E’ ufficiale: Berlusconi sbarcherà su Facebook

14/05/2010 - di

Lo rivela Antonio Palmieri, uomo Internet del Cavaliere: “Stiamo studiando le reti sociali di Obama e Sarkozy, presto un messaggio sul sito del PdL”. Parte la nuova offensiva mediatica del Cavaliere. Parlare alla gente, direttamente e senza mediazioni. La scelta

Lo rivela Antonio Palmieri, uomo Internet del Cavaliere: “Stiamo studiando le reti sociali di Obama e Sarkozy, presto un messaggio sul sito del PdL”.

Parte la nuova offensiva mediatica del Cavaliere. Parlare alla gente, direttamente e senza mediazioni. La scelta è fatta: entro trenta giorni il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aprirà la sua pagina sul più famoso social network: Facebook.

PALMIERI DIXIT – A raccontarlo sul prossimo numero di «A», il settimanale diretto da Maria Latella, è Antonio Palmieri, da diciotto anni uomo Internet del premier. Il Cavaliere, dice Palmieri, «non sa navigare», ma il suo sito con le dovute proporzioni «vince la sfida con quello di Obama». «Ci siamo dati queste quattro settimane -spiega il deputato Pdl- perchè stiamo studiando la rete sociale di Barak Obama, quella di Sarkozy… Siamo un pò secchioni e abbiamo anche analizzato nei dettagli la campagna elettorale fatta su Facebook dal nuovo primo ministro britannico David Cameron e dal suo alleato Nick Clegg». «Ma non ci siamo fermati alla politica – assicura Palmieri - per cogliere ogni opportunità abbiamo fatto anche irruzioni nel mondo delle star. Del cinema e dello sport».

CAVALIER FACCIALIBRO – In effetti, una paginona già dedicata a Silvio c’è su Facebook, così come in rete già pullulano le prese in giro come quella che vedete nella foto qui di fianco. Ma Palmieri, che sul suo profilo è già in effetti attivissimo, e ha già creato vari network quali ForzaSilvio.it, PdL Ufficiale, e il fan club di Silvio. Tutti, tranne l’ultimo, ad oggi scarsamente aggiornati e frequentati, anche se roboantemente, in alcuni casi, pieni di piccoli e grandi fan. Ma questa, giura Palmieri, è la volta giusta: non a caso proprio sul suo sito ForzaSilvio.it andrà in onda tra una manciata di giorni la prima audio intervista del premier. «Berlusconi -spiega Palmieri- ci ha chiesto che fosse la gente a intervistarlo. Noi abbiamo aperto una spazio sul sito e in trentasei ore ci sono arrivate 8.703 domande. Ne abbiamo selezionate una ventina. Ma la novità è enorme: è la prima volta nella storia politica che un premier si fa intervistare dal popolo». Il sito del Cavaliere è arrivato a 234 mila registrazioni. E facendo le proporzioni con la popolazione Usa e il numero di elettori, vince la sfida con quello di Obama, giura sempre Palmieri. Vediamo quanto ci metterà Silvio a impratichirsi e ad interfacciarsi con il mezzo. Sperando che anche lui non finisca per passare la giornata a giocare a Farmville.

(immagine tratta da Buttha.eu)

11 Commenti

  1. Amadiro scrive:

    “In trentasei ore ci sono arrivate 8.703 domande. Ne abbiamo selezionate una ventina.”

    Le altre 8.680 chiedevano tutte “perchè non te ne vai affanculo?”

  2. Nomenklatura scrive:

    Con una pikkola differenza Obama e Sarkozy promettevano un cambiamento epocale e soprattutto non stavano ancora architettando una legge che vietasse la libertà di parola sul Web.

    Credo che sarà un pikkolo grande flop a meno che non si inserisca nella strategia di invadere il web con la f… e i reality scio’ della azienda di famiglia.

