I tre neo ministri economici, ognuno con pesante eredità sulle spalle, tirano il freno a mano predicando cautela. Tremonti si è perso l’extragettito, Sacconi rispolvera gli incentivi a restare al lavoro e Scajola inventa la liberalizzazione socialmente dolce. E le promesse elettorali?
Non si può giudicare un governo in 72 ore, d’accordo. Però con tutte queste mani avanti messe sui giornali e in tv ci si può fare un’idea di quello che Tremonti & Company hanno in testa di fare in concreto. Magari sperando che la prima impressione sia sbagliata. Nessuno con un briciolo di
cervello può negare che non si navighi nell’oro o che la situazione internazionale sia di scarso aiuto, ma la corsa a renderla difficile sembra iniziata e, quando ci si appella alla gravità del momento, è meglio non farsi illusioni.
CACCIATE IL TESORETTO – Tremonti è stato il più pessimista, anche per scalare la classifica di vendita de “La Paura e la Speranza”, oggi sul gradino più basso del podio. Dalla Annunziata ha quantificato in un misero “zero” il periodico tesoretto al quale ci aveva dolorosamente abituati il governo Prodi, colpevole di aver fatto la cicala e di aver speso tutto quello che aveva incassato. Certo, c’è anche lo stallo interno con l’IVA in calo e la situazione internazionale che complotta, ma si avverte la voglia di crearsi il solito alibi di inizio legislatura: non potendo rimproverare buchi di bilancio (la UE ha appena chiuso la procedura di infrazione per eccesso di deficit, raccomandandosi di insistere), ci si aggrappa a quello che c’è. Tanto più che per rispettare la consegna del pareggio di bilancio nel 2011, il rapporto deficit-PIL andrebbe ulteriormente ridotto di mezzo punto all’anno nei prossimi due, cioè dall’attuale 2,3-2,4% all’1,4% e allo 0,9%. Ma è inutile ricordare che durante la campagna elettorale Berlusconi aveva promesso tutt’altro: taglio dell’Ici e detassazione degli straordinari (una decisione, la seconda, che privilegerà comunque la quantità di lavoro offerto e non la sua produttività; i liberali alle vongole, naturalmente, tacciono soddisfatti) da subito. Ora, i denari per questi provvedimenti devono venire fuori per forza: dalla riduzione alle spese dello Stato, come auspica sadicamente Bersani? Pacta sunt servanda.
AH, IL WELFARE! – Numeri da circo anche per il neo-responsabile del welfare, Maurizio Sacconi. Quando
il governo Prodi varò la sua pessima riforma delle pensioni disse che quella era una “controriforma” che avrebbe “mandato in rovina il paese”. Ora, però, non si sogna nemmeno di toccarla, e dice che il governo punterà sugli incentivi per chi decide di continuare a lavorare. Sappiamo tutti però che non servono a risolvere il problema, ma in compenso sono assai graditi ai percettori di redditi medio alti, utilissimi a rallentare ulteriormente il ricambio generazionale nel mercato del lavoro e un ottimo sistema per tenere in frigorifero le ambizioni dei giovani in carriera. Ovviamente per dire che si dovrebbe applicare il pro-rata contributivo a tutti, senza eccezioni, ci vuole più fegato e la disponibilità a farsi qualche nemico tra coloro che hanno tutti gli interessi a difendere la loro rendita di posizione.
PERICOLOSE LIBERTÀ – A chiudere il trittico ci pensa il responsabile delle Attività Produttive Claudio
Scajola il cui concetto di sviluppo economico pare debba fondarsi sulle liberalizzazioni “sane”, vale a dire quelle neutre sul fronte dell’ordine pubblico. Perché, a giudizio del ministro, bisogna accuratamente evitare liberalizzazioni “potenzialmente foriere di tensioni nella società”. Respirone di sollievo per l’intero sistema corporativo nazionale che continuerà ad imperversare sereno senza dover temere alcunché da alcuno. Basterà minacciare qualche piazzata per rientrare nell’alveo del prevalente interesse alla garanzia della tranquillità sociale e fine delle ambizioni riformatrici. I tassinari ringraziano sentitamente.
