Perché le donne sono ossessionate dalla dimensione del pene?

Secondo un’antropologa britannica “oggi le donne come gli uomini sono consapevoli che per costruire una relazione stabile, c’è bisogno di...

Secondo un’antropologa britannica “oggi le donne come gli uomini sono consapevoli che per costruire una relazione stabile, c’è bisogno di fiducia, interessi comuni e la capacità di tenersi reciprocamente. Ma al dunque… le dimensioni contano.

Cara Carole, Perché le donne sono così ossessionate dalla dimensione del pene, anziché concentrarsi sul legame emotivo legato all’amore“? Questa domanda è stata rivolta da un lettore anonimo del noto quotidiano inglese The Guardian all’antropologa e psicologa dell’evoluzione umana Carole Jahme che, peraltro, sullo stesso giornale cura la rubrica “Ask Carole” (chiedi a Carole). La risposta della Jahme è stata molto precisa, con dettagliati riferimenti a quanto avviene ancora oggi in natura – vedi in alcune specie di primati – e quanto sarebbe avvenuto in migliaia di anni d’evoluzione della specie umana.

I WANT YOUR SEX -Le origini della pulsione sessuale nei primati - scrive la dottoressa Jahme - risalgono a più di 60 milioni di anni fa, nella tarda era mesozoica, quando il primo primate si è evoluto. Da allora, si è fatto molto sesso ed una percentuale significativa è stata motivata dalla scelta fatta dalla femmina tra più maschi rivali“. Le femmine dei primati possono provare orgasmi multipli, ed è stato teorizzato che le femmine dei primi ominidi preferissero quei maschi che le avrebbero potute più facilmente soddisfare sessualmente. Secondo la ricercatrice, proprio questa competizione “attraverso il meccanismo della selezione sessuale, è alla base di quell’evoluzione della specie umana che ha determinato l’aumento delle dimensioni del pene e ne ha alterato la struttura morfologica“. Oggi, la misura media del pene eretto del gorilla è di circa 3cm; lo scimpanzé bonobo presenta un pene di circa 8 centimetri mentre il pene umano, in media, si aggira intorno ai 13cm. Nella maggior parte dei primati, inclusi gli scimpanzé, il pene è formato da un osso e raggiungono l’erezione attraverso una contrazione muscolare. Il pene umano, invece, si è evoluto sfruttando un sistema insolito, basato sulla vaso-congestione per raggiungere l’erezione, questo ha determinato un organo molto più flessibile di quello delle altre specie di primati e, di conseguenza, ha fornito un miglior adattamento alla parete muscolare interna dell’organo genitale femminile, favorendone gli orgasmi, appunto.

DALLO SCIMPANZÉ ALL’HOMO ERECTUS - Infatti, con l’arrivo dell’homo erectus – non fatevi strane idee, il termine deriva dal fatto che questo uomo, per la prima volta, camminava in posizione eretta e non più curvata come gli altri primati – abbiamo un pene significativamente più lungo, grande e sinuoso. Secondo la JahmeÈ stato anche teorizzato che il bipedismo si è evoluto negli esseri umani per permettere al pene di assumere una forma più flessibile ed ampia, in modo da essere immediatamente riconosciuto dalle femmine“. “È interessante notare – spiega ancora l’antropologa – che mentre il pene umano è il più grande tra quelli di tutte le specie dei primati, la stessa cosa non è successa per i testicoli. Infatti, negli scimpanzé bonobo i testicoli sono due volte più grandi dei testicoli umani, mentre i testicoli nei gorilla sono la metà delle dimensioni“. Perché? La risposta, secondo gli studiosi sta nel “come avviene l’atto sessuale” tra queste specie.

IL KAMASUTRA DEI PRIMATI - I “sistemi” di accoppiamento dei primati hanno una stretta correlazione con la conformazione dell’organo genitale maschile. “Capita – spiega la ricercatrice britannica – in certi gruppi, che i maschi devono competere per la riproduzione e spesso la competizione si svolge proprio all’interno del tratto riproduttivo femminile. Lo sperma viene eiaculato da più di un maschio all’interno di una femmina, in tal modo si ha una maggiore probabilità di fecondazione dell’ovulo. Il maschio degli scimpanzè bonobo, nel periodo di calore delle femmine, spesso si accoppiano più volte con diversi individui e assai frequentemente. Questo fa in modo che la competizione tra i maschi per fecondare una femmina sia molto spinta e quindi occorre che i testicoli forniscano un’elevata capacità di produrre rapidamente seme. Per contro, i gorilla femmina vivono in harem e non capita spesso di avere la possibilità di esercitare una scelta tra i compagni. L’impressionante gorilla Silverback (200kg) ha il pene ed i testicoli più piccoli di tutte le scimmie di sesso maschile, ma i suoi canini enormi, i suoi muscoli e il suo temperamento geloso, gli permettono di intimidire e combattere ogni potenziale concorrente“. Per la dottoressa Carole “Le dimensioni del testicolo umano indicano che nei maschi si è evoluta una condizione analoga, in cui il loro sperma ha gareggiato all’interno delle femmine, ma forse non nella stessa misura come negli scimpanzé. Tuttavia, il pene umano di dimensioni più grandi suggerisce che gli ominidi per mantenere il controllo sulle femmine dovessero sessualmente soddisfarle“. Insomma, le femmine umane del tempo avrebbero sperimentato una sorta di libertà sessuale negata successivamente nelle culture occidentali in cui era le donna, in sostanza, a decidere attraversato un periodo di matriarcato il suo partner e, secondo la dott. Carole, le dimensioni del loro pene era una specie di “garanzia”

IN CONCLUSIONE, LE DIMENSIONI NON SONO TUTTO PERO’… -Le donne – chiosa la scienziata – non sono ovviamente tutte ossessionate dalla dimensione del pene di un uomo. Le donne sono consapevoli come gli uomini che per costruire una relazione stabile, c’è bisogno di fiducia, interessi comuni e la capacità di tenersi reciprocamente e magari divertirsi insieme. Ma una donna non sottovaluterà mai nella sua mente a livello ancestrale l’importanza delle dimensione del pene, perché proprio non può“. E’ l’evoluzione, bellezza.