Amore senza Fini

17/04/2010 - Ieri sera il “Divorzio all’italiana” è andato in scena anche in tv, durante la trasmissione di Gianluigi Paragone. Nel partito dell’ amore sono botte da orbi e lo scontro visto ieri sera durante la trasmissione “L’ ultima parola ” su

     
 

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Ieri sera il “Divorzio all’italiana” è andato in scena anche in tv, durante la trasmissione di Gianluigi Paragone.

Nel partito dell’ amore sono botte da orbi e lo scontro visto ieri sera durante la trasmissione “L’ ultima parola ” su Rai due e’ stato piu’ eloquente di mille dichiarazioni. I finiani Urso, Bocchino e Valditara si sono azzuffati con molta veemenza con Lupi e Santanche‘ che prendevano le parti di Berlusconi.

UNA ROTTURA IRREVERSIBILE - Cio’ che si e’ percepito e’ stato il sapore di una rottura tanto irreversibile, quanto studiata a tavolino. L’ acredine mostrata dagli exaennini era cosi’ viscerale che non la si era mai vista neanche nei confronti della sinistra. Per il gruppo finiano c’ e’ una sola parola d’ ordine “perentoria e definitiva ” , come ebbe a dire Mussolini , ed e’ quella di “andare avanti ” nella prosecuzione dello scontro. Fonti interne al gruppo aennino non fanno mistero che ” siamo pronti ad una azione forte e decisa” e il tono che si nota e’ quello di un clima davvero rovente. Il progetto di Fini di affossare il cavalier Berlusconi per riuscire a prenderne il posto e’ noto sin dai primi mesi del 2009 e, quando ebbi modo di scriverne in maniera piuttosto circostanziata (rivelando i passi che sarebbero stati fatti contestualmente da Rutelli, dai Teodem, da Casini etc etc ) , raccolsi piu’ battute di derisione che commenti sensati.

SEGNALI DI FUMO E POCO ARROSTO – Per comprendere cio’ che sta succedendo e’ infatti necessario non limitarsi alla sola compagine finiana ma occorre valutare complessivamente tutti i piccoli terremoti, scissioni, distinguo, che in questi mesi si sono succeduti con una certa frequenza e che mirano a portare verso nuovi equilibri il quadro politico italiano. In molti si scervellano a contare quanti siano i deputati ed i senatori della fronda aennina disposti a seguire il presidente della Camera sino alle estreme conseguenze, ma il punto non è numerico, bensì politico. Fini non e’ né ingenuo né sprovveduto e in questi mesi ha compiuto una serie di atti sapientemente studiati a tavolino che lo hanno portato a distinguersi dalla politica di Berlusconi e ad avvicinarsi a posizioni di centrosinistra .

RADICI E FUTURO – Verrebbe da pensare che Fini rappresenti “il nuovo” , cioe’ una proposta futura e futuribile di una destra ex-missina latrice di nuovi fermenti e nuove idee svincolate da ogni ortodossia ideologica e da ogni retroterra di appartenenza. Gia’ dalle colonne di Fare Futuro, infatti, in piu’ di qualche occasione si e’ parlato apertamente del sentire le proprie radici non come un mezzo di sostegno ad una costruzione in fieri , quanto piuttosto un ostacolo ed un impedimento ad aprire a nuovi e piu’ arditi scenari. In realta’ quella espressa da Fini e’ una proposta reazionaria e restauratrice in quanto egli , seppure con un vestito nuovo di zecca , va ad incarnare e difendere gli interessi di quei poteri forti ( finanziari, bancari, giudiziari, nazionali e transnazionali) che temono di vedere intaccata la loro rendita di posizione dall’ azione riformatrice messa in campo con tanta veemenza dal premier.

IN MANO AD ALTRI - Fini le riforme non le vuole, non le gradisce per niente. Egli gioca questa partita come braccio armato in mano ad altri e la sua azione , i suoi capricci, non sono mai atti isolati e impetuosi. Il Presidente della Camera punta a ricoprire il ruolo di premier, vuole assaggiare il posto di comando e questo fa parte del suo ego personale e della sua storia ed e’ disposto a mettere insieme e ad essere strumento di forze ben piu’ grandi di lui che gli hanno assicurato pieno sostegno e mezzi infiniti. Gli esperti di analisi politica internazionale vi vedono la mano degli statunitensi che non hanno mai perdonato a Berlusconi il fatto di aver consolidato un asse Russia-Italia che va pericolosamente fuori dagli schemi dell’ atlantismo al quale l’Italia “liberata” si e’ dovuta piegare a forza da oltre sessant’ anni. Dietro all’ azione di affondamento del PDL c’ e’ ben altro che la conta di quanti Bocchino, Urso e soci sono disposti ad immolarsi e di questo , credo, sia necessario che tutti ne prendano coscienza. Non e’ questa una tappa del giro d’Italia ma e’ e sara’ una vera e propria guerra sanguinosa e con molti colpi bassi. “Non ci saranno prigionieri” con questa frase sono stato congedato in tardissima serata da un esponente di An e credo voglia significare l’ estrema sintesi di cio’ che accadra’ nei prossimi giorni.

     
 

5 Commenti

  1. gregorj scrive:

    non credo sinceramente che ci siano poteri finanziari dietro Fini: se si avvicineranno, lo faranno soltanto nel caso, piuttosto improbabile, che vinca od ottenga qualcosa.

  2. Amadiro scrive:

    “l’azione riformatrice del premier”?

    Immaggino le lobby di banchieri disperati per il lodo Alfano, lo scudo fiscale, il leggittimo impedimento…

  3. sì davvero una veemente azione riformatrice :-)

    tra poco ritornano anche le tariffe minime

  4. sandro scrive:

    Fini rappresenta la vecchia politica dei poteri finanziari.

    Berlusconi rappresenta la nuova politica: dinamica, forte, decisionista, riformatrice. L’esatto opposto della restaurazione del vecchio da parte di Fini

  5. marianna scrive:

    Fini è un vecchio politicante che da delle chiacchiere vuote e del voltagannaismo la sua bandiera.

    Berlusconi è amato dalla gente

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