Fini: ipotesi di alternativa a Berlusconi. Reale?

21/04/2010 - Il presidente della Camera nella notte più lunga: tra ribellioni e maggioranze ipotetiche, ambizioni e pensieri di dialogo con Tremonti e Lega Il menu’ sarà servito “à la carte” domani, nella riunione della Direzione Nazionale del PDL e c’e’ da

     
 

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Il presidente della Camera nella notte più lunga: tra ribellioni e maggioranze ipotetiche, ambizioni e pensieri di dialogo con Tremonti e Lega

Il menu’ sarà servito “à la carte” domani, nella riunione della Direzione Nazionale del PDL e c’e’ da scommettere che le pietanze politiche saranno bollenti. Qualche anticipazione sul contenuto del discorso che il Presidente della Camera terra’ nell’ assise di domani gia’ circola e si sa che sara’ un intervento di alto profilo, molto istituzionale, stilato appositamente per marcare la linea di divisione culturale e politica che separa Fini da Berlusconi.

UN RUOLO ISTITUZIONALEFini punterà ad esaltare il suo ruolo istituzionale, la sua figura di uomo politico perfetto rappresentante della trasversalita’ dell’ istituzione che gli è stata affidata ( e che proprio oggi il suo ex-colonnello La Russa ha definito “una scelta sciagurata” ). Sull’ altra sponda del fiume lo attende un Berlusconi per nulla intenzionato a recedere di un millimetro dalle proprie posizioni e deciso a far morire nella culla l’idea di una corrente di minoranza gestita dall’ ormai ingombrante cofondatore del PdL. In queste ora volano sia i falchi che le colombe e , anzi, c’e’ chi non ha ancora deciso da che parte stare , come il sindaco Gianni Alemanno che tesse per la pacificazione e intanto firma un documento di La Russa e di un’ altra settantina di ex-finiani che hanno messo nero su bianco la loro volonta’ di seguire il PdL targato Berlusconi senza se e senza ma“.

LA POPOLARITA’Fini gongola di sondaggi che lo vedono gradito a un buon numero di Italiani ma deve certificare che ben oltre il 60% dei suoi eletti gli hanno voltato le spalle (vuoi per divergenze di linea politica, vuoi per il fatto che per molti la politica e’ ormai un lavoro, una occupazione vera e propria e quindi, perdere il seggio e’ un danno nemmeno pensabile). Storie di ordinaria casta, di intrighi e inciuci di palazzo, di porcate e stilettate senza vergogna. L’ Italia della crisi, dei disoccupati , della disperazione, e’ costretta ad assistere impotente a questa ennesima puntata di una telenovela indigesta. Molte testate italiane (di parte berlusconiana) stanno ad arrovellarsi il cervello nella estenuante conta di quanti siano i finiani disposti all’ammutinamento e pensano che il signor Fini sia davvero in crisi e “perda i pezzi“. E’ questo un grave errore di sottovalutazione politica nei confronti del segretario di quella che fu Alleanza Nazionale, perche’ e’ impensabile ed incredibile che un uomo con tanta esperienza di palazzo e di potere, sia cosi’ imbelle da andare alla guerra aperta senza avere le spalle coperte.

LA SUCCESSIONE - Altro grave errore, che testimonia il basso profilo della nostra classe politica, e’ quello di pensare che il signor Fini abbia messo su tutta questa cagnara solo per arrivare ad essere il “capo” di una corrente di minoranza destinata a contare meno di niente nelle gerarchie interne del PdL. Fini, invece, punta al bersaglio grosso, e cioe’ a detronizzare Berlusconi spodestandolo completamente e consegnandolo alla storia in via definitiva. La linea del Piave e’ rappresentata dal numero 27 , cioe’ da quel gruppo minimo di deputati in grado di mandare sotto (alla Camera) la maggioranza di governo. Con 27 fedelissimi, ultrablindati e messi già’ da tempo al riparo da ricatti e offerte (“blandizie” è  il termine carino che viene usato in questi giorni per definire la campagna acquisti che e’ stata messa in moto subito dopo l’incontro Berlusconi-Fini andato malissimo) i finiani possono sfiduciare il governo come e quando vogliono.

I RISCHI -  Ma e’ ovvio che non basta costringere Berlusconi a salire al Quirinale e rassegnare le dimissioni nelle mani di Napolitano, poiche’ se si giungesse realmente al voto anticipato , per Fini e soci sarebbe un massacro senza vie di fuga, vista la capacita’ di “reazione elettorale” che il premier sa suscitare ad ogni tornata di voto. La sponda necessaria a Fini per attuare il suo progetto e’ quella del Presidente della Repubblica che e’ l’ unico ad avere il potere di sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni. Se, pero’, Napolitano, prima di decidere per il voto anticipato, provasse a sondare il terreno per vedere se ci sono gli spazi per una nuova maggioranza, affidando un incarico esplorativo proprio a Fini, non ci sarebbe nessuno scandalo e pochi avrebbero da ridire. E’ a quel punto che il dissidente Fini calerebbe l’ asso scoprendo le carte che ora sono sotto al tavolo: una nuova maggioranza e’ possibile ed esiste gia’. Include i centristi, gli ex democristiani, i teodem, i rutelliani e pure il PD ma non bastano , ad essi serve il soccorso proprio di quella Lega di Bossi che ogni giorno si proclama “fedelissimo” di Silvio. Agli analisti piu’ attenti non sono sfuggite le parole di elogio pronunciate proprio ieri da Fini nei confronti del ministro (in quota Lega) Tremonti. “Se non fosse stato per Tremonti l’Italia sarebbe finita come la Grecia! “, parole dette da quello stesso Fini che piu’ di una volta aveva chiesto ed ottenuto la testa proprio del buon Giulio. Anche il ruolo di pompiere , atto a raggiungere una ricomposizione tra le parti in guerra, intrapreso da uno come Umberto Bossi sembra una palese stonatura se rapportato con l’ indole battagliera del senatur. “Alla Lega interessa solo la promulgazione dei decreti attuativi per il federalismo” e’ questo il mantra che nelle ultime ore sta riempiendo il transatlantico.

NON SI PUO’ FARE – Bossi sa bene che un Berlusconi indebolito e costretto a sostenere il governo con “le stampelle della Montalcini “, cosi’ come fece Prodi , significa mettere una pietra sopra ad ogni ipotesi federalista e questa e’ una cosa che il padano non puo’ permettersi perche’ potrebbe condurre allo sfaldamento del largo consenso di cui oggi la Lega gode. Ecco quindi chiudersi il cerchio con la Lega pronta a cambiare sponda ( come ha gia’ fatto altre volte nel suo recente passato), essendo garantita da un Tremonti forte e da un patto stretto con la benedizione di Confindustria e di quel Montezemolo che , con tempismo svizzero, ha lasciato la guida della Fiat. Un Berlusconi che finisce all’ opposizione anche solo per una settimana, diventa assai vulnerabile e con tutti i procedimenti giudiziari che ha in corso – senza lodi e impedimenti- sara’ costretto ad espatriare cosi’ come fece Craxi.

     
 

3 Commenti

  1. Charly scrive:

    Magari…

  2. Lorenzo scrive:

    Vista cosi non fa una piega.

  3. Pingback: Fini: ipotesi di alternativa a Berlusconi. Reale?- Rivistaeuropea

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