Interni

Il signor B. e le donne

12 maggio 2008

Prestigiacomo, Carfagna, Meloni e Gelmini: Silvio le svezzerà personalmente (parole sue). E c’è già chi si lamenta per l’eccessiva presenza femminile nell’esecutivo. Meglio che stiano lontano dal potere, per qualcuno: i bottoni possono solo attaccarli con ago e filo, cominciare a pigiarli no

Berlusconi ha già detto che le ministre le “svezzerà” personalmente, e, se voleva dar adito a valanghe di doppi sensi, il primo obiettivo è centrato appieno. Ma, del resto, è inutile: si può parlare quanto si vuole e per quanto si vuole di parità fra uomo e donna, di rispetto per le differenze e di integrazione; però poi, quando le donne arrivano ai posti di comando, le battute che vengono loro riservate, le osservazioni che le accompagnano sono sempre in bilico fra lo stupore falso-politicamente corretto e il pecoreccio spicciolo, cioè fra chi fa notare che è vero che sono donne, ma soprattutto intelligenti e competenti (quasi queste fossero due anomalie genetiche per chi si ritrova un doppio cromosoma X) e chi sogghigna dicendo che sono state messe lì principalmente perché decorative e bonazze.

PARINOPPORTUNITA’ - La più nota è Stefania Prestigiacomo, neo ministro dell’Ambiente, e già ministro delle Pari Opportunità nei precedenti governi Berlusconi. Non si conoscono sue competenze specifiche nel settore ambientale, ma le sue posizioni e dichiarazioni in favore della Legge 194 e del referendum contro la legge 40 sulla fecondazione assistita hanno fatto scalpore, procurando dei mal di pancia a più di un collega di partito. Si è battuta in favore delle quote rosa, e ha appoggiato leggi più restrittive contro la pedofilia e la violenza sessuale. Un curriculum, che, onestamente, avrebbe dovuto garantirle, più che altro, la riconferma al precedente ministero e che invece, secondo qualche malalingua, è la causa della sua esclusione da esso. Ora, i soliti maschioni dotati di greve senso dell’umorismo, le hanno già tolto il titolo di “miss parlamento” per affidarlo alla Carfagna, mentre la nuova e palese relazione di Gianfranco Fini ha tolto fiato a chi sosteneva che fra i due vi fosse una spiccata simpatia. Potrebbe essere per la Prestigiacomo l’occasione buona per essere valutata come ministro, e non come pin up del Parlamento. A lei sfruttarla appieno. La più chiacchierata è invece, ma da sempre, Mara Carfagna. Togliamoci subito il pensiero: è bella, bellissima, roba da far girare la testa a qualsiasi uomo e procurare eccessi di bile a qualsiasi donna, al di là di ogni credo e schieramento politico. Come portavoce, è stata più brava della Gardini, ma non ci voleva molto. Come curriculum ha dalla sua una partecipazione a Miss Italia e una serie di scatti bollenti che sono ormai riproposti su tutti i giornali e siti internet. Per ora è stata salutata come il ministro più bello del mondo. Prima di impallinarla, lasciamole tempo di dimostrare se se lo merita davvero.

Un commento a Il signor B. e le donne

  1. sam

    Mi sembri molto ottimista sulla Carfagna. Onestamente non vedo molti nessi tra le affermazioni (in realtà erano citazioni) sui gay “incostituzionalmente sterili”, più molte altre sciocchezze piuttosto razziste e il ministero per le pari opportunità.
    A lei però gli onori delle armi, per essere arrivata dove tante, tante, tante, tante altre hanno fallito.

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