Il caso Schifani-Travaglio imperversa sui giornali e nelle agenzie di stampa, con spunti comici di interessante solidità: L’Ansa dice che il presidente del Senato querelerà il giornalista “per calunnia“. Ora, essendo la calunnia il reato previsto dall’articolo 368 del codice penale italiano, ai sensi del quale chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato“, le cose sono due: o Schifani non sa di che parla (improbabile), o il giornalista dell’Ansa non sa di che parla (sicuro al 99%). Molto più facile che si quereli invece per diffamazione a mezzo stampa, e, vista l’esimente del diritto di cronaca, che la querela Schifani la perda. Vedremo. Intanto Giuseppe D’Avanzo su Repubblica sul caso scrive cose chiare e condivisibili riga per riga: “Si può allora dire che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. Dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei “fatti” che dovrebbero sostenere le sue convinzioni. Non è giornalismo d’informazione, come si autocertifica. E’, nella peggiore tradizione italiana, giornalismo d’opinione che mai si dichiara correttamente tale al lettore/ascoltatore. Nella radicalità dei conflitti politici, questo tipo di scaltra informazione veste i panni dell’asettico, neutrale watchdog - di “cane da guardia” dei poteri (”Io racconto solo fatti”) - per nascondere, senza mai svelarla al lettore, la sua partigianeria anche quando consapevolmente presenta come “fatti” ciò che “fatti”, nella loro ambiguità, non possono ragionevolmente essere considerati (a meno di non considerare “fatti” quel che potrebbero accusare più di d’un malcapitato)“. Questo è dedicato anche a coloro che fanno di tutta la merda un fascio, mettendo nello stesso calderone giornalisti con storie, culture, capacità molto diverse. E soprattutto: mette sullo stesso piano lavoratori e showman. Sullo stesso tema, da imparare a memoria anche la confutazione operata da Leonardo dell’ultimo articolo di Filippo Facci sul Giornale e Macchia Nera. Sempre a proposito della distinzione tra giornalisti e showman.

Intanto il ministro della funzione pubblica e dell’innovazione Renato Brunetta annuncia per l’ennesima volta la guerra ai “fannulloni” tra i dipendenti dello Stato. Lo aveva già fatto Ichino nemmeno un anno fa scatenando reazioni indignate, ci riprova: “Colpirne uno per educarne cento. Chi non lavora non deve mangiare, il sistema pubblico deve essere equiparato a quello privato premiando chi lavora bene e licenziando chi non lo fa. Bisogna puntare sugli incentivi come accade nelle aziende private“. Oltre alla citazione di Majakovskij, che molti apprezzeranno, come al solito si scambiano i premi al merito per chi fa (con merito) con le sanzioni, difficilmente applicabili e nel caso cancellate dai tribunali. Quando arriveranno i fatti?

Nelle more delle nomine dei sottosegretariati, spicca l’assenza di Daniele Capezzone. Sfumata la Cultura, sfumata la possibilità di prendere il posto di Bonaiuti, sfumato persino il posto da deputato, l’ex radicale è stato nominato proprio ieri portavoce di Forza Italia, partito in scioglimento per confluire nel PdL. Con questa decisione, vengono tacciati tutti coloro che hanno sempre accusato Capezzone di essersene andato con Berlusconi per motivi prettamente di poltrona. Infatti, vi pare che uno si vende per fare il portavoce di un partito che non c’è più? Sarebbe proprio da pezzenti. Ora rimane di conoscere il destino di Decidere.net, il network che doveva aggregare i liberali di ogni parte del globo terracqueo per marciare uniti e colpire divisi. E che in effetti aveva dimostrato, nelle sue divisioni provinciali, una forza aggregativa talmente ampia da riuscire a mettere in pericolo la supremazia di uno dei blog più belli del pianeta. Secondo alcune indiscrezioni, sarebbe allo studio l’ipotesi di confluire nei circoli di Dell’Utri, mentre quelli bibliofili farebbero propri gli obiettivi del network per dare effetto a una vera e propria fusione dei due soggetti.

Vorrei inoltre che si concludesse la campagna anti-Inter dei giornali: “I big contro il tecnico: torna l’ombra Mourinho. Giocatori in silenzio stampa. Inter, spogliatoio a pezzi. Mancini rischia l’addio“. Vogliamo smetterla? In primo luogo, quello che accade è che il Parma licenzia Cuper a una settimana dalla partita della vita per affidare la squadra al tecnico della primavera, che contro l’Inter quest’anno ha già perso 4 a 2 (in altri tempi si sarebbe mandato l’ufficio inchieste per molto meno). In secondo luogo, mettetevi in testa che la beneamata questo scudetto l’ha già vinto. A Parma non vale nemmeno la pena di giocare (figuriamoci di mandare le telecamere), non c’è storia, si sono già portati a casa il risultato finale: una vittoria sgargiante come il ciuffo di Rosichello (che ingrigito è ancora più sexy). E basta.

Per Alitalia intanto è tempo di novità: sulla poltrona di amministratore delegato si siederà Mario Resca, imprenditore ferrarese che ha ricoperto quel ruolo in Mc Donalds. E la poderosa operazione di restyling partirà dal marketing. Ecco qui la prossima pubblicità che è pronta a invadere le nostre case.

