Il 28 settembre 1984 fu ucciso in circostanze poco chiare (probabilmente nell’ambito di un regolamento di conti) l’autore, tra le altre cose, di uno dei più grandi depistaggi della storia d’Italia.
Una granata Energa. Sette proiettili calibro 7,62. Sette catene e sette chiavi. Volantini di rivendicazione e le foto di Parsi e dei suoi familiari legati e insaccati come maiali. Del deposito della Brink’s Securmark non è che rimane poi molto.
Non hanno lasciato nemmeno gli spiccioli. Stavolta le “BR” hanno fatto davvero un colpaccio: almeno 30-35 miliardi di lire. I giornali ci andranno a nozze, basta un attimo per immaginarli: “Titolo: La Rapina del secolo. Occhiello: Le BR tengono in ostaggio i familiari di un dipendente e riescono a svuotare il caveau della Brink’s Securmark. Sommario: Il deposito derubato fa parte di una catena bancaria di Michela Sindona. Sommarietto: Ritrovati sul luogo del delitto volantini di rivendicazione, proiettili e una granata“.
I CONTI NON TORNANO - Certo, si capisce che qualcosa non quadra. La firma delle BR è così… così… così… come dire… troppa. Troppi segni ha lasciato quel coglione. La granata per esempio. Che bisogno ce n’era? Va bene è dello stesso tipo di quella usata durante l’agguato al colonello Varisco, ma perché metterla lì? Poi le catene e le chiavi, che senso hanno? O meglio, un senso ce l’hanno: alludono al sequestro Moro, al comunicato n.7. E poi anche quelle schede, cinque, di cui ai giornalisti è meglio non far parola, non sono le stesse che sono state trovate su quel taxi il giorno dopo l’assassinio di Pecorelli?
Ancora una volta quel collegamento: Moro-Pecorelli.
EPPURE DOVEVA ESSERE UN CASO CHIUSO - Speriamo solo che queste domande se le faranno in pochi. E che a darsi queste risposte siano ancora di meno. Se qualcuno continuerà a collegare i due bisognerà trovare una nuova via d’uscita. Anche perché se la storia del comunicato riuscisse un’altra volta fuori, sicuramente ci sarebbe un altro Pecorelli pronto a dire la stessa cosa: il comunicato n. 7 è stato un falso, era un messaggio che qualcuno stava mandando all’Onorevole. Già, il messaggio: vedi di stare zitto Aldo, che è meglio. Il consiglio non era servito a nulla. Neanche a Pecorelli era servito. Che scriveva poi quello? Dello scandalo Italcasse? Non c’era nessuno scandalo. Di Gladio? Gladio non esiste, non c’è nessun esercito parallello. Di Sindona? Ma Sindona chi, quello della Brink’s? Ma non faccia ridere Pecorelli, non faccia ridere. Piutosto veda di stare zitto! Invece, parlava Mino. Parlava eccome. Pure il memoriale completo aveva trovato. Lui e quell’altro lì, Dalla Chiesa. Ma gli affari vostri? E no, quelli mai!
IL COMUNICATO È FALSO - È palese che è falso, diceva, mentre fior di periti ne attestavano la veridicità. Primo, scriveva, è una fotocopia, mentre gli altri sono sempre stati ciclostilati. Secondo è firmato a mano. Non serve scomunicare una manica di esperti per anlizzarne il significato, basta guardare in superficie.
L’unica cosa verosimile è la telefonata arrivata al Messaggero. Il resto è falso come una banconota da undicimila lire. Basta leggerlo. “Oggi 18 aprile 1978, si conclude il periodo ‘dittatoriale’ della DC che per ben trent’anni ha tristemente dominato con la logica del sopruso. In concomitanza con questa data comunichiamo l’avvenuta esecuzione del presidente della DC Aldo Moro, mediante ’suicidio’. Consentiamo il recupero della salma, fornendo l’esatto luogo ove egli giace. La salma di Aldo Moro è immersa nei fondali limacciosi (ecco perché si dichiarava impantanato) del lago Duchessa, alt. mt. 1800 circa località Cartore (RI) zona confinante tra Abruzzo e Lazio. È soltanto l’inizio di una lunga serie di “suicidi”: il “suicidio non deve essere soltanto una ‘prerogativa’ del gruppo Baader Meinhof. Inizino a tremare per le loro malefatte i vari Cossiga, Andreotti, Taviani e tutti coloro i quali sostengono il regime. P.S. - Rammentiamo ai vari Sossi, Barbaro, Corsi, ecc. che sono sempre sottoposti a libertà ‘vigilata’. 18/4/1978 Per il Comunismo Brigate Rosse“.

























liberi die ssere quello che si è o quello che si crede di essere,liberi di esprimere le propie opinioni- contro ogni discriminazione delle’essere e del pensare- finche ci sara qualcuno che si arroga il diritto di decidere cosa è giusto pensare o esproimere ci sara sempre discriminazione-l’unico a non essere discriminato è colui che ha il potere di giudicare,tutti gli altri lo saranno!! TRA UN UOMO CHE CREDE DI ESSERE ARIANO O SUPERIORE ED UN UOMO CHE CREDE DI ESSERE UNA DONNA ,IO DISCRIMINO IL TRANS ALMENO L’ARIANO SI ASSUME LA RESPONSABILITA DI ESSERE MIGLIORE IL TRANS SOLO QUELLA DI ESSERE UN PAZZO- contro le leggi ad uso e consumo della Polizia politica come la gestapo nazista NUOVA LEGGE CENSURA WEB ALL’ORIZZONTE http://notizie.alice.it/notizi.....98399.html