Le sculacciate vìolano i diritti umani. La Ue incalza l’ Uk

26/04/2010 - Il Regno Unito è sempre più sotto pressione per l’applicazione del divieto sulle punizioni corporali sui bambini così come richiedono le nuove direttive europee del Consiglio d’Europa. Il Consiglio d’Europa – che vigila sul rispetto della Convenzione europea sui diritti

     
 

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Il Regno Unito è sempre più sotto pressione per l’applicazione del divieto sulle punizioni corporali sui bambini così come richiedono le nuove direttive europee del Consiglio d’Europa.

Il Consiglio d’Europa – che vigila sul rispetto della Convenzione europea sui diritti umani – critica il Regno Unito perché non ha messo al bando le punizioni corporali dopo più di 10 anni a partire da una sentenza del 1998 che vietava il trattamento disumano e degradante cui sono sottoposti i bambini.

IL FIGLIO E’ MIO E LO PUNISCO IO -La campagna per l’abolizione delle punizioni corporali attraverso il Consiglio d’Europa è in rapida diffusione, 20 paesi hanno formalmente abolito le loro leggi negli ultimi tre anni“, ha affermato Maud de Boer-Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d’Europa.”Il Regno Unito è uno dei paesi che non ha ancora attuato un divieto totale. In parte dipende dal fatto che il tradizionale rapporto padre-figlio nel Regno Unito è visto come un simbolo di autorità e l’intervento dello Stato negli affari di famiglia non è ancora il benvenuto“, ha aggiunto. “Stiamo parlando di diritti umani fondamentali – prosegue il vice segretario – non solo i bambini hanno gli stessi diritti degli adulti, ma sono più vulnerabili degli adulti. E hanno bisogno di maggiore protezione, non di minore tutela”. La legge attuale vieta l’uso della forza contro i bambini, ma fornisce agli adulti, sia parenti, sia operatori di alcune scuole a tempo parziale e istituzioni religiose, una difesa per l’accusa di aggressione nei casi di piccole violenze, in cui possono dimostrare che la punizione era ragionevole. Il primo divieto agli schiaffi non è stato introdotto nel Regno Unito prima del 1987, poi esteso alle scuole indipendenti nel 1999. Ulteriori leggi passate negli ultimi dieci anni, hanno vietato l’uso di punizioni corporali nelle case di cura dello Stato per bambini.

LA PUNIZIONE RAGIONEVOLE - Dal 2004, la legge è cambiata ulteriormente per rendere più difficile per i genitori, o adulti “in loco parentis”, di difendersi usando la punizione ragionevole quando potrebbero altrimenti essere accusati di aggressione. Permangono preoccupazioni circa le punizioni corporali in casa e negli istituti di istruzione religiosa dove gli adulti possono ancora utilizzare l’ “uso ragionevole della forza” in modo da evitare azioni giudiziarie. Il mese scorso, Sir Roger Singleton, consigliere indipendente del governo per la sicurezza dei bambini, ha pubblicato un relazione nella quale affermava che le percosse dovrebbero essere vietate in tutti i luoghi, soprattutto nelle scuole a tempo parziale e nei luoghi di culto.”La protezione contro la punizione fisica dovrebbe essere stesa a tutte le forme di cura, educazione e istruzione al di fuori della famiglia”, ha detto Singleton. Tuttavia, la relazione si interrompe bruscamente prima di suggerire una modifica della legge che consente ai genitori di utilizzare punizioni corporali all’interno delle proprie abitazioni.

COME L’ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE? - Nel frattempo, nessuno dei tre principali partiti ha alcuna politica specifica al riguardo delle punizioni corporali nel proprio programma elettorale. All’inizio di quest’anno, due parlamentari liberal democratici avevano tentato di introdurre un disegno di legge che avrebbe limitato l’uso lecito di punizioni corporali per i genitori e coloro che hanno responsabilità genitoriale. Ed Balls, segretario di stato per i bambini, ha indicato che il governo dovrebbe sostenere un divieto di sculacciata al di fuori della famiglia, ma non un divieto totale. “La relazione di Sir Roger rende assolutamente chiaro che un bambino non dovrebbe essere punito da chiunque al di fuori della famiglia. Credo che questo sia un approccio ragionevole e proporzionato“, ha detto Balls. Ma il Consiglio d’Europa è sempre più critico sull’impostazione del dibattito nel Regno Unito, paragonando la campagna a quella per l’abolizione della pena di morte. “Luoghi specifici non possono essere esenti dai diritti”, ha sottolineato De Boer-Buquicchio. “I diritti appartengono agli esseri umani, ovunque si trovino, in qualsiasi circostanza e qualunque sia l’impostazione”.

     
 

4 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    con tutti i grandi a cui bisognerebbe darne…

  2. Chicchina scrive:

    Ma pensassero a quanti diritti umani vengono violati in Italia, per esempio nei confronti degli immigrati, e facessero qualcosa per l’emergenza democratica che evidentemente abbiamo!
    Come si possa paragonare uno sculaccione alla pena di morte non ne ho idea; io dico solo che, visto come sta venendo su l’ultima generazione, qualche domandina sull’applicazione della psicologia infantile negli ultimi anni bisognerebbe porsela.

  3. Tess scrive:

    Parla una che ne ha prese, anche se poche in realtà (ero una bambina esasperante, ma con genitori non maneschi). Ebbene quelle che ho preso erano tutte per giusta causa, ma il problema non è questo, ecco perché il dibattito non è semplice. Come porre una barriera tra una sculacciata non violenta e una violenza vera e propria?

  4. Angel scrive:

    Secondo me, invece, servirebbe una campagna che fornisse le modalità d’uso sulla corretta applicazione delle sculacciate come metodo educativo (qualcosa del genere: sculacciate i vostri bambini con calma e autorevolezza, solo sul sedere, niente castighi, niente sgridate, etc.) . La campagna, per onestà di cronaca, dovrebbe porre l’accento anche sul fatto in tutti gli stati dove la legge contro le sculacciate è stata fatta (Svezia, etc.) la violenza dei ragazzini è aumentata e aumenta ogni anni da anni e da decenni a tutti i livelli, a casa, a scuola, nelle strade, etc. Urge sottolineare che dietro a questa politica bambinista, cioè sulla tutela del fanciullo, in realtà si cela l’intenzione di avere proprio un incremento della violenza finalizzato a mandare avanti il mercato che gira intorno agli interessi economici che utilizzano il bambino come oggetto di guadagno, cioè: psicologi, avvocati della famiglia, assistenti sociali, associazioni per l’infanzia, strutture statali e private a pagamento, case editrici per la vendita di libri e manuali per insegnare il mestiere del genitore perfetto, etc.
    L’educazione “non violenta” è solo l’altra faccia della medaglia della vera violenza.
    Meditate gente, meditate.

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