37 commenti

  1. Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

  2. Ancora su Travaglio e Schifani, con un Facci in più : Giornalettismo…

    Il caso Schifani-Travaglio imperversa sui giornali e nelle agenzie di stampa, con spunti comici di interessante solidità: L’Ansa dice che il presidente del Senato querelerà il giornalista “per calunnia”. Ora, essendo la calunnia “il reato previst…

  3. Ancora su Travaglio e Schifani, con un Facci in più : Giornalettismo…

    Il caso Schifani-Travaglio imperversa sui giornali e nelle agenzie di stampa, con spunti comici di interessante solidità: L’Ansa dice che il presidente del Senato querelerà il giornalista “per calunnia”. Ora, essendo la calunnia “il reato previst…

  4. MJ

    Grigorj, io ho condiviso il tuo primo post sulla questione, quando hai scritto che Travaglio comunque si riferiva a fatti che erano accaduti anni dopo le ” frequentazioni” di Schifani e quindi sarebbe stato meglio che lo avesse detto. O che lo avesse fatto Fazio. Ma non condivido questo post e non condivido ciò che scrive D’ avanzo. Ovvero, D’Avanzo potrebbe avere ragione in generale, come critica verso il modo in generale di fare di Travaglio.Per alttre questioni. Però, in questo caso il suo mi sembra un modo di essere equidistante a’ la Corriere, cioè in modo un po’ para***o. Perchè qui la questione mi sembra proprio piccola. Ovvero, Travaglio NON prlava di Schifani, faceva un discorso più ampio sui giornalisti. E per ” giustificare” il suo lavoro ha detto :” per esempio, non devo scrivere che Schifani..etc…?” Tutto qui. Schifani non era il punto. Quindi, non c’è bisogno di questa levata d’ufficio per proteggere l’onore di Schifani. TRavaglio ha riportato un fatto come esempio. E’ vero o no che nel momento in cui una personalità assume un ruolo di rilevanza pubblica vengono riportati fatti e fatterelli della sua vita? Poi, il pubblico decide se hanno rilevanza o meno. Travaglio avrebbe potuto fare quella specifica? Sì. Solo che il caso-Schifani era stato appunto toccato en passant. Non è che in un’intervista devi essere così preciso.
    Ancora, D’avanzo dà indirettamente ragione a Travaglio quando dice che Schifani stesso dovrebbe parlare di quella questione. Ecco, appunto, Schifani non lo fa, lo fa Travaglio. Quindi, in definitiva, questo bilanciare in modo equanime le ” colpe” mi sembra un modo di fare quel cerchiobottismo molto furbetto tipo Corriere.
    Anche D’avanzo contrubuisce a sollevare un polverone dove viene nascosta la vera questione. Che è quasi insignificante.

  5. E già..
    E’ quello che ho scritto stamattina sul mio blog..

    Speriamo che Schifani denunci veramente Travaglio

    Attendiamo tutti serenamente che il presidente del Senato Renato Schifani denunci il giornalista Marco Travaglio per aver affermato, durante la trasmissione televisiva “Che tempo che fa” che lo Schifani era membro della Sicula Brokers, che aveva come soci alcuni esponenti mafiosi.

    L’inchiesta giudiziaria accerterà che i soci di Schifani nella Sicula Brokers erano:

    1) Giuseppe Lombardo, amministratore di alcune società dei cugini Nino ed Ignazio Salvo, condannati per reati mafiosi

    2) Benny D’Agostino, che ammise di essere amico del boss Michele Greco, detto il Papa.

    3) Nino Mandalà, capo del mandamento di Villabate e risultato in seguito uno dei principali favoreggiatori della latitanza di Bernardo Provenzano.

  6. Vedo poi che anche sull?Inter hai capito mpò tutto..
    Per essera ncora più esplicito ti riporto i commenti dei giornali di lunedì 19 maggio:

    L’ Inter vince il terzo titolo tricolore consecutivo al termine di una stagione regolare e combattuta

    Una stagione vieppiù regolare e vieppiù combattuta perchè caratterizzata, nel finale, da risultati venuti al termine di partite in cui anche le squadre demotivate, mosse da forte furia agonistica e possente sportività, hanno fermato squadre proiettate verso lo scudetto e la qualificazione alla Champions League.

    Finalmente in Italia un torneo regolare, in cui ogni squadra gioca fino alla fine mossa soltanto da profondo pathos agonistico e indubbia ed indiscutibile sportività.

    Tornei regolari e combattuti, al termine dei quali la più forte vince, come testimoniato dal terzo titolo consecutivo conquistato dalla società nerazzurra, obiettivo raggiunto soltanto una volta nel dopoguerra.

    Un segnale di svolta dopo gli scandali di Calciopoli e l’era Moggi: un era Moggi che va opprtunamente chiusa con le giuste condanne dei responsabili.

  7. La confutazione di Leonardo l’ho trovata spocchiosa ed odiosa, con i suoi specchietti che sembravano quelli della scuola.
    Una cosa non capisco e mi piacerebbe venisse a spiegarla qui, se possibile.
    Come mai, visto che figura tra gli autori di Macchianera, è rimasto a casa sua, nel suo blog, a confutare l’articolo di Facci anzichè affrontarlo dialetticamente sul posto ?
    Ha fatto la figuraccia di quei giornalisti sportivi che a Roma parlan bene della Roma e fuori Roma dicono Roma ladrona.
    Una semplice curiosità (d’altronde penso, ad onor del vero, che Facci abbia un vasto potere d’interdizione su cosa possa passare su Macchianera e che Leonardo sia uno che abbia, webbatikamente, famiglia).