    Ma il web è planetario e B. ha 72 anni

  3. Luca scrive:

    Meno male che io su feisbuc non ci sbarcherò mai. Fiuuu! Almeno questa me la scampo.

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  5. Nomenklatura scrive:

    Gli utenti internet sono molto permalosi e precisini(guardate come reagiamo noi ad una notizia cosi :D) e B. non sarebbe capace di resistere ad una videochat ma nemmeno ad una chat normale, per cui aspettiamoci commenti di lettori “approvati e timbrati” dai moderatori, commentatori fasulli o pagati.

    Mi chiedo se B. si fara’ un canale su youtube… chissà magari riuscira’ a superare in theoric-money i vari Afro-ninja, Chocolate Rain, Dramatic look ghoper, Tron guy, sneezing baby panda XD

    Ma l’apoteosi sarebbe una bella scenetta tra B. e Annoyng Orange…
    A. O.: Hey B.!!! Hey B.!!!
    B.: Uot?
    A. O.: Hey B.!!! Can you touch your nose with your tongue? Mlaaa.. Mlaaa…
    B.: Uot sci tink mi culd du dis?
    A. o.: Hey B.!!! What kind o’ fruit are ya?
    B.: Aim not a fruit aim de president ov lov in italy.
    A. O.: yea, yea so borin’… Hey B.!!!
    B.: Uot?
    A. O.: Fini…
    B.: U-u-uot? Arghhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
    A. O.: Ouch, oh boy!!!…. well… I’m bored… Hey Bersani!!!
    Ber.: Oh jesus!!!

  6. danzatriceorientale scrive:

    Brrrr, assolderà anche utenti comuni affinché perseguitino chi critica la sua politica e la sua televisione e chi ci lavora?

    Già molti utenti lo fanno gratuitamente, quindi figuriamoci, sarebbe un invito a nozze per loro, tanto più che avranno pure la garanzia di non essere denunciati per stalking, pensa che bellezza.

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  8. nome^^ scrive:

    sì! come no! ^__^
    già me lo vedo seduto “di persona” alla sediolina a smanettare sulla tastiera per rispondere alle domande.
    Il solito lavoro ingrato di quelli delle pubbliche relazioni. Di suo, al massimo, ci sarà la solita foto ritoccata…. e noi beviamo(come diceva la Mondaini^-^)

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  10. Marco scrive:

    Presidente, non si dimetta!
    Presidente, perdoni l’approccio informale. Sono un giornalista, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell’Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani.
    Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:
    a) l’Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.
    b) esistono responsabili italiani ed europei di questo “colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche”. (Una definizione del tutto ragionata offerta dell’economista americano Michael Hudson).
    Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, Le stanno suggerendo la via d’uscita. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:
    L’Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall’operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell’Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma.
    L’Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di “Togliere agli Stati la loro ragion d’essere”. La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d’Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l’esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.
    Specificamente, la moneta unica:
    - Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell’Eurozona.
    - I debiti dell’Eurozona non sono più sovrani, poiché l’Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all’emissione. L’Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.
    - I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è “Ability to pay”, cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di “Ability to pay”, la cui presenza è infatti l’unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l’Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.
    - L’Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché l’assenza radicale di “Ability to pay” nei governi più deboli dell’Eurozona inneschi un circolo vizioso di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.
    - Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere. Sono cioè il farmaco che causa la malattia, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.
    - Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell’adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall’adozione della moneta unica, che, ribadisco, l’Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l’Europact sono l’espressione più estreme, ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze.
    - L’Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l’Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell’Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni.
    Presidente, Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi ‘tecnici’ in queste scelte sovranazionali catastrofiche.
    Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell’Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l’Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l’Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.
    In ultimo una precisazione di ordine morale.
    Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.
    I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.
    Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.
    Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il “colpo di Stato finanziario” che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della “classe predatrice”, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia Lei, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci. Auguri!
    Paolo Barnard

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