Le vendite a settembre contengono la crisi dei mesi scorsi (ad agosto ad esempio il calo era stato del 26% e del 12% nei primi 8 mesi dell’anno) fermandosi a -5,5 % per un calo complessivo nei primi 9 mesi del 11,43%.
Gli effetti della crisi però si sono fatti sentire facendo orientare la scelta delle auto verso le piccole (24% del totale contro il 20% del settembre scorso) a danno delle utilitarie scese dal 36% al 32%). Sembrano invece fuori dalla crisi i settori medio e soprattutto medio-alto le cui vendite sono passate da 24 mila a 26 mila unità.
Questo però non deve far pensare che sia aumentato il divario ricchi-poveri: questo settore infatti (popolato da Audi, Mercedes e BMW) è anche quelle delle auto aziendali che non ha conosciuto flessioni di vendite a settembre (34 mila come l’anno scorso) mentre è addirittura cresciuto nei primi nove mesi dell’anno da 265 mila a 274 mila. Segno forse che le aziende utilizzano sempre più questo benefit per i propri dipendenti di alto e medio rango a dispetto di molto più tassati aumenti di stipendio. Boom poi delle auto a noleggio che sono state acquistate dalle società a settembre il 20% in più dell’anno scorso.
PASSANDO ALLE MARCHE – Si deve segnalare per la prima volta da mesi una diminuzione seppur lieve, della quota di mercato della FIAT, 23,9 contro il 24 dell’anno scorso. Questo è legato a due motivi: la decadenza ormai inarrestabile della Punto/Grande Punto, che a settembre ha venduto un terzo in meno dell’anno scorso e la fine della grande rincorsa cominciata l’anno scorso con l’affermazione della 500. Queste notizie però non dovrebbero spaventare più di tanto la FIAT visto che la Panda continua a tenere bene e soprattutto la 500 ha superato la cifra record di diecimila immatricolazioni a settembre. Siccome la FIAT guadagna enormemente di più dalle 500 (prezzo alto, sconti irrisori o inesistenti al concessionario, produzione in Polonia) di quanto perde sulle Punto (che hanno una feroce competizione di prezzo nel loro settore) i conti economici non potranno che far piacere al Lingotto.
Dall’altro lato comincia a vedere la luce in fondo al tunnel anche la Lancia che, con il volto sorridente di Richard Gere, ha guidato la nuova Delta a quasi duemila consegne, mantenendo il volume di vendita di settembre scorso e quindi aumentando la quota di mercato. Va un po’ maluccio invece la Musa della premiere dame Carla Bruni che forse risente proprio della competizione in casa della nuova nata. Ancora presto invece per giudicare la Alfa che, continua a perdere mercato soprattutto nel suo modello più vecchio (la 159 non può competere con le nuove Audi) ma finalmente comincia a consegnare 1500 MiTo nonostante la piccola di famiglia sia in vendita solo da un paio di settimane.