  8. Oh vedi mpò de spiegalle pure a Ricchiuti ste cose..
    Io ce sto a prova ma nun ce riesco..
    E sinceramente sto cominciando a preoccuparmi seriamente delle sue condizioni mentali..

    N.D.R. Vedi scambio col Ricchiuti nel commenti al tuo post di ieri sullo stesso argomento

    P:S. Ma perchè parla di “morsi della fame” Ricchiuti?
    Nun è che le sue condizioni mentali lo hanno condotto all’indigenza?
    Se uno lo aiuta se ofenne?

  9. Ah eccolo..
    Ricchiu zio perchè parli di “morsi della fame” d allucinazioni nell’altro post..
    C’hai fame zio?
    Te sei ridotto all’indigenza a seguito delle tue disagiate condizioni psichiche?
    Nun te vergogna zio..
    Nun ce sta niente de male..
    Se cerca de aiutatte..

  10. Mj

    Ricchiuti, nei commenti al post di Leonardo c’è la risposta: in questo periodo non gli funziona l’abilitazione per Macchianera.

    Come succede spesso, Ricchiuti ha perso tempo a fare illazioni campate in aria:)

  11. Che cazzo stai a scrive Ricchiu?
    Più passa il tempo e più la sua prosa si fa confusa..
    Fosse la fame veramente?

  12. Si, avevo letto.
    Non mi convince per niente, ammesso dica qualcosa sul perchè no.
    Se non funziona l’account, si chiama il webmaster e si risolve in cinque secondi.
    A meno che Leonardo, disabilitato per l’occasione o perchè cacciato, non sia una di quelle ragazzine che se trovano il fidanzato a letto con un’altra dicono, l’ho lasciato io.

  13. Ma come cazzo se fa a nun interveni?
    Lo psichiatra me parla di SINDROME PSICOTICA IRREVERSIBILIE.
    Mi dice di lasciar perdere che nun ce sta niente da fa?
    Questo più passa il tempo più peggiora..
    Ma come cazzo se fa a abbandona così un essere umano?
    Manco un cane..

  14. Sta a delira..
    Parte dai suoi rancori personali e dai suoi risentimenti e ci costruisce sopra “castelli di complotti”..
    Spesso rivolti verso quelli che parlano di giustizia o portano la giustizia..
    Inter..Travaglio..
    Tutti quelli che parlano di giustizia..
    Poi fa apologie dei guaglioncelkli napuletani camprristi strappati dalla polizia cattiva alle braccia delle mamme..
    Che c’ha o c’avuto probklemi co la giustizia?

  15. Provatece mpò voi a spiegargli come stanno le cose a Ricchiuti…
    Io nun ce riesco..
    E’ un MURO DI FOLLIA !
    Cito Saul Bellow..
    QUANDO SI HA BISOGNO DI ILLUSIONI GRAN PARTE DEL CERVELLO VIENE USATO PER NON VEDERE LA REALTA’.

  16. MJ, ieri hai condiviso il mio pezzo accusandomi di aver scritto “conoscenze” (Non sono ” conoscenze”, si tratta di rapporti di affari, visto che si dice che Schifani ha formato delle società con quelle persone”), mentre io avevo scritto “rapporti”. Riguardo questo articolo, tu dici che non lo condividi perché D’Avanzo “bilancia in modo equanime le colpe” in questa vicenda. Ecco, anche io ieri “bilanciavo in modo equanime le colpe”, e ritengo che dire che le colpe (e anche qualche ragione…) stiano da entrambe le parti sia un modo maturo e intellettualmente onesto di analizzare i fatti. Se poi questa, secondo te, è “roba da Corriere”, pazienza: ce ne faremo una ragione. E poi, a ben guardare, tu, che dici che d’avanzo si sbaglia, non è che mi dici dov’è che sbaglia: ovvero, fai quello che giustamente Travaglio rimbrotta ai politici, ovvero di parlare del metodo per glissare nel merito. Se poi secondo te il merito della questione è che Travaglio ha toccato la questione Schifani “en passant”, mentre in realtà voleva parlare dei giornalisti, mi dispiace contraddirti. Che l’argomento dell’attacco fosse Schifani (e il parlare dei giornalisti era un artifizio retorico) mi pare piuttosto palese.

  17. Mj

    Grigory, non criticavo il tuo pezzo ma D’Avanzo.

    Tu dici che parlare dei giornalisti fosse un artifizio retorico? Sarà, ma Travaglio rispondeva a domande di Fazio, che vertevano proprio sul mestiere di giornalista. Se escludiamo che Fazio e Travaglio fossero d’accordo per arrivare a Schifani direi che non c’era un attacco specifico verso Schifani. Si parlava di professionalità dei giornalisti, si era partiti dalla Birmania , finendo sul criterio di scelta delle notizie. E su come i giornalisti non scrivono certe notizie se ” scomode” per il clima politico.A questo punto Travaglio citava il caso Schifani, accennando al fatto che ” non si deve scrivere che Schifani…?etc…

    IL tuo pezzo secondo me era equilibrato e giusto, perchè evidenziavi l’insignificanza, in fondo, di ciò che si addebitava a Schifani e come le ” risultanze” mafiose fossero avvenute anni dopo.

