchè se ne esplicitassero le conseguenze, vedrai che i rendimenti facevano tutt’altro che schifo. Un mercato che mi restituisce in media il 50% in 5 anni non è scoraggiante per il risparmio.
\”E’ un giudizio di valore affermare che una persona che preferisce conquistare Fiume piuttosto che farsi un finesettimana in famiglia sia uno psicopatico.\”
Giudizio di valore a parer mio sbagliato, se espresso in termini così radicali (e a dire il vero pure un po’ offensivi, non è che perchè tu non hai lo slancio eroico allora chi lo ha è un pazzo). Vedi? Come ci si può metter d’accordo? E nota che sui sistemi politici SIAMO d’accordo. Però era per dire che è molto difficile trovare un fondamento a ragionamenti di questo tipo.
“Però era per dire che è molto difficile trovare un fondamento a ragionamenti di questo tipo.”
E’ impossibile. I valori sono arazionali, come ho detto a Piercamillo.
“Un mercato che mi restituisce in media il 50% in 5 anni non è scoraggiante per il risparmio.”
Vero. L’andamento asimmetrico tra obbligazioni e azioni è un argomento interessante di cui avevo discusso con Leonardo. La politica monetaria sembra abbattere i rendimenti sui primi e accrescere quelli sui secondi.
il che e’ anche abbastanza banale…
Che tu non conosca intellettuali di destra che hanno detto cose ridicole è un problema tua. Fatti un giro su wikipedia o su google…basta con questo qualunquismo, questa ignavia dantesca, questo dire ma non dire. Sei anticomunista e ti danno noia gli intellettuali sinistroidi. Non cercare di vendere altro dicendo che non citi quelli di destra perchè quelli di destra son pochi o la destra è parca di intellettuali.
Sfrutta meglio le potenzialità di google se proprio non hai voglia di passare un po’ di tempo in biblioteca.
@Federico: no no guarda, qui sbagli. Tutto si può dire di Pietro fuorchè “Non legge abbastanza”. Spezzo un’arancia in suo favore.
anch’io gli spezzo una lancia in testa, se può servire.
spezzare una lancia a un virgolettato su abu graib mi sembra sprecare un ottimo utensile. Per non parlare del manuale del KGB che dovrebbe elogiare cuba. Potrebbe iniziare con un buon manuale di storia contemporanea e una buona rivista di geopolitica…senza dover arrivare al Trattato del Ribelle (di uno Junger che per dirla come lui ha definito Wells era di destra anche se antinazista)
Federico: hai qualcosa di intelligente da dire? Dilla. Io attendo. (Ammetto di riuscire a vivere anche senza).
Calvin: La divergenza stock/bond è probabilmente banale nelle cause. E’ interessante però negli effetti. Lancio un po’ di spunti che non mi sono chiarissimi.
1. i risparmiatori vengono deviati verso investimenti ad alto rischio e verso investimenti a rendimento altamente ciclico: si pone il rischio su chi è meno capace di tenerlo
2. i risparmiatori che cercano di andare in pensione devono decidere se rischiare tutto sull’azionario o non guadagnare nulla sull’obbligazionario: nessuna riforma seria delle pensioni è possibile in queste condizioni.
3. i risparmiatori in pericolo creano una domanda democratica di massa a favore di misure monetarie espansive, rendendo impossibili politiche serie e credibili.
Non so come siano investiti i piani 401(k); ma temo di aver capito una delle conseguenze sociali e politiche disastrose dell’inflazionomia.
Tu avresti avuto cose molto più intelligenti da dire su un argomento del genere, invece di scrivere un articolo che sembra una copertina di studio aperto. Se ne vuoi una avresti potuto parlare del delirio gramsciano sulla funzione degli intellettuali, l’elenco è lungo. Non dico che non hai ragione, dico che hai scritto cose DA POCO, con un tono da bar, vendendo aria fritta, per il gusto di sparare sentenze sull’intellettualismo di sinistra dimostrando di avere come unica base di partenza un’antipatia di fondo, ma nessun background culturale per fare una critica sensata dell’azione oppioide degli intellettuali di sinistra (perchè di intellettuali di sinistra parli, e liquidare l’assenza del pensiero di destra con “la destra non pensa” denota o malafede o una tua carenza).
ah…se poi citi la fonte di quella cosa che avrebbe detto Shaw forse fai un favore ai tuoi lettori.
Prometto che ci torno quando ho un po’ di tempo/torno dagli States. C ya.
“Lancio un po’ di spunti che non mi sono chiarissimi.”
Secondo me manca un pezzo. In condizioni di corretto pricing del rischio (che è mancato sui mercati negli ultimi anni, da cui la crisi), bassi costi di finanziamento per le imprese vuol dire tendenzialmente possibilità di conseguire più elevati utili, e quindi di remunerare meglio gli azionisti - in termini di dividendi, non di capital gain. In questo senso bassi tassi di interesse avrebbero comunque reso più attraente l’investimento in borsa, anche in un mercato sano. Questo vuol dire allocazione efficiente delle risorse, non il disastro che dici tu.
Bibliotechina sullo stato attuale degli investimenti in 401(k) FYI:
http://www.401khelpcenter.com/cw/cw_studies.html
Quel che puoi dire è che sia in un’economia sana con uno shock positivo sia in un’inflazionomia gasata le azioni vanno su. Il fatto è che nel primo caso è tutto ok, nel secondo dopo il binge c’è il purge.
Avevo lo stesso problema quando mi si diceva che gli USA hanno un trade deficit perché conviene investire negli USA, e non perché si stanno consumando l’anima. Ovviamente sono vere entrambe le cose, ma è la seconda ad essere problematica.
