L’autorevole Washington Post indaga sull’economia ed i conti del nostro paese e lo fa partendo dalla provincia italiana. E scopre che la situazione è grave e pure piuttosto seria.
Comincia a Recanati, la città natale di Giacomo Leopardi, forse il più importante poeta del nostro Ottocento che, come sappiamo, un ottimista di natura
proprio non è stato, il viaggio di Anthony Faiola, il corrispondente del Washington Post, nella nostra provincia, per valutarne lo stato di salute dal punto di vista economico e sociale. Il titolo del suo articolo pubblicato oggi sul giornale statunitense è eloquente: “I timori di frantumazione del debito diffusi in città e province“. E’ un’analisi cruda della condizione economica in cui si barcamenano le nostre città, in particolare quelle medio-piccole che compongono l’ossatura della provincia italiana. Dall’inchiesta di Faiola emerge un quadro preoccupate, depurato dall’ottimismo “cosmetico” del governo. Comuni indebitati, costretti a svendere i loro beni ed a tagliare servizi sociali. Amministratori che s’improvvisano “broker finanziari”, senza troppo cognizione di causa, mentre sono alle prese con i nuovi strumenti della “finanza creativa,” così come del resto avevamo anticipato proprio noi, appena qualche giorno fa. Con buona pace di quanti ci mettono, quasi per definizione, al riparo da rischi sulla tenuta dei nostri conti pubblici e raccontano di un paese oramai già fuori dalla crisi e persino “prima e meglio degli altri“, per il quotidiano della capitale americana, invece, non stiamo messi meglio degli altri grandi malati d’Europa come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna.
TUTTO IL MONDO È PAESE – Faiola comincia descrivendo il “caso Grecia”, paese definito “vicino alla bancarotta” il cui salvataggio richiederà un serio sforzo economico a livello internazionale. Ma se guardiamo la situazione più da vicino, come fossimo muniti di una lente d’ingrandimento, scopriamo che a livello locale, quello delle città e delle province la situazione, se possibile, è ancora più grave. Un situazione comune alle realtà locali di mezzo mondo. La lente del WP si posa su Recanati, definita come “una delle migliaia di comuni di tutto il mondo che deve far fronte ad una crisi finanziaria dovuta al calo degli investimenti, al crollo delle entrate fiscali, agli alti livelli del debito e alla crescita eccessiva delle spesa“. Negli Stati Uniti, sono almeno sei gli Stati dell’unione che presentano dei deficit di bilancio più grandi di quello della Grecia. “Lo stato delle Hawaii - per esempio – per far fronte alla sua difficile situazione economica ha ridotto la settimana scolastica a quattro giorni. In Spagna, invece, si sta verificando un vero e proprio crollo delle entrate fiscali che grava pesantemente sui bilanci nelle città di Madrid e Valencia, così come nelle regioni della Catalogna e dell’Andalusia. Crisi che sta, aumentando la possibilità che le agenzie di rating possano abbassare il loro giudizio di merito“.
ED È SUBITO SERA – Venendo al versante italiano, su cui si sofferma particolarmente il lungo articolo di Faiola, scopriamo che: “il quadro è poco edificante in Italia, dove molte città hanno fortemente investito in “scommesse complesse” – i derivati ed affini, nda – sui tassi d’interesse. Ora, si trovano in “profondo rosso“. Recanati, ad esempio è costretta a svendere il proprio parco, sbarazzarsi di un asilo pubblico, ridurre gli aiuti assistenziali agli anziani, a tagliare la manutenzione delle strade e lo stesso restauro delle antiche chiese“. Del resto, la stessa amministrazione marchigiana ammette al quotidiano d’oltreoceano: “Siamo in una situazione di emergenza finanziaria a causa del nostro debito, siamo sotto una Spada di Damocle che pende sulle nostre teste“, ha dichiarato Francesco Fiordomo, sindaco di Recanati. Gli esperti di finanza non si espongono sul rischio a breve di queste esposizioni piuttosto ingenti degli enti locali italiani, specie quelli più piccoli, ma avvertono che i problemi crescenti nei comuni fortemente indebitati e nelle province sono oramai vere e proprie “bombe ad orologeria finanziarie“, che potrebbero portare al default”. L’indebitamento locale, a sua volta, potrebbe avere ripercussioni sulle stesse finanze statali. “Gli analisti - scrive WP – temono che le casse nazionali, al fine di salvare le amministrazioni locali, vengono messe ulteriormente sotto pressione. Sta già avvenendo in Portogallo, dove il governo centrale ha aiutato i suoi governi regionali a corto di liquidità. Questo intervento però ha fatto aumentare il debito Pubblico, con la conseguenza che l’agenzia Fitch, il mese scorso, ha abbassato il rating del paese“.




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In questo conteso la privatizzazione dell’acqua assume un significato interessante. L’Italia rischia di fare la fine della Grecia e allora si privatizzano i beni pubblici come l’acqua per pagare i debiti. Quando si dice che le banche si stanno comprando il mondo si dice un eufemismo, le banche prima lo hanno ammaccato il mondo poi lo acquistano a pezzi e sottocosto.
P.S. i complottisti(io compreso) saranno dei pazzi visionari, ma intanto il mondo va a p… e si è dimenticato a casa il portafoglio per pagarle.
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Edit all edit. E’ l’ex sindaco di Recanati, quello di centrodestra che smentisce. Quello attuale di centrosinistra invece ammette le passività ma si dice dispiaciuto per essere finito in prima pagina del WP e magari di Giornalettismo
PS per un istante ho temuto un’altra richiesta di rettifica
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L’articolo parla di derivati per trasformare da varibile in fisso il tasso del debito. Quindi un intervento finalizzato alla copertura del rischio finanziario e di una scelta del tutto analoga a quello che si fa in fase di stipula di un mutuo preferendo il tasso fisso rispetto al tasso variabileo. E’ del tutto ridicolo che si imputi al differenziale di questi derivati la crisi del comune. E che si parli di guadagni e perdite. E allora le migliaia di comuni che hanno solo mutui al 5.50% fisso colla Cassa Depositi e Prestiti che dovrebbero dire???? Forse questi non pagano un tasso più alto dell’attuale tasso variabile?? E se volessero estinguere i mutui non dovrebbero pagare una penale commisurata al differenziale tra il 5.50% e il tasso fisso attuale?? Ma magari i derivati costituiscono il più facile dei capri espiatori da invocare per nascondere una gestione sconsidera su altri capitoli di spesa….. MA si…prendiamocela con i derivati..così nessuno si accorge delle macchine blù…
Finalmente un post serio e competente su questo argomento!
i differenziali dei derivati fanno fallire un comune ? ma non diciamo fesserie…
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