postato alle 09:54 del 2 ottobre 2008 in La rubrica Torna alla home

L’annoso e insensato dibattito tra evoluzionisti e creazionisti si arricchisce continuamente: Rosa Alberoni sembra avere le idee molto chiare sulla questione, ma probabilmente è più confusa di quel che pensa.

Se è sufficiente nominare Charles Darwin per scaldare gli animi, aggiungere all’agone Rosa Giannetta Alberoni, professore universitario di Sociologia Generale e moglie del celebre luminare Francesco Alberoni, ti porta per mano e ad occhi chiusi in una sauna scioglibudella. Antonio Gaspari ci offre una telecronaca del tutto (Quando la darwinolatria diventa intollerante. Per Rosa Alberoni la bellezza artistica conduce al Creatore, Zenit, 30 settembre 2008), anzi intervista perfino l’autrice di “Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin”. Libro “sul tema”, lo definisce Gaspari, proprio come “sul tema” era “Creazione ed Evoluzione” di B16 (in cui avrebbe “spiegato le sue argomentazioni”). Alle elementari ti mettevano 4 se andavi fuori tema: se dovevi scrivere “una domenica pomeriggio in casa” non c’era verso di fare passare una riflessione su Capitan Harlock – anche se lo avessi visto domenica pomeriggio. Se ti chiedevano la cronaca non potevi cavartela con la fiction – alle elementari no. Comunque Gaspari intervista Rosa “per cercare di comprendere quali siano i veri termini del dibattito”. Avrebbe dovuto immaginare che si sarebbe assestato sulla ricerca, affannosa e mal indirizzata. Della conoscenza nemmeno la traccia. Ma che ti aspetti da Rosa?

LA CREAZIONE NELLE SCUOLE - Prima domanda: “Secondo uno studio dell’Università del Southampton (riportato dal Daily Telegraph del 20 settembre) il 36% degli insegnanti di Scienze in Gran Bretagna è convinto che Dio abbia un ruolo nella creazione dell’uomo. Sempre secondo il sondaggio il 28% degli insegnanti pensa anche che gli studenti dovrebbero essere incoraggiati a scuola a dibattere della creazione insieme alle teorie evoluzionistiche. Lei che ne pensa?”.
Risposta di Rosa Alberoni: “Penso che l’iniziativa sia lodevole. Tuttavia mi sembrano dei calciatori messi in panchina, che timidamente chiedono al Mister di entrare sul campo di gioco. E questo perché la maggioranza dell’élite ha accettato l’egemonia del messaggio del profeta Darwin. Gli atleti intimiditi e la gente comune, soprattutto i genitori, dovrebbero chiedere con forza: perché mescolate il sacro con il profano? Perché una teoria viene parificata alla realtà? La Creazione non è una teoria, è una realtà forgiata da una mano potente, una realtà certificata da tutto il creato, che è misterioso e sconfinato, e controfirmata dalla venuta di Cristo, che l’ha consacrata con la sua Parola. Quindi la Creazione non è oggetto di discussione, né di opinione, ma di acclamazione. Per confutare la teoria darwinista basta il buon senso: nessuna teoria é capace di creare il cielo e la terra, e tanto meno quel mistero che é l’essere umano”.

BUON SENSO - Chiedono al mister di entrare nel campo? Ma che gioco è? Il profeta Darwin è un bell’ossimoro, soprattutto se pronunciato da una che confonde la libertà di pensiero con la validità di tutti i punti di vista. Rosa può pensare e dire ciò che preferisce, ma non ci venga a fare le lezioncine né la predica. In effetti la creazione è una leggenda, una invenzione. Una teoria proprio no. Ma era necessario dirlo? Soprattutto il resto, era necessario dirlo? Forse, per chi è intento ad acclamare. Ovvio che la “teoria darwinista” (sic) è una idiozia che si può smontare con il buon senso – se l’acclamazione è finita. Come ha potuto creare il cielo e la terra e perfino un essere tanto insignificante (paragonato al cielo e alla terra, siintende) come Giannetta Rosa? Ma tralasciamo le piccole domande di Gaspari per fare spazio a quelle universali di Rosa in persona: “perché la civiltà ebraico-cristiana ha permesso che una teoria s’installasse nelle scuole e sui media come realtà?”.

L’EUROPA HA PERSO IL SENNO - E passiamo alla soluzione: “Ora tornare indietro nella storia per mettere insieme i cocci è arduo. Solo una decisione drastica, presa da tutti i Governi delle Nazioni appartenenti alla civiltà cristiana, potrebbe ristabilire la verità: decretare che la teoria darwinista venga collocata accanto a tutte le altre teorie dell’evoluzione – Lamark, Bergson, Comte, ecc. – e diventi materia di interesse per gli studenti universitari”. Ma Rosa è pessimista, perché la decisione dell’anno passato di non considerare il creazionismo una disciplina scientifica ha infangato il Consiglio d’Europa e le ha fatto tremare le ginocchia imparentate con le scimmie. “[Il Consiglio] ha perso il senno (il Consiglio, eh?), perché una tale decisione sottoscrive il degrado morale dell’Europa dice Rosa, e la connessione tra l’insania del Consiglio e la proposizione conseguente è piuttosto misteriosa. Si può essere folli e moralmente irreprensibili. Seguono vaneggiamenti su Dio e Satana, e poi la lista nera – il mio commento la segue pedissequo e ammirato.

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