Federico: nei commenti ho citato anche Heidegger a favore del nazismo. Avrei potuto citare von Kuenhelt-Leddihn*, oppure Massimo Fini, o Carl Schmitt… ce ne sono di psicopatici di destra.
Ma il mito della rivoluzione, inteso come cambiamento catartico, ottenuto con tutti i mezzi, anche disumani, per costruire un mondo migliore non è l’essenza del pensiero di destra: è una tipica distorsione del pensiero della sinistra.
Tra l’altro, chi difendo nel post? Orwell, uno scrittore che comunque è di sinistra. Per quanto possa dubitare di alcune sue riflessioni sulla guerra di Spagna - che io sappia i rojos non erano da meno dei franchisti - Orwell era una persona sensata: capace di analizzare i fatti, di rispettare la persona, eccetera. Dalle frasi elencate direi che nel XX secolo di Orwell pare non ce ne siano stati molti.
* Un reazionario cattolico austriaco (di nazionalità) che se la prendeva, con toni altamente propagandistici, contro l’intervento delle potenze occidentali nella WWI perché avevano distrutto i bel mondo antico della Germania guglielmina e dell’Impero Austro-Ungarico.
Ghggh
Non prendertela Pietro. A me non sembra che il tuo articolo volesse evidenziare uno squilibrio tra pazzi di destra e pazzi di sinistra. In ogni caso, considerate due cose. L’estrema sinistra ha governato ed è stata al potere molto di più. Chiaro che si trovino più persone che l’hanno elogiata. Sull’estrema destra ti devi fermare a Mussolini e Hitler, col primo che veniva pure da sinistra. Poi hai qualche dittatore sudamericano di cui pochissimi hanno scritto…
In ogni caso, faccio notare una cosa.. Sono tutti socialisti. Chissà perché…
“il mito della rivoluzione, inteso come cambiamento catartico, ottenuto con tutti i mezzi, anche disumani, per costruire un mondo migliore non è l’essenza del pensiero di destra: è una tipica distorsione del pensiero della sinistra”
Ribadisco che ti manca qualche pezzo di storia della filosofia o di storia contemporanea, o di filosofia politica. Oppure non hai nessuna familiarità con i movimenti di destra italiani (dico italiani perchè sono quelli che conosco meglio).
Cerca un antologia dei discorsi radiofonici di Ezra Pound.
“In ogni caso, faccio notare una cosa.. Sono tutti socialisti. Chissà perché…”
E’ una farsa? Socialisti chi? La giunta militare argentina? O pinochet? Ah no, forse intendevi il compagno Somoza!
Anzi no, senza scomodare Pound poverino…ma il Mein Kampf l’hai mai letto?
Se il rifuto dell’idea di rivoluzione radicale e totale da parte dell’ideologia di destra è la nostra base di partenza, possiamo anche fermarci qui.
“Stime, ovviamente, che vengono ridotte a migliaia se gli assassini sono simpatici, o aumentate a milioni se sono antipatici.”
Ti riferisci all’olocausto o alla Cambogia di Pol Pot?
Socialisti chi? La giunta militare argentina? O pinochet?
Ah già. Tu per socialista intendi coloro che fanno riferimento al Partito Socialista.
No io intendo tutti coloro che accentrano potere nelle mani dello Stato. Quindi tutti tranne i liberali.
Sai, definizione Misesiana
Ah, ecco…definizione Misesiana…quindi tutti nello stesso pentolone, Bettino Craxi e Videla, Hitler e Edouard Depreux.
Posso abbandonarvi al vostro destino dopo questa mirabile lezione di e timologia politica.
ah scusa, ho equivocato…tutti una razza sarebbero Da DENG a MUSSOLINI, da HITLER a LENIN, da TROZKI a VIDELA…ah…già misesiana….
Si Federico. Perché la differenza è solo nell’ideale con cui ammantano la sete di potere. Hitler usava il nazionalismo e la superiorità razziale. Stalin la classe operaia e la rivoluzione contro i borghesi. Ma la verità è che entrambi volevano solo il potere.
Già già…un po’ come George Bush e i fratelli Rosselli…tutti liberali.
PS … la parola genocidio in nei Territori Palestinesi occupati non indica solo il numero spropositato di civili morti direttamente per mano militare israeliana, ma anche la perdita delle terre. Solo chi non è mai stato la può parlarne con questo tono di sufficienza. Se volete un consiglio vedetevi Welcome to Hebron, c’è anche su youtube. E’ di un filmaker svedese.
Per quanto riguarda la buffonata del “son socialisti tutti quelli che non sono liberali” … ma non perdete neanche tempo per commentarla.
In realtà ho capito il senso della tua uscita libertyfighter, non foss’altro per il richiamo a Mises…ma qui non stiamo parlando di economia, ma di storia del pensiero politico.
Non regge Federico. Mises difficilmente avrebbe messo i regimi latinoamericani nel pacchetto “Socialismo”. Non c’era nessuna pianificazione economica di stato di stampo socialista in quei regimi, anzi…pensate al Far West che fu l’economia cilena, e tutti le magagne venute a galla a poco a poco. Mises quando parlava di socialismo, a differenza di chi si riempie la bocca con definizioni misesiane, parlava dell’economia sovietica, punto. Mi piacerebbe sentire il suo parere circa la Cina contemporanea (senza ironia, per dirti che anche la definizione di socialismo da un punto di vista di -chiamiamola così- filosofia economica, è ben diversa dall’alterità rispetto al liberalismo, altra dottrina ben più organica di quella che traspira da questo articolo e da questi commenti).