    Ma se contiamo che la questione vera mossa a Travaglio era così piccola, il bilanciamento operato da D’Avanzo mi sembra eccessivo. Perchè eccessive sono le rimostranze della Finocchiaro, del PDl e del Pd rispetto a ciò che ha detto effettivamente Travaglio.
    Sono troppo ottimista se credo che sarebbe bastato che Fazio, nella sua letterina, avesse detto qualcosa sui fatti addebitati a Schifani sottolinendo la loro lontananza nel tempo e basta? Senza l’indignazione e l’esecrazione e le solidarietà, etc…etc…?

  18. Gregorj Commenti: 458 Articoli: 81

    MJ,
    adesso scrivi: “Grigory, non criticavo il tuo pezzo ma D’Avanzo.”

    prima hai scritto: “Grigorj, io ho condiviso il tuo primo post sulla questione, quando hai scritto che Travaglio comunque si riferiva a fatti che erano accaduti anni dopo le ” frequentazioni” di Schifani e quindi sarebbe stato meglio che lo avesse detto. O che lo avesse fatto Fazio. Ma non condivido questo post”.

    E ancora non mi dici dov’è NEL MERITO che D’Avanzo ha torto (in quale riga scrive qualcosa che non va). Se ci fosse qui Travaglio, ti richiamerebbe all’ordine. E con ragione.

  19. Mj

    Certo, perchè in questo pezzo scrivi che sei d’accordo con ciò che scrive D’Avanzo. Per cui, mettiamola così, non condividevo la tua convivisione:).

    Comunque, D’Avanzo scrive:”

    Marco Travaglio sostiene, per dirne una, che fin “dagli anni Novanta, Renato Schifani ha intrattenuto rapporti con Nino Mandalà il futuro boss di Villabate” e protesta: “I fascistelli di destra, di sinistra e di centro che mi attaccano, ancora non hanno detto che cosa c’era di falso in quello che ho detto”. Gli appare sufficiente quel rapporto lontano nel tempo - non si sa quanto consapevole (il legame tra i due risale al 1979; soltanto nel 1998, più o meno venti anni dopo, quel Mandalà viene accusato di mafia) - per persuadere un ascoltatore innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia. Che il nostro Paese, anche nelle sue istituzioni più prestigiose, sia destinato a essere governato (sia governato) da uomini collusi con Cosa Nostra. Se si ricordano queste circostanze (emergono da atti giudiziari) è per dimostrare quanto possono essere sfuggenti e sdrucciolevoli “i fatti” quando sono proposti a un lettore inconsapevole senza contesto, senza approfondimento e un autonomo lavoro di ricerca. E’ un metodo di lavoro che soltanto abusivamente si definisce “giornalismo d’informazione”.

    Ecco, non ti sembra un’esagerazione, questa d’ D’Avanzo? Non ti sembra che esageri un po’ le ” colpe ” di Travaglio per poter meglio, poi, effettuare quell’equidistanza?

    Davvero, nel ricordare amicizie e rapporti d’affari con mafiosi si dà del mafioso indirettamente a qualcuno o invece si segnala qualcosa che ha importanza nel curriculum di un Presidente del Senato ma che non implica che sia mafioso? LO stesso D’avanzo si chiede perchè Schifani stesso non lo dica.Quindi, sarà importante o significativo dirlo o no? Ma D’avanzo dice sia che Schifani stesso poteva dirlo , sia che il fatto che lo dica Travaglio implica che Travaglio voglia chiamare automaticamente mafioso Schifani. Aher. Non ti sembra che ci sia qualcosa che non torna? Trvaglio, devo ripeterlo, ha detto che:” non devo scrivere che il Presidente…etc” Stop. Ecco, lo deve scrivere o no? Se sì, come scrive anche D’Avanzo, la colpa di Travaglio è la forma in cui è stata detta? Ok, ma era appunto una frase detta in altro contesto, etc.. A me sembra che D’Avanzo, appunto, voglia esagerare la portata di ciò che ha affermato Travaglio per poi poter operare appunto quel bilanciamento delle ” colpe ” che ho scritto.

  20. Mj

    Troppi ” appunto”, mi rendo conto.

  21. MJ, sono solo io a notare la lieve contraddizione tra: “Grigory, non criticavo il tuo pezzo ma D’Avanzo.” e “Grigorj, [...] non condivido questo post”? Non fai prima a dire che ti sei espressa male?

    Nel merito (finalmente): D’Avanzo utilizza con grande capacità la tecnica Travaglio: ovvero cita fatti incontrovertibili per trarne delle conclusioni. A me sembra che tutto torni: “Si può allora dire che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. Dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei “fatti” che dovrebbero sostenere le sue convinzioni. Non è giornalismo d’informazione, come si autocertifica. E’, nella peggiore tradizione italiana, giornalismo d’opinione che mai si dichiara correttamente tale al lettore/ascoltatore. Nella radicalità dei conflitti politici, questo tipo di scaltra informazione veste i panni dell’asettico, neutrale watchdog - di “cane da guardia” dei poteri (”Io racconto solo fatti”) - per nascondere, senza mai svelarla al lettore, la sua partigianeria anche quando consapevolmente presenta come “fatti” ciò che “fatti”, nella loro ambiguità, non possono ragionevolmente essere considerati (a meno di non considerare “fatti” quel che potrebbero accusare più di d’un malcapitato)“. Dire che le cose sbagliate sono sia di Travaglio che del pres del senato è roba da gente matura, che è in grado di comprendere chi ha torto e chi ragione senza paraocchi ideologici. Il che, di questi tempi, non è poco.

