Italia, disoccupazione “reale” record al 12%

06/05/2010 - Mentre il governo sbandiera un tasso ufficiale (8,8%) inferiore a quello della media europea (10%), la realtà, tenendo conto della cassa integrazione e degli “inattivi”, è drammaticamente più pesante. Secondo l’Istat a marzo 2010 il tasso di disoccupazione è stato

     
 

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Mentre il governo sbandiera un tasso ufficiale (8,8%) inferiore a quello della media europea (10%), la realtà, tenendo conto della cassa integrazione e degli “inattivi”, è drammaticamente più pesante.

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Secondo l’Istat a marzo 2010 il tasso di disoccupazione è stato pari al 8,8%. Un dato in crescita ma comunque inferiore al 10% registrato dall’Eurostat nei 27Paesi della Unione europea. Il trend, se consideriamo il passato biennio, coinciso sostanzialmente con l’inizio della crisi economica, segnala come la disoccupazione italiana è cresciuta di quasi due punti e mezzo percentuale (+2,4%) ma, allo stesso modo, meno che nel resto della UE27, dove è invece cresciuto del +3,1%. Se il confronto viene fatto sui dati di marzo 2009 (cioè un anno fa), l’aumento del tasso di disoccupazione in Italia è quasi dell’1% (+0,9%) e di poco inferiore rispetto all’andamento europeo (+1,1%).

IL TRUCCO PERO’ C’È E SI VEDE - In apparenza, quindi, dati tutto sommato meno pesanti rispetto al dato medio dei paesi dell’Unione. Peccato che, come abbiamo ricordato precedentemente, il dato della disoccupazione “reale”, ossia il valore espresso in termini percentuale di quanti effettivamente non lavorano, che tiene a sua volta conto del monte ore della Cassa integrazione guadagni (Cig) nelle sue molteplici forme e dei cosiddetti “scoraggiati” od inattivi, ovvero quelli che hanno di fatto rinunciato a cercare un lavoro, fornisce un dato molto più pesante. Ben il 12% di disoccupati.

NON SI TRATTA DI LANA CAPRINA - La differenza di quasi tre punti percentuale non è una sottigliezza da poco. Il governo lo sa e pure a rischio di coprirsi di ridicolo, come ha fatto qualche mese fa lo stesso ministro del Welfare, Maurizio Sacconi attaccando addirittura la Banca d’Italia ha sempre provato a sminuire la portata del dato “reale” a vantaggio della rilevazione “ufficiale” dell’Istat che, tuttavia, nelle sue interviste non tiene in alcun conto l’aggravio aggiunto dalla Cig e dagli inattivi. Chi invece ne ha tenuto conto è stata la Banca d’Italia che nel suo Bollettino Economico di gennaio 2010 ha segnalato come a partire dall’ultimo trimestre del 2008 c’è stato un fortissimo aumento del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, “Un istituto – come rivela il Nens – tipicamente italiano, generalmente non presente nel resto d’Europa che ha molto contenuto la crescita della disoccupazione“. L’Istat, infatti, considera “in cerca di occupazione” (ovvero disoccupato) chi ha compiuto almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nei trenta giorni precedenti all’intervista. E’ invece classificato come “inattivo” chi non fa parte delle forze di lavoro, ovvero chi non è occupato o in cerca di occupazione. Nel nostro Paese, con la crisi, una quota rilevante di lavoratori ha abbandonato la ricerca attiva di occupazione, gonfiando lo stock degli inattivi e non quello dei disoccupati. Senza l’effetto “scoraggiamento” la disoccupazione “ufficiale” sarebbe aumentata molto di più. Pertanto, tenendo conto di queste importanti variabili è possibile dimostrare come la disoccupazione “reale” nel nostro paese sia ben più alta della media europea.