RIALZATI, ITALIA! - Ecco, appunto. Berlusconi ha chiesto un’ampia maggioranza all’elettorato e l’ha chiesta per cambiare questo vecchio scarpone in un sistema un tantino meno oligarchico, meno chiuso e meno incline a servire i potentati di turno. Per tutto questo gli è stata concessa, ben sapendo che il compito era - ed è – ai limiti delle possibilità umane. E non tema Tremonti: sappiamo perfettamente che la promessa elettorale non coincide con l’azione di governo, ma sappiamo anche riconoscere un’abdicazione da un tentativo non coronato dal completo successo. Generosamente, ci si accontenterebbe anche soltanto del secondo.

























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
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Per favore, non cominciamo con le scuse : Giornalettismo…
I tre neo ministri economici, ognuno con pesante eredità sulle spalle, tirano il freno a mano predicando cautela. Tremonti si è perso l’extragettito, Sacconi rispolvera gli incentivi a restare al lavoro e Scajola inventa la liberalizzazione socialm…
Chi per questi mari va……
Però direi di aspettare. In fondo possono anche fare peggio
Esattamente. Tipo agire in gioiosa continuità col dilettantismo dei predecessori tutti.
ORA VEDIAMO COSA FA IL MAGO BERLUSCA…..
NIENTE, ZERO, NADA COME HA SEMPRE FATTO
Allora non è lui la casuaa di tutti i mali nostrani! Caspita, si scopre un mondo.
non pretendete miracoli da un governo che a 72 ore di vita l’eredita e pesante quindi non criticate chi non si e ancora messo al lavoro perche senno fate solo commenti inutili!
sapete dire solo stupidaggini!!!!!
ha scelto la maggioranza della gente perche’ non vi e’ ancora chiaro perche’?????????
non pretendete miracoli da un governo che a 72 ore di vita l’eredita e pesante quindi non criticate chi non si e ancora messo al lavoro perche fate solo commenti inutili!
Caro domenico stai al balcone e guarda gli sviluppi dei prossimi giorni! prima di commentare!
No, Domenico. Non mi è chiaro. Me lo spieghi tu perchè io ho votato Berlusconi (sia alla Camera sia al Senato). Ti prego, erudiscimi.
non dirglielo altrimenti gli cadono tutti i riferimenti che contano nella vita!
(comunisti=nemici) fingi di essere comunista, presto!
bel post
Però però Mauro.
A parte il cucù il tesoretto non c’è più, che pure conoscendo il Tremonti c’era quantomeno da immaginarselo a meno che uno non dia l’ impressione di non essersi mai levato il ciuccio, questo era il loro Programma.
Welfare, detassazione sugli straordinari ecc ecc.
Ora, o uno ammette di non esserselo nemmeno sfogliato e allora va bene. Si chiama appartenenza.
Oppure non capisco la lamentatio a posteriori
Toh Mthrandir ha scoperto che il centrodestra italiano, capitanato da un oligopolista cresciuto a finanziamenti massonici (se non peggio) e appoggi politici, non è liberale.
La scoperta dell’acqua che bagna e del sole che scalda è attesa per domani
Perchè la sinistra cosa ha fatto, caro AG? E le coop? Non sono da meno?
ahahaahahah
A me non sembra che ci siano differenze! Ladri da entrambe le parti!
Massonici da entrambe le parti. Sul liberale la sinistra, o il centro sinistra, lo è meno, molto meno! E’ che quest’ultima che sa nascondersi bene, conosce il suo gregge e sa bene quali trucchetti usare con loro!Re
Tess, se si andasse a votare per il meglio, capirei. Invece, da sempre, si va per il meno peggio. Bene, di fronte al salario minimo a euro mille, che vuol dire piombare tutti coloro che son su quella soglia nel mercato nero costringendoli ad accettare la logica delle miniere belgiche di inizio ‘900, la scelta non era mica tanto facile. Tanto è vero che sono stato a lungo deciso ad annullare la scheda. Poi Veltroni mi ha convinto con l’effetto annuncio spacciandosi per uno che stava ad una incollatura. Quindi, ti invito a mandare una mail di protesta al loft:-)
AG, nella corsa degli illiberali Berlusconi non sta da solo. Nè sta da solo il centrodestra. Ricordi il preambolo del programma del piddì, ove si recitava che la libertà del singolo è santa nei limiti stabiliti dal bene comune. Ecco, a me ’ste cose ancora mi spaventano. Sul resto mi taccio per decoro, che dillà non è che Maria Goretti abbia avuto molto successo:-)
A Replico dico solo che un poco di sano qualunquismo salverà il mondo. O meglio, non eviterà la catastrofe, ma potremmo ben dire che non saremo noi a mostrarci sorpresi:-)
Sinceramente caro Mthrandir del programma del PD quello che a me spaventa non è certo l’affermazione che tu estrapoli, che è la base di qualunque convivenza un minimo civile e pertanto scontata e trita all’inverosimile, quanto l’abbandono del rigorismo di matrice Berlinguer-Andreatta che è stato la spina dorsale dei due governi Prodi per un indefinito (ed indefinibile) kennedismo di fuoriporta. Poi aspetto di parlare con Greg per poter scrivere in modo più approfondito sul tema e non solo con facili battute ad effetto.
