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Ma la casa della Santanché dove svernerà Sallusti l’avete vista?

Poteva andar peggio: poteva piovere. La famosa battuta di Woody Allen sembra attualissima per commentare la nuova destinazione di Alessandro Sallusti dopo la condanna per diffamazione che lo costringerà molto probabilmente agli arresti domiciliare. La casa di Daniela Santanché, dove ha deciso di scontare la pena il direttore del Giornale, viene raccontata da un articolo di Fabio Poletti. Il quotidiano pubblica anche questa bella foto:

 

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E Poletti racconta i quattro piani della dimora:

 

Assai comoda con i suoi 920 metri quadri su quattro piani e annessa piscina coperta e pure rivestita in madreperla. Ma pur sempre una galera per il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti che se tutto va male – o bene, dipende dai punti di vista – ci passerà i prossimi 14 mesi, chezDaniela Garnero ex Santanchè, la sua ospitale compagna nonché deputata del Pdl e candidata alle primarie. Almeno qui ci sarà tempo per organizzare i lustrini diNatale. Chi li ha visti con tutte quelle luci e gli abeti addobbati ad ogni finestra dice che è uno spettacolo.

Ma è dentro, dentro questa palazzina di quattro piani, che si vede tutto il gusto di Daniela Garnero ex Santanchè nata a Cuneo come Flavio Briatore:

E non a caso in qualche cronaca questo superattico chic è stato definito come una specie di Billionaire sulla terraferma. Senza ballerine, giusto la padrona di casa, suo figlio che qualche malelingua si ostina a chiamare Lorenzino il Magnifichino e adesso pure il direttore. Chiamato a scontare la sua condanna e a redimersi – come prevede la Costituzione – tra la camera con il letto king size rivestito da coperta di lince, il De Chirico sul caminetto, le poltrone di coccodrillo australiano e il tablet coffe rivestito di pelle di zebra dove fare colazione la mattina insieme alla mazzetta di croccanti quotidiani. Tra cui Il Giornale che non si sa se glielo lasceranno dirigere davvero in questi 14 mesi costretto ai ceppi, che saranno pure d’oro come le rubinetterie del bagno padronale, ma pur sempre ceppi.

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