  22. “In primo luogo, quello che accade è che il Parma licenzia Cuper a una settimana dalla partita della vita per affidare la squadra al tecnico della primavera, che contro l’Inter quest’anno ha già perso 4 a 2 (in altri tempi si sarebbe mandato l’ufficio inchieste per molto meno)”

    Gregorj, sei dici cosi’ sei un bel Travaglio anche tu, lasciatelo dire.
    Tu non hai idea dello stato in cui Cuper ha gettato il Parma.
    Eravamo messi male, ma Cuper e’ riuscito a peggiorare le cose, togliendo quel minimo di gioco che ci aveva dato Di Carlo per sostituirlo con il nulla.
    MAnzo magari non fara’ miracoli , ma se riesce perlomeno a decuperizzare la squadra raddoppia le nostre possibilita’, per ora legate solo al probabile suicidio dell’Inter.

  23. MJ

    ” Non fai prima a dire che ti sei espressa male?”

    Infatti una delle cose che ho pensato di scrivere era qualcsa del genere, solo che poi ho scritto altro.

    Capiscimi, ero anche in calo di zucceri. Ora, dopo avere masticato qualche tarallo sono un po’ più lucida:).

    Btw.

    ” Si può allora dire che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. Dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei “fatti” che dovrebbero sostenere le sue convinzioni. Non è giornalismo d’informazione, come si autocertifica”

    Hum. Dipende. Sì e no. Uno come Travaglio è importante perchè riporta fatti ed episodi che di solito sulla grande stampa vengono ignorati.A volte è parziale,nel senso che riferisce cose parziali. Proprio perchè ha scelto questo ruolo di riferire questi fatti più o meno dimenticati. Perchè sono parziali i fatti raccontati da altre fonti. Il caso Andreotti è un esempio classico. La maggior parte della Stampa celebra l’assoluzione, Travaglio dice un momento, nella sentenza vengono accertati dei fatti gravissimi, pur in presenza di assoluzione. Quindi, da questo punto di vista il suo lavoro è ” ideologico”. Vogliamo usare un luogo comune? In un paese normale, il lavoro di Trvaglio sarebbe inutile perchè, per dire, la stampa riportrebbe anche quei fatti gravi appurati a carico di Andreotti e non ci sarebbe bisogno del suo lavoro parziale. Ma il lavoro non gli mancherebbe, io lo seguo dai tempi de Il Borghese, che compravo per lui, Massimo Fini e per il direttore Daniele Vimercati. Travaglio non è il giornalista che copre tutta l’informazione, ma si concentra su alcuni aspetti, ” vizio” che gli deriva dal suo essere un cronista giudiziaro.

    Ecco perchè il pezzo di D’Avanzo è buono se riferito a comportamenti geneerali, ma è sbilanciato e furbetto se invece riferito al fatto specifico in se. Che, ripeto, a me sembrava piuttosto misero. Ovvero, Travaglio cita in televisione Schifani come esempio e si dice che ” lo attacca”? Ma solo a sembra un’esagerazione? A me tutto il teatrino conseguente mi ha fatto cascare le braccia, per non dire altro, sotto il livello del mare.

    Ecchepalle, non se ne puà più delle indignazioni e delle esecrazioni. etc…Una dichiarazione di Fazio che integra ciò che ha detto Travaglio e basta. SE proprio. Perchè io mi sarei stufata di essere trattata come telespettatore imbecille cui devono essere accuratamente selezionate le notizie e le parole.E si deve dire ciò che è satira e ciò che non lo è, ciò che si deve portare come esempio e cosa no. E che strazio.

  24. Leonardo non replica ?
    Ricordo una sua storica presa di posizione sulle vignette danesi : disse, al diavolo la libertà d’espressione, quelli, gli italiani all’estero, i fondamentalisti offesi se li magnano vivi. Bisogna censurare le provocazioni.Non si può dire qualcosa di “offensivo” e se “offendi”, cancelli.
    Chissà se la mafia gli fa meno paura, per gli italiani in Italia, di Al Qaeda.
    Tutto questo nominarla invano.

  25. Mah, onestamente io non riesco a capire, ma è certamente un mio limite, quando si tratta di Travaglio stanno tutti a spaccare il capello in quattrocento parti: doveva dire, non doveva dire, doveva premettere, non premettere bla bla bla. Mettiamo un attimo le cose in fila: c’è un programma di attualità che invita un giornalista specializzato in cronaca giudiziara. Questo cita dei FATTI che hanno riguardato L’ATTUALE presidente del Senato. Sono falsi? N0. Sono datati? SI. Erano già stati rivelati? SI Schifani ha mai risposto nel merito? NO. Ci si può allora legittimamente chiedere che ci faceva l’attuale presidente del senato con dei futuri mafiosi vent’anni fa, e ce lo possiamo chiedere durante una trasmissione televisiva? Secondo D’avanzo, facci, e mi pare Gregory, con varie sfumature di stile e di argomenti no, non lo si può fare. Mentre secondo me lo si può fare e lo si dovrebbe fare SEMPRE. Il contradditorio? Questo appartiene alle scelte autonome del programma e del conduttore e dell’azienda che lo manda in onda, sta a loro decidere se ci vuole o non ci vuole il contradditorio, certo non lo si può incolpare a travaglio E certo non si può a priori non mandare in onda uno solo perché non c’è il contradditorio altrimenti la censura c’andrebbe a nozze. Il fatto è che da anni stiamo a discutere sempre delle stesse cose: in televisione certe cose non si possono dire né prima, né durante e, constato adesso, né dopo le elezioni.Non si può dire e basta. Altrimenti, dice d’avanzo, si fa del giornalismo di “risentimento”, bella definizione ma che non significa niente.