AG, ognuno è libero di considerare spaventevole ciò che crede. Nel merito, io trovo che quanto tu consideri civile sia profondamente antidemocratico visto che il bene comune ci vuol pur sempre qualcuno che lo definisca. Tu la consideri piccola cosa, per me è il fondamento di una democrazia liberale: personalmente, posto che il bene comune ha almeno 58 milioni di definizioni diverse, che ci sia qualcuno che se ne fa interprete nel mio interesse, e lo scriva chiaro e tondo, me lo rendo automaticamente invotabile. Prodi un rigorista? Si, come Materazzi. Non vedo rigore in politiche economiche centrate sulla massimizzazione dei ricavi fiscali per finanziare una spesa corrente che paga servizi da terzo mondo. Poi, si, ha incassato più di quanto abbia speso, avvalendosi di un periodo di un anno e mezzo di crescita maggiore sulla quale non può rivendicare meriti specifici. Anzi, può solo dire di averci fatto crescere meno di quanto sarebbe stato possibile. Un rigorista avrebbe tagliato la spesa, in quella fase, non aumentato le tasse.
Qualunque stato, inteso come comunità di persone insistenti in determinato luogo, ha un fondamento etico in base al quale decide cosa è il “bene comune” e sul quale fonda il suo patto sociale. Chi dice il contrario ciurla nel manico, cioè ha un suo concetto di stato etico che ritiene evidentemente meglio perseguibile se lasciato nascosto.
E lasciamo stare il concetto liberista anglosassone di “stato non etico” che è fermo ancora al Robinson Crusoe di Defoe, attuabile giusto in una isola deserta avendo Venerdì come servo-amico.
Mauro, io le lettere di protesta al loft le mando, ma per robe serie.
A te, visto che sei persona ragionevole, t’avrebbe dovuto terrorizzare più che il Veltroni, la cagata sulla detassazione degli straordinari che non aumenta per niente la produttività ( parole di Mthrandir, mica di un Epifani qualsiasi ). Non solo, ma che abbandonando completamente l’ipotesi di politica dei redditi, uno, privilegia pochissime persone, due, ingigantisce le differenze salariali tra uomini e donne
Il problema è che, partendo da lì, non si può stabilire un limite all’eticità e si finisce a vivere in uno stato nel quale vigono 150 mila leggi su tutti gli argomenti del mondo cosicchè ognuno è libero non di fare tutto ciò che non sia vietato, ma esclusivamente ciò che sia formalmente permesso. A puro titolo di esempio, anche se non del tutto in topic, per una quota consistente di italiani residenti nello stivale, uno dei “beni comuni” della società si difende limitando la possibilità di fare famiglia tra persone di sesso diverso, per altri estendendo tale diritto. Per me, che sto in mezzo, semplicemente lasciando l’individuo libero di fare nella sua privata vita quela cazzo che voglia senza voncoli da codice civile. E siamo a tre concezioni diverse.
Tess, semplicemente ho valutato, tra le due proposte da dilettanti, quella che ho giudicato meno deplorevole. Perchè mica mi hai risposto sul salario minimo, mentre io me le dico anche da solo sul programma che ho votato:-)
bambini!
su, su, basta litigare che è l’ora della merenda!
oggi abbiamo pane e cioccolata e un bel bicchierone di latte!
Vorrei ricordare a tutti gli smemorati di questo blog che durante la campagna elettorale,mentre dal PD veniva sbandierato l’ennesimo tesoretto,il ministero del tesoro del GOVERNO PRODI ne smentiva l’esistenza .
Basta tornare indietro e andare a controllare i conti dello Stato, imputabili al trascorso governo.
sefirot2.
Uff Dir.
Lo sai che mi piace tirare le trecce al Mthrandir