Il congresso boccia in modo bipartisan le misure di Paulson per l’economia. Ecco i motivi del no e un’analisi della crisi mondiale
I fatti: in una votazione modello Little Big Horn, il piano presentato dal ministro del Tesoro Hank Paulson è stato affossato al Congresso da una maggioranza bipartisan e
oggi verrà riproposto al senato (dove probabilmente verrà approvato) per un’ulteriore votazione. Questo sebbene l’amministrazione Bush, coadiuvata dalla grancassa mediatica (compreso l’Economist! O tempora, o mores!) e da alcuni “autorevoli osservatori” (tipo Warren Buffet, ma non dite che è perché non più tardi di sette giorni fa ha investito 5$ bn in Goldman Sachs), avesse fatto passare il piano come l’ultimo sigillo prima dell’avvento dell’Apocalisse. Credo i termini del piano siano ben noti, ma li riepilogo lo stesso. La bozza è stata presentata due settimane fa dal Segretario del Tesoro Hank Paulson e si basava su due provvedimenti principali.
NUMBER ONE, NUMBER TWO - Il primo è la richiesta al Congresso di autorizzare il Tesoro ad acquistare nei prossimi due anni fino a 700$ bn di titoli “problematici” (what?). Il buon Hank, da tipico ex-CEO di Goldman Sachs, ha chiesto una ‘certa’ libertà di manovra, sintetizzabile in “datemi i soldi che ci penso io“; più precisamente, sarebbe “datemi i soldi che ci penso io e già che ci siete, non disturbate il conducente“, visto che una passaggio del decreto recitava “Decisions by the Secretary [...] may not be reviewed by any Court of Law or any administrative agency“. Il secondo è l’imposizione di una garanzia federale (fino a 50$ bn) annuale per i fondi monetari che pagheranno una commissione all’Exchange Stabilization Fund.
A questo si aggiunge quanto fatto finora, e cioé: nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac; maxiprestito alla AIG di 80$ bn; autorizzazione (da parte della Fed) per Goldman Sachs e Morgan Stanley a trasformarsi in banche commerciali (epocale, per certi versi) ; sospensione della vendita allo scoperto per i titoli del settore finanziario (di concerto con Londra, Francoforte, Zurigo, ecc.).
L’ANALISI - A ben vedere il punto uno, e a ben vedere soprattutto i poteri dittatoriali (mancava solo lo ius primae noctis sulle segretarie) richiesti da Paulson, non è una grossa sorpresa che il Congresso abbia bocciato il piano. Perché in primo luogo da quelle parti sono abbastanza rigidi su check & balances e accountability; in secondo luogo i 700$ bn in questione avrebbero portato il deficit federale in area 6%. Una volta affossato il piano, si è avuta più o meno la stessa reazione del 18/19 settembre (quando era stato annunciato) ma all’inverso: e infatti l’S&P500 ha chiuso in area 1100 (roba che non si vedeva dal 2004). Ma c’è anche da dire che oggi ha aperto a +1.70% La buona notizia è che l’Apocalisse non si è manifestata (almeno per il momento): avrei potuto evitare di pagare l’affitto dando la colpa alla distruzione del sistema finanziario, ma tant’è. Per il futuro, probabile che Paulson ripresenti una versione del piano opportunamente modificata, soprattutto per quanto riguarda i poteri straordinari concessi al Tesoro e la mission (“troubled securities”, are you serious?).
Probabile anche che qualche altra banca, specie tra le medio-piccole, salti e che la consolidazione del settore continui. Non è la prima volta del resto, altrimenti avremmo ancora Drexel-Bunham, Solomon Brothers e Chase Manhattan Bank. Nel frattempo, in Europa, le cose non vanno tanto diversamente – tranne che il settore è più protetto e quindi la propensione al rischio dovrebbe essere inferiore – con i governi di Lussemburgo, Olanda, Belgio e Francia che hanno dovuto mettere mano al portafoglio per salvare Fortis Banque (11€ bn) e Dexia Banque (7€ bn). Il 31 dicembre, se la crescita mondiale del 2008 sarà stata positiva, prepariamoci a ringraziare gli amici cinesi, indiani, russi e arabi. Finché dura fa verdura.



























Da nostri riscontri con esponenti di più banche, si evince che in realtà più che crisi vera si tratta di manovre speculative atte a rimpinguare i gia gonfi portafogli di taluni.
c’è anche, ma non solo, quello.
Non invertiamo i rapporti di causa, prima c’è la criso strutturale, poi chi può comunque sfrutta l’asimmetria del mercato fino alla fine. Facendo un analogo dall’ottavo nano:
“si muove come la crisi, si comporta come la crisi si arrampica come la crisi, ma cos’è?”
La risposta direi che è scontata