  26. Io ho linkato un pezzo di Leonardo che MASSACRA facci. Dire che stiamo sulla stessa barca, d’avanzo, filippo e io, è davvero difficile da sostenere.

    Sul contraddittorio, già scritto ieri: è un’argomentazione ridicola.

    Insomma, vocidipopolo, forse è meglio se leggi con maggiore attenzione quanto scritto.

    “Ci si può allora legittimamente chiedere che ci faceva l’attuale presidente del senato con dei futuri mafiosi vent’anni fa, e ce lo possiamo chiedere durante una trasmissione televisiva?”

    Questo, invece, ha una facile risposta rimarcando l’aggettivo “futuri”.

  27. Buongiorno Alessandro.
    Sono massimiliano nuzzolo, autore di libri e produttore musicale, ecc. Capito qui, perchè sul vostro giornale ci scrive un amico. Mi permetto di inserire un mio commento, dopo aver letto questo articolo ed essere andato di conseguenza a leggermi anche l’altro a sua firma su Marco Travaglio.
    Perdoni ma io non capisco bene cosa intenda e dove vuole arrivare. O se vuole esattamente fermarsi qui. Travaglio in quanto giornalista e persona secondo me ha il diritto di dire ciò che vuole ovviamente assumendosi le proprie responsabilità. Io non parteggio per nessuno, tengo a precisarlo, non milito in una fazione politica, però penso. E sono andato a cercare e leggere alcuni “fatti” della vita del nostro attuale onorevole presidente del Senato Renato Schifani. Ho avuto la fortuna di vedere in diretta l’intervista da lei citata, quella di Fabio Fazio a Marco Travaglio nel programma “Che Tempo Che Fa” e l’unica cosa che ho trovata inappropriata è stata l’allusione alla muffa, semplicemente perchè i fatti parlano più della “boutade”. Per il resto considero Marco Travaglio un ottimo giornalista, e cosa davvero introvabile al giorno d’oggi, persona educata e civile, che non si lascia trasportare nella rissa verbale. inoltre mi appare come una persona estremamente seria. Altrettanto dico di Fabio Fazio che ebbi la fortuna di conoscere ormai parecchi anni fa. Mi creda, è difficile incontrare persone tanto gentili, educate e rispettose come i due sovracitati. Ora, le risatine di Fazio io non le ho viste, se non nel senso che Fazio ha sempre condotto i suoi programmi in quel modo e certamente non ha apportato variazioni perchè c’era ospite Travaglio. E se ha declinato le responsabilità, sa pure lei che fa il giornalista, che ogni individuo parla per se stesso e anche se fa l’ospite in un programma, non vuol dire che quello sia il pensiero degli autori, della redazione o del conduttore del programma. Quindi diciamo che quelle “scuse” erano prassi da Azienda e probabilmente aderivano a delle direttive altrettanto aziendali. Ritengo più triste che il direttore di rete abbia piegato il capo ancora una volta. E che la Sinistra, o ciò che di essa rimane, e soprattutto ciò che ad essa assomiglia più per nome che per fatti, si sia schierata immediatamente contro Travaglio. Fino a prova contraria, Travaglio ha esposto fatti reali, che siano accaduti 18 anni prima o dopo non c’entra assolutamente nulla, sono accaduti e quindi reali e il pubblico ha diritto di sapere, se ancora non sa. Allo stesso modo trovo riprovevole l’atteggiamento della Stampa che ha criminalizzato Travaglio, Fazio e il programma. Fino a prova contraria la stampa dovrebbe scovare fatti, rincorrere la verità, non asservirsi al potere, non trova? Almeno fino a quando sarà possibile farlo. Credo sia un obbligo ben preciso che si assume un giornalista nel momento in cui scrive un pezzo e ci mette la sua firma. Così le sottopongo un’altro quesito: ad esempio quando Silvio Belusconi si lancia in improbabili giudizi, affermazioni di dubbia classe e verità, “provocazioni da bar” e subito il giorno dopo ritratta con la scusa di essere stato frainteso, oppure che la stampa è di sinistra, o adducendo innumerevoli motivazioni da bimbo scoperto, non trova che la stampa dovrebbe criminalizzare altrettanto quelle “uscite” perchè Berlusconi ha una carica istituzionale pubblica e una responsabilità ben più importanti di quella di semplice giornalista e stare di conseguenza molto più attendo alle “sparate” e che la stampa dovrebbe puntualizzare senza esitazioni su questi fatti? Non so, esprimo un dubbio. Ciò che mi viene da pensare è che un giornalista, uno scrittore, un autore debbano sempre evidenziare ciò che non funziona, essere osservatori attenti, fermi, super partes, e non essere corporativisti nè tanto meno “mafiosi”. Però questo è un mio pensiero. E spero che almeno un po’ di persone in Italia la pensino come me. Parlare è una responsabilità oltre che un diritto garantito dalla Costituzione e dalla Carta o Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dire cose sensate un obbligo, avvalorare ciò che si dice è altrettanto d’obbligo. Assumersi le proprie responsabilità sempre, e ancor di più se si sbaglia è di base ma proprio per questo mi pare esista un codice etico.
    Non prenda queste parole, la prego, come una provocazione, piuttosto proprio perchè coordina un giornale telematico, mi piacerebbe instaurare con lei e i suoi collaboratori una discussione costruttiva sull’attività dell’informare e del pubblico parlare. La ringrazio.
    massimiliano
    ps: penso anch’io sinceramente, è un mio desiderio pulsante, che l’inter vinca il suo 16° scudetto

