Una tranquilla giornata di calcio  - con l’Inter che è veramente la più forte di tutti e vincerà lo scudetto con la mano sinistra domenica, anzi fa bene a non presentarsi nemmeno a Parma e a mandare la primavera perché tanto non c’è storia - è stata invece rovinata dall’ennesima polemica sulla Rai e la politica. Con tutta una serie di cosine che fanno tristezza. Fa tristezza che Marco Travaglio, che giustamente rimane perplesso nel vedere che la seconda carica dello Stato è affidata a uno come Schifani (il quale non è che abbia un curriculum da statista, anche solo minimamente paragonabile alla gran parte dei suoi predecessori), poi si impelaghi in un inutile scazzo raccontando un episodio tratto da un libro del giornalista Lirio Abbate che raccontava i rapporti dello stesso Schifani con un personaggio poi condannato - ma 18 diconsi 18 anni dopo - per mafia. Ma proprio in virtù di tutto ciò, forse era meglio evitare terminologie del tipo “Schifani ha avuto frequentazioni con dei mafiosi“, visto che il casellario giudiziario dice invece “Schifani ha avuto frequentazioni con gente che 18 anni dopo è stata riconosciuta come mafiosa“. Così, sembra proprio andarsele a cercare.

Fa tristezza vedere che Fabio Fazio non riesca a fare altro, dopo quanto accaduto, che “chiedere scusa” il giorno dopo (mentre durante la trasmissione era tutto sorrisini e ironie). “Uno il coraggio non se lo può dare”, diceva Manzoni. Ma il senso del ridicolo nemmeno? Fa tristezza anche che Paolo Ruffinisi dissoci” da una trasmissione che firma in quanto direttore di rete: la figuraccia rimediata con la “censura preventiva” alla Guzzanti all’epoca di Raiot, evidentemente, non gli ha insegnato nulla. E che la Finocchiaro, dopo il clamoroso successo alle elezioni siciliane, riemerga dal profondo per chiedere “contraddittorio”. Contraddittorio di cosa? Doveva esserci chi? Uno con la lupara? Fa tristezza che Gasparri e soci approfittino della questione per inzupparci il biscotto - ma c’era da aspettarselo - per chiedere le dimissioni di Cappon e che ci sia chi dice “Ora Travaglio si scordi il video“.

Sulla questione c’è altro di importante da dire? No, soltanto che Adinolfi, il quale ha sempre considerato Travaglio una delle fecce della terra, ha approfittato dell’occasione per dare addosso al Pd, perché è convinto che grazie alla mossa di mettersi il cappottino di astrakan il 15 di agosto per farsi notare riuscirà a diventare in breve tempo leader del Partito Democratico, scacciando quei vecchiacci di D’Alema e Veltroni. Di sicuro anche questa, come tutte le geniali mosse degli ultimi 15 anni della sua vita, andrà a segno. Lui non fa tristezza: fa ridere.

Ma andiamo alle cose belle: la rubrica di Alberoni sul Corriere: “I giovani di entrambi i sessi sono sempre stati creativi, irrequieti, ribelli, perché è loro compito cambiare, creare il nuovo. I giovani maschi, in particolare, sono sempre stati violenti, si sono sempre divertiti a lottare fra di loro e a formare bande. Le ragazze hanno sempre dato più importanza alla bellezza e all’amore. [...] La nostra società democratica e pacifica fa più fatica perché si è verificata una frattura molto forte fra generazioni. A 11, 12 anni i ragazzi e le ragazze entrano in quella che ho chiamato l’internazionale giovanile, una società a se stante, con proprie mode, propri modelli, propri idoli, con un sistema di comunicazione — email, blog su Internet, sms con un linguaggio in codice — da cui gli adulti sono esclusi“.

Da notare la sobria titolazione de Il Giornale di oggi: “Quei rom ladri di bambini“. Il quotidiano racconta la vicenda di una zingara che ha tentato di rapire una bambina a Napoli, è stata fermata dai genitori della piccola e ha rischiato il linciaggio popolare. Una vicenda che gli fa orrore come il cacio sui maccheroni. Sul Sole 24 Ore un’inchiesta sul federalismo fiscale: “Una partita da 90 miliardi“, dice il quotidiano della Confindustria, che parla del modello lombardo. Su Noisefromamerika si parla degli effetti della detassazione fiscale degli straordinari: tra le altre cose, si dice che “ci sarebbe un incentivo mostruoso per le imprese a non assumere persone a part-time o a non assumere chi non accetta o non può fare ore straordinarie (magari per impegni famigliari). Questi incentivi non avrebbero motivazione economica alcuna, distorcerebbero senza ragione l’allocazione delle risorse, e sarebbero con ogni probabilità nocivi.”

Intanto  Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa, in un’intervista al Giornale spiega perché ha fatto le sue scuse alla Libia Ci sono dei momenti in cui e’ giusto che prevalga la ragion di Stato’. ‘Le provvigioni di gas e petrolio che arrivano dalla Libia sono circa il 30% del nostro fabbisogno. Nel caso in cui l’Italia le avesse dovute ricercare sul mercato libero saremmo andati incontro a un deciso incremento del prezzo della benzina’. Ora, a parte che tra Calderoli e Gheddafi io sto di sicuro con chi tra i due non ha collaborato, coperto e finanziato il terrorismo, dire cosine di questo genere non contribuisce ad esacerbare un po’ gli animi?

Severgnini è sempre un passo avanti a tutti: mentre a Beirut c’è l’inferno, ci racconta che lui ha vissuto a Pizza Italians l’attuale momento dell’Inter: “due ore tra cantanti maronite, streaming cinese, sfilate in Dubai, inviati arabi con l’elmetto, prevedibili partite inglesi, siti russi, quiz sunniti, tifoni birmani, sparatorie tra drusi e sciiti, infidi blog pieni di vane promesse. Il tutto per riuscire a vedere, in una stanza d’albergo di Beirut, Inter-Siena. [...] Che dire, seduto in questo Starbucks di Place Sassine?“. Già, che dire?

In chiusura, ricordiamo a ognuno l’esistenza di GiornaNetwork (grazie a tutti quelli che ci hanno scritto: vi stiamo vagliando e aggiungendo il più rapidamente possibile) e la possibilità di scriverci per segnalarci notizie o farci qualche domanda: oggi c’è una lettera divertentissima da leggere.

(le vignette che vedete qui ospitate - vengono dall’archivio di Cuore, settimanale di resistenza umana, messo on line dai benemeriti di Unamanolavalaltra). Grazie di esistere. E, pensate, sono state realizzate 17 anni fa. Come (NON) cambia il mondo, eh?)