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pubblicato il 3 ottobre 2008 alle 11:29 dallo stesso autore - torna alla home

Uno dei mercati che beneficia della crisi economica piuttosto che soffrirne è quello delle scommesse sportive. Ne è prova l’ottima performance di SNAI che, nei primi 9 mesi del 2008 ha raccolto più di 2,5 miliardi di euro, una cifra maggiore a tutti gli introiti del 2007.

Questo mercato però è da sempre preda anche degli operatori stranieri i quali, beneficiando di una sentenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea operano legalmente soprattutto tramite internet.

COME FUNZIONA – Il meccanismo con cui questi operatori fanno concorrenza agli operatori autorizzati da AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) è quello della “lavagna migliore” (come spiegato in questo sito di “strategie di gioco). 2908106364 755284858a Scommesse sportive e concorrenza. Storia di una quasi truffaIn pratica, come nella roulette dei casinò il banco vince cifre considerevoli poiché paga le scommesse come se i numeri possibili (e quindi le probabilità) fossero 32 riservando invece per se il 33°, così ogni gestore di scommesse paga come se le possibilità complessive fossero 100 per lo scommettitore ma di più per chi le raccoglie. Quest’ultima quantità viene detta percentuale di lavagna e rappresenta il guadagno del gestore. Per chiarire il concetto di “lavagna” si può pensare al lancio di una monetina: scommettendo testa o croce, si ha il 50% di vincere entrambi. Una lavagna onesta (100%) avrebbe come quote due su testa e due su croce: se si punta uno su testa ed esce, si vince quello che si è puntato moltiplicato per la quota (due) quindi due. Infatti si ha una probabilità su due di vincere. Se invece la lavagna è al 110% significa statisticamente guadagnare il 20% (del volume totale delle puntate) nel lungo periodo. Se invece si giocasse continuativamente a testa o croce a quote 1.80 testa – 1.80 croce… in poco tempo si perderebbe tutto trasferendo il denaro al gestore. In questo caso la lavagna sarebbe del 110% circa (100/1,8 + 100/1,8) per cui statisticamente si guadagnerebbe il 10% del volume di tutte le puntate. Se si considera che a volte SNAI ha quote sui testa a testa pari a 1.75 – 1.75 o inferiori si capisce che in Italia i gestori hanno tipicamente lavagne del 120%, mentre quelli esteri si avvicinano molto di più al 100% garantendo quindi puntate migliori per gli scommettitori.2907264191 d83ca6fa43 Scommesse sportive e concorrenza. Storia di una quasi truffa L’esempio limite è Betfair che non è un società di bookmaker ma solo una piattaforma di incontro tra scommettitori che trattiene una commissione fissa del 5% su tutte le scommesse garantendo poi lavagne del 100%.

LA QUESTIONE FISCALE – La concorrenza estera è possibile perché questi siti, spesso di origine inglese, pagano le tasse nel proprio Paese in quantità notevolmente inferiore all’Italia. Per cercare di ostacolarli, l’AAMS è arrivata ad oscurare i siti esteri di scommesse su internet (ricordando tecniche “cinesi“). Tale oscuramento però, come si può ben immaginare, è aggirabile seguendo le istruzioni di appositi, legali, siti. E uscendo da queste protezioni è possibile scommettere anche con metodi, più sofisticati, per ottenere lavagne pari al 100% (giocare su tutti i possibili risultati senza perdere), o addirittura inferiori (giocare su tutti i risultati guadagnando). 2907224179 348ed761c3 Scommesse sportive e concorrenza. Storia di una quasi truffaQueste tecniche vanno a confrontare le quote di più società (magari di nazioni diverse) sfruttando per esempio il fatto tipico di dare valori più alti ai giocatori/squadre di casa.

TANTI GIOCATORI, MA I VINCITORI SONO SEMPRE GLI STESSI - Esistono anche dei software che, a pagamento, fanno automaticamente queste ricerche tra le varie società di scommessa puntando su quelle migliori. In realtà essendo le differenze minime (e quindi minimi i guadagni complessivi) e minori delle commissioni non si riesce mai ad ottenere il guadagno perfetto. Per di più in questo caso si forniscono guadagni ai produttori/gestori di questo software. Insomma, anche inserendosi nelle maglie forate del controllo statale, anche sfruttando le aspirazioni nazionaliste dei vari siti, a guadagnarci con le scommesse sono solo i gestori (e lo stato con le sue concessioni) e a rimetterci sono gli scommettitori e i loro sogni di facili guadagni.

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