Gli utenti di Facebook sono ossessionati dal sesso?
06/05/2010 - Nuovi dati sul social network dimostrano che gli articoli con riferimenti sessuali nei titoli sono condivisi molto più spesso rispetto ad altre notizie. Il consulente di social media, Dan Zarrella, che lavora per la ditta di marketing HubSpot Boston, creatore di
Nuovi dati sul social network dimostrano che gli articoli con riferimenti sessuali nei titoli sono condivisi molto più spesso rispetto ad altre notizie.
Il consulente di social media, Dan Zarrella, che lavora per la ditta di marketing HubSpot Boston, creatore di TweetPsych (un servizio web che crea un profilo psicologico degli utenti in base ai loro tweets), ha applicato i suoi algoritmi di profili twitter a Facebook, al fine di determinare in che modo gli utenti del social netwok più bello che c’è, condividono i loro link.
IL SESSO VENDE - Secondo il Wall Street Journal, Zarrella ha analizzato circa 12.000 post aggregati dai siti top tech-news, dal New York Times, dal The Huffington Post e dal social-networking blog Mashable e gli articoli organizzati per tema, in base alle parole nel titolo. Le sue scoperte? “Gli articoli nel mio set di dati che contengono riferimenti sessuali nei loro titoli, sono condivisi molto di più rispetto alla media di Facebook“, scrive Zarrella sul suo blog in un post intitolato “I dati lo dimostrano: su Facebook, il sesso vende“.
TITOLI BREVI E SEMPLICI - Sulla base dei grafici riportati, che rappresentano i dati di Zarrella, gli articoli che hanno un riferimento sessuale nei loro titoli hanno quasi il 90% in più di probabilità di essere condivisi su Facebook da altri utenti. Zarrella ha anche detto al WSJ che era “sorpreso” di apprendere che i titoli con riferimenti positivi hanno il 30% di probabilità in più di essere condivisi rispetto a quelli con riferimenti negativi. Ricapitolando, più un titolo è semplice e più fa riferimento al sesso e più probabilità ci saranno che il vostro articolo sarà linkato anche da altri. Se poi contiene la parola “Facebook” avrà un successo assicurato. Mashable, la Guida dei social media suggerisce di utilizzare questi dati per il marketing piuttosto che per gli utenti comuni. E’ la pubblicità, bellezza.















Che cosa bizzarra, non avrei mai creduto che il sesso vende.
Tutto francamente faceva supporre il contrario.
Meno male che c’è chi fa le una recente ricerca.
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e meno male che non l’ha applicato al friendfeed italiano…avrebbe pensato che siamo ossessionati dalle #piastrelle, invece, ops…dal settore costruzioni.
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