Uno studio del John Jay College of Criminal Justice, riportato da Newsweek.com, sui casi di violenze su minori avuti dal 1950 al 2002 dimostra come anche le ragazzine siano vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti, soprattutto se più piccole d’età rispetto ai maschietti.
Ancora rimbombano nella nostra mente le parole di mons. Bertone circa la relazione che intercorrerebbe tra omosessualità e pedofilia. I fatti, Deo gratias (è
proprio il caso di dirlo), smentiscono questa sciocchezza estemporanea. Il recente caso, ripreso dal New York Times, di un sacerdote che ha abusato di due ragazzine in Minnesota e al quale è stato poi consentito di fuggire in India, invece di rispondere alla giustizia per i reati commessi, ha attirato finalmente l’attenzione su una categoria di vittime di tali crimini sinora ignorata: le giovani ragazze. Anche se si è constatato che ci sono più vittime di sesso maschile rispetto quello femminile, è emersa un’altra drammatica verità: il numero di abusi sessuali subiti da ragazze minori di 8 anni è decisamente superiore rispetto quello degli abusi subiti dai ragazzi della stessa età. Dunque le ragazzine più piccole d’età tendono ad essere più facilmente vittime di violenze rispetto ai loro coetanei di sesso maschile.
LO STUDIO – Secondo Margaret Smith Leland, responsabile dello studio condotto dal John Jay College of Criminal Justice, tra il 1950 e il 2002, ci sono state 246 ragazze sotto gli 8 anni che sono stati abusate sessualmente da preti (che rappresentano il 14 per cento di tutte le vittime di sesso femminile), rispetto ai 236 ragazzi (3% di tutte le vittime di sesso maschile). Tuttavia le vittime preferenziali, a prescindere dal sesso, hanno un’età compresa tra 11 e 14 anni. Un altro dato rilevante è che vi è una maggiore incidenza di vittime con età superiore ai 14 anni, quando la violenza è esercitata da un prete su una sola vittima (tra le vittime con età compresa tra i 15 e 17 anni il 27 % sono ragazze e il 34% sono ragazzi ). In questa fattispecie la durata della violenza ha una durata media di un anno. Al contrario, quando il sacerdote abusa di più vittime, la durata si dilata fino a 5 anni. Gli abusi su minori da parte del clero cattolico hanno raggiunto il picco tra il 1960 ed il 1980, subendo successivamente una decisa flessione, sebbene la maggior parte delle violenze siano state denunciate solo dopo il 1992.
L’ABUSO E’ UGUALE PER TUTTI – La dott.ssa Smith ci tiene a sottolineare come lo studio, che è stato commissionato e finanziato dalla Conferenza Nazionale dei Vescovi Cattolici, continua a confermare, alla luce dei nuovi abusi emersi e prontamente girati al team di ricercatori dalla Chiesa, le stesse tendenze in termini di sesso, età e di date in cui l’abuso si è verificato. Di diverso avviso è Ernie Allen, presidente del National Center of Missing and Exploited Children (Centro Nazionale di bambini scomparsi e sfruttati): due terzi delle vittime di molestie sono ragazze, anche se autori di reati verso i ragazzi tendono ad avere un gruppo più ampio di vittime. Dichiara Allen: “Per [gli autori di reati] questa non è mancanza di giudizio, è uno stile di vita”.




il motivo per il quale le vittime sono piú i maschi che femmine é SOLO perché i maschi possono fare i chierichetti, le femmine no.
quindi far girare i maschietti per la canonica dá meno nell’occhio…
é facile, é perverso, é strumentale e mostruoso!
Io ho avuto delle colleghe chierichette quando ero ggiovane e pio.
ecco perché volevano mandarmi a messa, invece di fare il fottuto ateo idealista che la domenica mattina se la dormiva fino a tardi.
Semplicemente schifato!