Altro che l’11 settembre. Ha scatenato un uragano di indignazione la vignetta di Mauro Biani pubblicata dal nuovo inserto satirico dell’Unità, M, e che ritrae un disoccupato (”in mobilità“, per chi ama giocare con le parole) che, stimolato dalla guerra di Brunetta contro i fannulloni, prende la pistola e dice: “So’ venuto ar ministero a ringraziatte, Renà”. A cominciare la polemica Maurizio Gasparri, stavolta - per una volta - meno eccessivo del solito: “La satira è sacrosanta ma non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della
vignetta contro il ministro Brunetta. Non so se il direttore del quotidiano l’ha vista prima che fosse pubblicata. Il ministro ha più volte dimostrato grande sintonia con la satira istituendo addirittura un concorso per premiare la migliore vignetta a lui dedicata. E tutti dobbiamo accettare anche la più graffiante presa in giro. Io stesso ho più volte elogiato chi mi imita anche in maniera molto vistosa. Ma una pistola puntata, pur se in una vignetta, non è un bel gioco. In un paese in cui violenza e terrorismo hanno una drammatica storia e forse radici non completamente recise, si scherzi su tutto, ma non con le armi e le pistole puntate”. Le scuse del direttore dell’inserto, Sergio Staino, arrivano quasi subito, e quelle di Conchita De Gregorio non si fanno attendere nemmeno poi tanto, pur all’interno di un paragone con Umberto Bossi che dovrebbe, nelle intenzioni, indorare la pillola.
Ma la cosa più divertente è il caos che si è scatenato nel frattempo. Sul blog di Biani c’è chi s’è indignato come pochi: “Provo profondo schifo e vergogna per lei. Non è molto più di chi ha ucciso Dalla Chiesa“; “ma vatti a sparare un colpo in gola, grazie. Così, tanto per ridere, ovviamente”, ma anche sul Daveblog si scherza poco, andando a richiamare il fantasma di Biagi (”Se poi pensiamo alla fine che ha fatto l’ultimo che ha tentato di riformare il mercato del lavoro in Italia la risata proprio non ci viene“), in un flame davvero spettacolare tra i vari commentatori.
Ora, inutile mettersi qui a cercare di scusare o di spiegare le battute, perché tanto è inutile. Inutile perché anche se si dimostrasse scientificamente che quella di Biani non voleva essere una minaccia diretta, il 99% di coloro che ha già deciso che Mauro fiancheggia i terroristi non cambierà idea. E a parti invertite sarebbe lo stesso. Ma ciò che viene difficile da spiegare è la forza uguale e contraria che si sviluppa in caso di eventi come questo, con gente che augura cose terribili a un disegnatore che nemmeno conosce soltanto perché ormai l’ha identificato come l’essenza del Male. A me la vignetta ha fatto riflettere: avendo apprezzato la campagna di Brunetta contro i fannulloni nella pubblica amministrazione, non avevo guardato l’altra faccia della medaglia (ovvero di chi si sente chiamare “fannullone“, mentre in realtà è un esubero, e può da questo ricevere danni psicologici). E’ agghiacciante, è vero. Mantiene un senso di minaccia nei confronti di una persona, anche se è una minaccia di carta e quindi dovrebbe essere meno paurosa - o almeno così ci dicevano da bambini. Ma forse è proprio questo che colpisce, nella vignetta, e che ci costringe a riflettere su una situazione che - non certo nell’estremizzazione, figlia della caricatura, di Biani - può non essere esattamente gradevole. La vignetta shocka, e questa era l’intenzione. Fa riflettere, e di questi tempi non è poco. E’ esagerata, sì, anche se le accuse di “terrorismo” sono stupide (i pazzi non si fanno influenzare dai fumetti o dai videogiochi, in mancanza di meglio troverebbero qualcosa di satanico persino in Mary Poppins). Insomma, in una parola, colpisce e costringe a pensare. E quindi, obiettivo raggiunto al 100%.