  28. Perdoni anche la dimenticanza: Facci non lo prendo nemmeno in considerazione. E’ fazioso in un modo orripilante.

  29. @ massimiliano nuzzolo

    “Travaglio in quanto giornalista e persona secondo me ha il diritto di dire ciò che vuole ovviamente assumendosi le proprie responsabilità.”
    io ho scritto lo stesso
    ” Per il resto considero Marco Travaglio un ottimo giornalista, e cosa davvero introvabile al giorno d’oggi, persona educata e civile,”
    sono assolutamente d’accordo
    ” Altrettanto dico di Fabio Fazio che ebbi la fortuna di conoscere ormai parecchi anni fa. Mi creda, è difficile incontrare persone tanto gentili, educate e rispettose come i due sovracitati. Ora, le risatine di Fazio io non le ho viste, se non nel senso che Fazio ha sempre condotto i suoi programmi ”
    Mi è parso di cattivo gusto scusarsi per qualcosa detto da un suo ospite, quando sapeva benissimo quello che stava per dire prima che lo dicesse. Le direttive aziendali possono anche obbligare qualcuno a scusarsi. Ma non è un obbligo seguirle.
    “Ritengo più triste che il direttore di rete abbia piegato il capo ancora una volta. ”
    E’ quello che ho scritto anche io, ricordando la vicenda Guzzanti
    “Così le sottopongo un’altro quesito: ad esempio quando Silvio Belusconi si lancia in improbabili giudizi, affermazioni di dubbia classe e verità, “provocazioni da bar” e subito il giorno dopo ritratta con la scusa di essere stato frainteso, oppure che la stampa è di sinistra, o adducendo innumerevoli motivazioni da bimbo scoperto, non trova che la stampa dovrebbe criminalizzare altrettanto quelle “uscite” perchè Berlusconi ha una carica istituzionale pubblica e una responsabilità ben più importanti di quella di semplice giornalista e stare di conseguenza molto più attendo alle “sparate” e che la stampa dovrebbe puntualizzare senza esitazioni su questi fatti?”
    di più. Io le ho sempre puntualizzate.
    “ps: penso anch’io sinceramente, è un mio desiderio pulsante, che l’inter vinca il suo 16° scudetto”
    siamo tutti con Rosichello. Hanno persino vietato Catania ai romanisti, mentre gli interisti potranno andare a parma in gita-premio-scudetto. Meglio di così è difficile.

    Non farti problemi sui commenti, sono contento se si genera dibattito :D

    cià

  30. Greg ho letto tutto quello che proponevi da leggere, compreso d’avanzo per conto mio in versione integrale. La tesi di d’avanzo è ampiamente discutibile: travaglio si è chiesto se è utile che la gente sappia che “schifani ha avuto rapporti con mafiosi” (questa è la frase esatta). Da qui in poi è cominciata la gara a spaccare il capello senza che nessuno e nemmeno d’avanzo, si sia degnato di affermare un principio che per me è valido sempre: un politico non è un personaggio qualunque, per lui non dovrebbe valere quello che vale per te o per me. L’attuale presidente del senato dovrebbe spiegare che ci faceva con futuri mafiosi (che il fatto che siano stati indagati dopo 18 anni non esclude che mafiosi non lo fossero già allora). E’ un principio di etica pubblica che farà ridere oggi, ma che considero valido. Schifani non è un “malcapitato”, schifani è la seconda carica dello stato, ha davanti a sè la strada della querela e quella del chiarimento pubblico. Ha scelto la prima, bene, ma sarebbe stata preferibile la seconda o tutte e due assieme. Infine, D’avanzo non ce la può venire a raccontare che quello di travaglio non è giornalismo di fatti ma di opinione. Tutti i giornalismi contemporanei, piaccia o no, sono di opinione, perlomeno nella selezione dei fatti da mettere in fila, e lo sono anche i suoi belli e argomentati pezzi sui spioni telecom e sul rapimento di Abu Omar. Io ti dico secondo me come sono andate le cose, tu ti fai un’idea. Travaglio cita dei fatti (parziali ma fatti), un altro aggiunge anche in polemica, che ce ne sono altri. Io mi faccio un’idea. Qui invece di discutere su schifani, discutiamo su travaglio. Com’era quella storia del dito e la luna?

