Con 38 lauree honoris causa, il grande scrittore ammette che a 78 anni è diventato faticoso viaggiare e sarà costretto a rinunciare ad altre cerimonie, ma in quella di Siviglia si racconta a tutto tondo in un’intervista per El Pais.
L’intervista integrale di Vicente Verdú è pubblicata sulle pagine del quotidiano spagnolo, qui vengono riportati i passaggi salienti che riguardano la politica italiana e soprattutto il suo
rapporto con il web.
Ha perso qualcosa nella sua carriera? Avrebbe voluto fare qualcosa di diverso a un certo punto?
Penso che la mia generazione sia stata molto fortunata, perché siamo arrivati a 13 o 14 anni, alla fine della guerra, i nostri fratelli maggiori sono morti o non hanno potuto terminare gli studi. Siamo cresciuti durante un’ espansione economica. Abbiamo avuto tutto. Mio figlio e gli studenti più giovani non hanno avuto tutte queste possibilità. Siamo stati una generazione che dovrebbe vergognarsi per come è stata fortunata: ci hanno dato tutte le possibilità. Non posso lamentarmi di nulla, semmai, di avere usato male tutte queste possibilità. Coloro che avevano dieci anni più di noi, o sono morti o hanno avuto una vita molto difficile. Questo spiega anche il paradosso enorme del perché la mia generazione è ancora al potere mentre dovrebbe essere in un ospizio per gli anziani (…) Non è che vogliamo essere al potere, è che ci viene chiesto e siamo costretti ( …) Essere al potere non significa solo essere capi di governo, ma anche il direttore della biblioteca, l’editore di una rivista (…) siamo destinati a rimanere al potere perché le generazioni successive non hanno avuto l’opportunità che abbiamo avuto noi.


Eco sbaglia: Berlusconi è solo un (brutto, per me) incidente della storia, irripetibile. E’ un individuo, non un sistema. Basta guardarci alle spalle: in Spagna dopo Franco cosa è venuto? La stessa democrazia parlamentare contro la quale aveva combattuto Franco. Quella fu una brutta parentesi e basta. Anche questa.
Non è che vogliamo essere al potere, è che ci viene chiesto e siamo costretti ( …) Essere al potere non significa solo essere capi di governo, ma anche il direttore della biblioteca, l’editore di una rivista (…) siamo destinati a rimanere al potere perché le generazioni successive non hanno avuto l’opportunità che abbiamo avuto noi.
nu poco paraculo no? se vuole stare a leggere libri e dispensare saggi consigli basta mettersi da parte e rinunciare ai posti di potere che ancora occupano lui e tutti quelli della sua generazione
perchè secondo te se Eco si mette da parte la sua cattedra la danno ad un neo-laureato?
guarda Amadiro, rispetto Eco l’intellettuale come una delle menti più brillanti dei nostri tempi. capisco la provocazione che fa riguardo il rapporto fra preti pedofili e tv. capisco pure il discorso su internet con il porno che sopravanza di 100 volte gesù, che con gesù vuole dire la ricerca del divino o di dare un senso alla vita che vada oltre al piacere immediato rappresentato perfettamente dal porno.
ma le parole sulla gerontocrazia italiana non mi vanno giù: è una paraculata! poi se si dimette Eco dagli incarichi universitari, editoriali… magari gli subentra un giovinetto di 60 anni fratello, cugino, amico d’infanzia di tal dei tali, barone di lungo corso, ha lo zio cardinale, espressione di equa lottizzazione … ce ne fossero come Eco, ce ne fossero! non è lui in quanto Eco il problema, ma sono tutti quanti messi assieme questi vecchi che non vogliono schiattare e piuttosto di ritirarsi muoiono attaccati sulle poltrone.
mi fa incazzare che dica “siamo costretti” a restare ai nostri posti di potere. non è così: loro VOGLIONO rimanerci! sono costretti perché non vogliono rinunciare al loro potere, alla loro vita, non vogliono rassegnarsi alla fine. a sentire Eco, la sua generazione è stata fortunata perché la guerra aveva decimato i loro padri e i loro fratelli maggiori: cosa dovrebbero fare le nostre generazioni, dunque, per prendere uno spazio che le compete?
questo discorso mi va bene come analisi del fenomeno, ma non l’accetto come giustificazione di un sistema gerontocratico.
Beh, Peron portò al governo un’attricetta (Evita), B. ci ha portato una che faceva i calendari (per non dire altro) e ha candidato e fatto eleggere veline, letterine e compagnia danzante. Almeno Evita aveva carisma e un certo fiuto politico, nella sua ignoranza. Queste c’hanno solo le tette e il culo.
Insomma se ho capito bene per Eco, la colpa della pedofilia tra il clero sarebbe di internet e della tv?
diciamo che io ci leggo molta ironia, una maniera un po’ esagerata di dichiarare una certa “preoccupazione” per i media
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Esatto! Il Mein Kampf è un brutto libro, la Bibbia uno buono. Peccato che quella in Italia non sia quella degli ebrei come per gli anglicani, i protestanti e gli ortodossi. Esatto, gli italiani erano analfabeti fino al secondo dopoguerra! Che cosa pretendete allora? Dovranno passare secoli soprattutto in una società in cui il matriarcato-patriarcato imperante è ben pilotato dalla Chiesa cattolica assieme al sesso e all’ignoranza. Ergo nemmeno gli intellettuali come Eco riescono, dopo Bobbio, a incidere, perchè anche la cosiddetta sinistra è veramente carente come da quando Mazzini fu espulso dall’INternazionale di Marx-Engels con Bakunin. Italiani povera gente(di spirito s’intende!) e non ‘brava gente’ come hanno sempre propagandato per giustificare e nascondere nostre responsabilità nel colonialismo di cui ricordano gli interventi di Gheddafi che le ministre commentano evidenziando la loro ignoranza nel campo del diritto internazionale per non parlare degli avvocati e avvocatesse che invece del diritto seguono la logica delle turbe psichiche sotto la voce dello ‘stalking’ applicato anche a giovani studenti dello stesso liceo così praticamente invece di essere uno strumento di difesa della donna è trasformato come strumento per ‘cassare’ le coscienze e interferire con la volontà delle persone. Penso che assieme al clima stiamo assistendo ad un cambio di razza, quelle che sono arrivate da altri paesi e quella italiana…di merda.
Scusate ma non se ne può più della pochezza bigotta di una popolazione che non capisce una sega!!
Scusate ancora
Luigi Freschi in procinto di lasciare l’Italia a 57 anni con una figlia in parental alienation syndrome a causa di suocera, cognati e moglie.