Intanto, animato da improvviso quanto originale senso di pentimento, Luigi Spaccarotella ieri ha chiesto perdono ai familiari di Sandri per aver ucciso Gabriele. Spaccarotella ha deciso di farlo non in via privata mettendosi in contatto con la famiglia, come sarebbe stato possibile visti i contatti tra i rispettivi avvocati, ma in una dichiarazione all’agenzia Ansa. Si vede che a “Carramba che Sorpresa” non ce l’hanno voluto. “Il perdono? E’ tardi. La richiesta arriva con una tempistica processuale ineccepibile, che fa sorgere qualche perplessità. Non suona come vera”, ha detto il fratello di Gabriele. Spaccarotella invece ha confermato all’Ansa di non aver sparato per uccidere, e che il colpo è stato deviato da una rete di recinzione, come da perizia ricordata qui. Tutto risolto, come per il proiettile rimbalzante di Kennedy. Ora basterà smentire qualche centinaio di fonti che riportano un’intervista a caldo di Spaccarotella nella quale l’agente afferma di aver sparato in alto (e se spari in alto, difficile che il proiettile ricada verso il basso, venga deviato da una rete e finisca nel collo di una persona seduta dentro un’automobile), e poi giustizia sarà fatta.
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Una cosa che mi sono sempre chiesto: ma chiedere ed eventualmente ottenere il perdono della parte lesa procura qualche vantaggio concreto all’imputato, dato che qui - come in tanti altri casi - si parla di “tempista processuale ineccepibile”?
Un chiarimento: ricordo male io ho Spaccarotella aveva sempre detto di aver sparato un primo colpo in aria ed un secondo, quello mortale, essergli “sfuggito”? Fosse così la ricostruzione dell’articolo non sarebbe calzante (fosse così).
Infine direi di evitare il riferimento alla seconda pallottola dell’omicidio Kennedy, dato che la traiettoria sarebbe impossibile solo ipotizzando presidente e governatore del Texas fermi nei loro posti più o meno alla stessa altezza, e non col secondo girato verso il primo.
Grazie
ueilà, Rado, sei un appassionato del caso Sandri?
Una cosa che ti sei sempre chiesto: dipende dalla controparte, c’è chi si fa influenzare e chi no. In ogni caso, a me sembra significativo che Spaccarotella abbia chiesto scusa all’Ansa, invece che alla famiglia.
Un chiarimento: alcuni degli articoli di giornali che hanno ospitato le dichiarazioni di Spaccarotella verranno portati in tribunale, pensa te come puoi ricordare bene/male
Kennedy: hai ragione, mi sono fatto influenzare troppo da Oliver Stone
No, più che altro apprezzo la gentilezza di chi risponde.
Devo dire che sul caso Sandri di essermi fermato ai primi rilievi, venendo sopraffatto da quanto accaduto dopo. Assalti alle caserme e devastioni, tanto per essere chiaro, che mi hanno distolto l’attenzione dal “fatto scatenante”.
Ad esempio non sapevo della versione fatta dagli amici della vittima seconda la quale Sandri era dormiente in auto. E come detto ricordavo dei due colpi della versione di Spaccarotella, uno in aria e l’altra sfuggitogli (ma ora si è appurato che è stato uno solo?).
Sul perdono: vorresti dire che il “vantaggio” consisterebbe nello sperare nella “clemenza della corte” (come si sente dire nei film)? È una cosa che mi sono sempre chiesto perché pare che sia all’inizio di ogni processo “pesante” l’unica cosa che interessi sapere, vedi giornalisti che praticamente chiedono solo “Ha chiesto il perdono?” o “Accetterebbe di perdonare?”.
Su come si stato chiesto, non giudico, come non giudico che collo stesso mezzo la famiglia abbia fatto sapere di non aveva ancora avuto tale richiesta. Anche se personalmente ritengo pure io che sono cose che devono rimanere nel privato.
p.s.: pensa te che io pure comprato il doppio vhs di JKF.
Io il caso Sandri l’ho seguito accanto a una postazione Telpress (agenzie di stampa), per lavoro. E dopo aver visto la gestione del caso mi sono ulteriormente convinto che in Italia la gestione dell’ordine pubblico è una barzelletta, e in mano ad incapaci. Di questo scrissi all’epoca - tutta la settimana dopo il fattaccio) sul vecchio blog http://giornalettismo.ilcannoc.....oc=1544708 (per Gabriele Sandri) : se hai tempo, con comodo, dacci un’occhiata.