NUMERI ELOQUENTI - Includendo nel tasso di disoccupazione anche i lavoratori in Cig, che l’Istat, seguendo la raccomandazione dell’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro, classifica come occupati, il quadro cambia radicalmente sia in termini congiunturali sia nella raffronto su scala continentale. Come segnala in una precisa e dettagliata analisi l’economista Antonio Misiani , nel marzo 2010 il nostro Istituto nazionale di statistica ha stimato in 2,252 milioni le persone in cerca di occupazione. Nello stesso mese, secondo i dati dell’Inps (l’Istituto nazionale di previdenza sociale) sono state autorizzate 122,599 milioni di ore di Cassa integrazione guadagni. Di queste 42,783 milioni di sono state di Cassa ordinaria (Cigo) e 79,816 milioni di Cassa straordinaria e in deroga (Cigs e Cigsd), che equivalgono a 766 mila occupati a tempo pieno (3,1% delle forze di lavoro). In sostanza, quindi, la “disoccupazione allargata” formata, come detto, da disoccupati più cassintegrati, risulta pari a 3,018 milioni di unità, ossia all’12% delle forze di lavoro. Due punti in più della media UE27. [TAB1]

IL BOOM DEI CASSAINTEGRATI – Rispetto al marzo 2008 l’aumento della disoccupazione “reale” è stata quindi di 1,303 milioni: 632 mila persone in cerca di occupazione e 671 mila occupati “equivalenti” in Cig, con una crescita del tasso di disoccupazione pari a

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l +5,1%, per questo motivo chiaramente superiore a quanto registrato nella stessa Unione europea a 27 dove invece è stato del +3,1%. Analogamente, se confrontiamo rispetto al dato di un anno fa (marzo 2009), la disoccupazione “reale” ha registrato un aumento di 628 mila unità, così ripartito: 232 mila persone in cerca di occupazione e altre 396 mila occupati “equivalenti” in CIG. [TAB2]. Anche in questo caso, la crescita del tasso italiano è stata del 2,5% ed è risultata maggiore rispetto a quello della UE a 27 (+1,1%). Quanto agli occupati, escludendo dal computo quelli in Cig, in due anni il calo è stato di quasi un milione di persone (991 mila per la precisione). Insomma, ci siamo giocati quel famoso “1.000.000 di posti di lavoro” promessi nelle precedenti campagne elettorali dallo stesso Silvio Berlusconi. Nel solo 2009 sono andati persi 600.000 posti di lavoro. La matematica non è un’opinione e, soprattutto, non è mai un complotto.

     
 

17 Commenti

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  5. Gandalf scrive:

    Ciao a tutti! Vorrei semplicemente ricordarvi che l’Italia NON HA di fatto una RETE d’ammortizzatori sociali, che non sia la propria famiglia! IN Italia il sussidio di disoccupazione ( quei miseri 6-8 mesi) viene da sempre dato solo a chi ha avuto un contratto a tempo indeterminato negli ultimi due anni e sia stato licenziato (una follia piu’ che una rarità di questi tempi)! Tutti gli altri possono finire sotto un ponte!

    QUESTA ITALIA merita di FALLIRE!
    Tutta la classe dirigente MERITA DI PAGARE!

    Per quanto riguarda quello che dice la stampa o il governo o l’ISTAT (Istituto Servile Tutto Artefatto Tanto siamo in italia) sul dato tatistico occupazionale, vale la pena ricordare che in Italia si ritiene disoccupato colui che abbia tentato almeno un’azione di ricerca occupazionale negli ultimi 30 giorni. Se non lo fai, allora diventi un INATTIVO.

    Molti si ricorderanno il gioco delle tre carte! ECCO! Questo è peggio!

  6. Sergio Morando da Crocefieschi Genova a Lesegno scrive:

    ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO DI CANTONIERE STRADALE ente pubblico a Mondovì visto su : Provincia di Cuneo Lavoro d adivulgare a livello nazionale…INDETERMINATO parola quasi scomparsa surclassata dall’odierna disoccupazione e precarietà anche se cantoniere pat. c ma con una non ben specifacato uso di mezzi stradali..Informatevi bene su cosa VOGLIONO REALMENTE E FATEVELO SCRIVERE..Sergio Morando da Lesegno. Cn.

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