  31. porca miseria quanto è viscido Facci.
    leggo un suo articolo e mi sento come se avessi mangiato 2 chili di pesce marcio

  32. Se parliamo di cose serie non possiamo parlare di Facci. Uno che ha il fegato di dire che Biagi non fu cacciato…

  33. Intellettuali della Magna Grecia tra accidia e delirio

    Ce sta Ricchiuti che continua a ripetere sul suo blog da du’ giorni:
    “L’Inter vincerà lo scudetto”.
    Il poveretto è convinto che ci sia una relazione, un rapporto di causa ed effetto tra il suo ripetere e un eventuale non vittoria dell’Inter nel campionato?
    Sarebbe come dire che se uno ripete:
    “La munnezza rimarrà sempre lì”
    quella se leva da sola..
    Chi glielo spiega che nun pò passa tutta la vita fermo davanti ad un secchio d’acqua a dire “Muoviti, muoviti” co la forza del pensiero, come faceva Troisi in un film.
    Deve da lavora
    Deve fa quarcosa..

  34. E si Gateo c’hai pijato..
    Gregoriuccio nostro così è..
    Lui vo fa tanto il giornalista lucido che parla solo di fatti, mapoi in realtà così fa.
    Parte da un odio, da un rancore, da un risentimento e poi ci costruisce sopra un “castello di fatti inventati”.
    Rimanendo così per sempre un giornalista di serie C1.

    Gateo 13 Maggio 2008 , 11:59
    “In primo luogo, quello che accade è che il Parma licenzia Cuper a una settimana dalla partita della vita per affidare la squadra al tecnico della primavera, che contro l’Inter quest’anno ha già perso 4 a 2 (in altri tempi si sarebbe mandato l’ufficio inchieste per molto meno)”

    Gregorj, sei dici cosi’ sei un bel Travaglio anche tu, lasciatelo dire.
    Tu non hai idea dello stato in cui Cuper ha gettato il Parma.
    Eravamo messi male, ma Cuper e’ riuscito a peggiorare le cose, togliendo quel minimo di gioco che ci aveva dato Di Carlo per sostituirlo con il nulla.
    MAnzo magari non fara’ miracoli , ma se riesce perlomeno a decuperizzare la squadra raddoppia le nostre possibilita’, per ora legate solo al probabile suicidio dell’Inter.

  35. Un altro delirio tipicamente italiano: giudicare i discorsi…

    Stamattina Berlusconi ha fatto il discorso alla Camera.
    Come tutti i presidenti del consiglio succedutisi nel corso della storia ha promesso questo, ha promesso quello, ha promesso tutto..

    D’altronde che altro potrebbe fa?

    Te l’immagini un presidente del consiglio eletto che va alla Camera e dice:
    “Nei cinque anni del nostro mandato non faremo un cazzo”.

    Qualcosa deve promette, qualcosa deve di, se non altro per caricare le truppe e esaltare i seguaci.

    Il massimo che ce potete fa con un discorso di insediamento è prenderlo, fare un elenco delle cose promesse e poi, al termine del mandato, verificare quante ne sono state realmente fatte.

    Per poi dare su quello una valutazione del lavoro del governo.

    Ma un discorso che voi giudica?

    So parole..

    E le parole, se sa, so flatus vocis..

  36. leo

    Scusate, mi sono accorto solo adesso di un mini-dibattito sul mio account su macchianera.

    Prima cosa: credo che, se avessi avuto la possibilità tecnica di postare una cosa del genere su macchianera, ugualmente non l’avrei fatto: per il semplice motivo che è un post molto ingombrante che ‘raddoppia’ un pezzo appena postato.

    Detto questo, è dall’ultimo upgrade che non riesco più a postare su macchianera. Ho scritto anche, credo un paio di volte, a Neri (che in passato è sempre stato molto gentile con me), ma i casi sono due: o mi ha mandato una nuova password all’indirizzo sbagliato (e non lo escludo), oppure se n’è dimenticato. Dopo un po’ ho smesso d’insistere, perché non mi sembra cortese. Del resto Macchianera è un sito che leggo volentieri, ma che non mi rappresenta tantissimo. La prima volta che mi capiterà di incontrare Neri gli chiederò l’account, ma se mi metto nei suoi panni m’immagino circondato da persone più o meno meritevoli (e più gnocche di me) che mi chiedono la stessa cosa.

    Insomma, una volta scrivevo su Macchianera, adesso no, ma non mi sembra di farci una polemica (le polemiche si fanno quando si perdono i diritti, non i privilegi). Con Facci in passato ho avuto scambi anche piuttosto violenti: la prima volta che ha minacciato di querelarmi ho ritirato un post, proprio perché era stato pubblicato su Macchianera e quindi il responsabile poteva essere considerato Neri. In seguito ho capito che le minacce fanno un po’ parte del personaggio, per cui posso dirlo senza nessuna posa: non mi molta paura. Però le polemiche dure è meglio farle ognuno sul proprio sito, proprio per evitare di mettere in mezzo terze persone. Per farla breve: quel post era da Leonardo, non da Macchianera.

  37. Gregorj Commenti: 458 Articoli: 81

    per carità, leo. La cosa dell’account disattivato era stata detta nei commenti, e la tua buona fede è fuori di dubbio.

    (ps.: quando vieni a scrivere qui? Io l’account non te lo disattivo, tranquillo. E puoi insultare Ricchiuti quanto vuoi :D )

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