Riguardo il discorso del perdono, penso che il modo sia spia del motivo: Spaccarotella non ci ha fatto una gran figura non presentandosi in aula, e ha cercato di reagire in questo modo. Credo che la vicenda “perdono” si possa gestire anche mediaticamente (i giornalisti fanno quelle domande perché sono fonte di notizia, purtroppo: se la parte lesa dice che perdona il - presunto - reo, secondo i nostri canoni dell’informazione E’ una notizia). Ma tu comprendi benissimo che Spaccarotella dal GUP si gioca una partita decisiva, riguardante il reato per il quale andrà sotto processo.
p.s.: ho visto da bimbo quel film e, pur capendoci poco, mi è rimasta in testa l’impressione del grande complotto. Poi, stimolato dall’attività di Debunking di John in questo sito, di recente sono andato a vedere se la versione del Procuratore Garrison reggeva: è stata una mattanza, e ci sono persino rimasto male
Beato te che eri bambino quando hai visto JFK!
Devo ammettere che all’inizio pensavo stessi ipotizzando un complotto a favore di Spaccarotella per farlo scagionare. Poi ho capito che mi stavo sbagliando (anzi proprio grazie a John ho scoperto questo sito) e te ne chiedo scusa.
Purtroppo (si fa per dire) è più probabile che si stia approfittando dei numerosi buchi della macchina della giustizia. Tipo la mancata notifica al secondo avvocato: il caso che avevo in mente io riguardava uno stupratore (straniero per la cronaca) che era stato “graziato” esattamente come Spaccarotella. Ovvero notifica solo ad uno dei due suoi avvocati.
Anche lì, come detto a suo tempo, sono norme che non capisco perché non prevedano che siano superate dal dato di fatto: capisco se il secondo avvocato non si fosse presentato in aula, ma una volta che si presenta ugualmente bisognerebbe prevedere che la mancata formalità sia sanata. D’altronde anche in diritto societario è previsto che nelle assemblee, in caso di mancata convocazione formale, la presenza totalitaria di soci ed amministratori (purché dichiaranti di essere informati sugli argomenti all’ordine del giorno) rende valida l’adunanza.
La sensazione è che - in generale - gli avvocati giochino più su questo che sul ricostruire favorevolmente i fatti a favore dell’imputato.
Perchè ironizzi su Mary Poppins?
Mary Poppins è un grave pericolo per la società e andrebbe rinchiusa a Guantanamo.
Vola con gli ombrelli,mettendo in crisi Alitalia,automatizza i lavori domestici e mette in mobilità cameriere e maggiordomi,istiga gli spazzacamini a ballare sui tetti invece di lavorare e poi con quel sorriso idiota stampato sulla faccia,induce nei cittadini un pericoloso,falso senso di sicurezza.
Si dovrebbe indagare su questo subdolo tentativo di eversione.
Alberto, non dimenticare che a causa di Mary Poppins, il bambino non ha dato lo scellino al vecchio banchiere, atto gravissimo che ha quasi messo in ginocchio la finanza inglese, altro che la crisi attuale.
Un’altro esempio di chiaro messaggio xenofobo rivolto ad alcune minoranze etniche che vanno salvaguardate come tutte le altre, almeno che, non si cambi la nostra Costituzione. Anche se, ad onor del vero, da più parti, si insiste nel sostenere che egli sia un minorato più che facente parte di una minoranza, per la frenesia e l’impulsività nel voler esprimere concetti personali, ma soprattutto nel prendere provvedimenti a volte discutibili. Ai posteri l’ardua sentenza.
Il discorso sulla vignetta di Biani richiederebbe una enciclopedia intera. Molti non si rendono conto che ci sono fasce di popolazione che hanno già superato il confine della disperazione e alle quali basta davvero pochissimo per superare anche il limite che divide un comportamento legale da uno violento. Io credo che la vignetta non abbia fatto altro che rivolgere i fari su un fenomeno che pochi vogliono vedere, ma che purtroppo esiste: c’è chi sta SERIAMENTE pensando di agire attraverso le armi. Chi come me ha a che fare con persone che sono costrette quotidianamente a lottare per la sopravvivenza non può non rendersi conto che la situazione è grave ed è pronta per esplodere.
Poi, possiamo insultare Biani quanto vogliamo. Ha lo stesso valore dell’insulto fatto al medico che comunica al paziente la diagnosi di una malattia grave.
L’autore ha esagerato, ma se nessuno fa nulla quando Bossi minaccia, a me faceva ridere, tutti con 300.000 fucili ora che vogliamo arrestare l’autore?
Gregorj dice: “E dopo aver visto la gestione del caso mi sono ulteriormente convinto che in Italia la gestione dell’ordine pubblico è una barzelletta, e in mano ad incapaci.”
Incapaci e aggiungerei anche “fanatici”! perchè c’è anche quella categoria di appartenenti alle forze dell’ordine che si esaltano al sol fatto di indossare una divisa e di possedere una pistola!
Quello che piu’ indigna della vignetta di Biani e’ che non fa ridere, diciamolo.
E nemmeno pensare, veramente una roba inutile.
Ma son tutte cosi’?
mi mette a disagio vedere due direttori di giornale (tra cui uno che campa con la satira da un secolo, e non è esattamente l’ultimo dei coglioni) dissociarsi così lestamente da una cazzo di vignetta. rapidi e senza dubbi, senza porsi il minimo problema o accennare una riflessione sul loro giornale di “opposizione”
La vignetta di Biani è semplicemente stupida. Non fa ridere. Ed è pericolosa.
Le sparate di Bossi, proprio perchè esagerate, non le ha prese sul serio nessuno. E comunque non erano dirette contro una persona specifica. Qui invece si prende di mira qualcuno con il nome. Vogliamo un altro caso Biagi?
Ma perchè la cosiddetta satira di sinistra è così penosa?
Questa è satira di sinistra anche se la satira non ha colore Vauro:
http://www.ilmanifesto.it/vignettadelgiorno/
Direi che Biani ha esagerato è un po’ come dire che Dostoevskij ha esagerato scrivendo Delitto e castigo, sia mai che qualcuno imitasse Raskol’nikov e accoppasse qualcuno. Una stronzata, insomma.
Poi lasciamo perdere il solito quadruplopesismo con le sparate di Bossi, Calderoli, Maroni, Berlusconi, Gentilini, Borghezio, le vignette danesi che perculavano Islam, ecc. e il fatto che la satira un tentativo minimo di strappare un sorriso dovrebbe farlo (qui dovrebbe far l’uso del romanesco, il fatto che puntando ad altezza d’uomo non beccherebbe Brunetta, o cosa?)
@ Prostata:
vedi, lo stesso concetto espresso da te è molto più comprensibile… comincio a odiarti… :-*
Sinceramente a me non è piaciuta, ma ho gusti difficili. Ci ho visto il finlandese, e credo fosse questo l’accostamento voluto. Poi, la storia di dire che le vignette e la satira spingano al terrorismo e poi negare che la tv berlusconista influenzi l’elettorato. O influenzano tutte e due o nessuna delle due (io propendo per quest’ultima ipotesi).
“la cosiddetta satira di sinistra”
sto venendo a casa tua per dare fuoco alla tua scheda elettorale.
a me era piaciuta di più quella della palin che guarda la figlia incinta e le dice “creazionismo un cazzo!”. ma comunque, brunetta faceva lo spiritoso, “mandatemi le vignette che le pubblico, sono liberale io”, ecco questa non la metti sul sito del ministero?
io sto con mauro biani…
Non è solo che la vignetta fa schifo.
E’ pure sbagliata concettualmente ed è un falso oggettivo. Brunetta non ha mai definito fannulloni i disoccupati, ma al contrario quelli che percepiscono uno stipendio senza lavorare o facendo finta.
Quindi col dovuto rispetto, sognor Biani, di che cazzo va cianciando?
Vignette di questo tipo servono a mattere un po’ di paura a gente come Brunetta, ha voluto creare consenso screditando una intera categoria?ne subisca le conseguenze!!
Ripeto, un po’ di paura non fa mai male, serve a far si che i nostri “governanti” non vadano troppo in là nel fare certe leggi.
Nel caso qualcuno decidesse di far fuori Brunetta? ben venga, certamente non piangerò per il povero ministro…