Prestigiacomo, Carfagna, Meloni e Gelmini: Silvio le svezzerà personalmente (parole sue). E c’è già chi si lamenta per l’eccessiva presenza femminile nell’esecutivo. Meglio che stiano lontano dal potere, per qualcuno: i bottoni possono solo attaccarli con ago e filo, cominciare a pigiarli no
Berlusconi ha già detto che le ministre le “svezzerà” personalmente, e, se voleva dar adito a valanghe di doppi sensi, il primo obiettivo è centrato appieno. Ma, del resto, è inutile: si può parlare quanto si vuole e
per quanto si vuole di parità fra uomo e donna, di rispetto per le differenze e di integrazione; però poi, quando le donne arrivano ai posti di comando, le battute che vengono loro riservate, le osservazioni che le accompagnano sono sempre in bilico fra lo stupore falso-politicamente corretto e il pecoreccio spicciolo, cioè fra chi fa notare che è vero che sono donne, ma soprattutto intelligenti e competenti (quasi queste fossero due anomalie genetiche per chi si ritrova un doppio cromosoma X) e chi sogghigna dicendo che sono state messe lì principalmente perché decorative e bonazze.
PARINOPPORTUNITA’ - La più nota è Stefania Prestigiacomo, neo ministro dell’Ambiente, e già ministro delle Pari Opportunità nei precedenti governi Berlusconi. Non si conoscono sue competenze specifiche nel settore ambientale, ma le sue posizioni e dichiarazioni in favore della Legge 194 e del referendum contro la legge 40 sulla fecondazione assistita hanno fatto scalpore, procurando dei mal di pancia a più di un collega di partito. Si è battuta in favore delle quote rosa, e ha appoggiato leggi più restrittive contro la pedofilia e la violenza sessuale. Un curriculum, che, onestamente, avrebbe dovuto garantirle, più che altro, la riconferma al precedente ministero e che invece, secondo qualche malalingua, è la causa della sua esclusione da esso. Ora, i soliti maschioni dotati di greve senso dell’umorismo, le hanno già tolto il titolo di “miss parlamento” per affidarlo alla Carfagna, mentre la nuova e palese relazione di Gianfranco Fini ha tolto fiato a chi sosteneva che fra i due vi fosse una spiccata simpatia. Potrebbe essere per la Prestigiacomo l’occasione buona per essere valutata come ministro, e non come pin up del Parlamento. A lei sfruttarla appieno. La più chiacchierata è invece, ma da sempre, Mara Carfagna. Togliamoci subito il pensiero: è bella, bellissima, roba da far girare la testa a qualsiasi uomo e procurare eccessi di bile a qualsiasi donna, al di là di ogni credo e schieramento politico. Come portavoce, è stata più brava della Gardini, ma non ci voleva molto. Come curriculum ha dalla sua una partecipazione a Miss Italia e una serie di scatti bollenti che sono ormai riproposti su tutti i giornali e siti internet. Per ora è stata salutata come il ministro più bello del mondo. Prima di impallinarla, lasciamole tempo di dimostrare se se lo merita davvero.
GIORGIA ON MY MIND - Alle Politiche Giovanili è finita invece Giorgia Meloni, 31enne. La ragazza si è
già distinta per una girandola di dichiarazioni, dai precari-eroi (ma solo quelli con figli, e gli altri?) a quella sul rispetto dovuto alle “giovani vittime” del terrorismo (quelle anziane? Quelle di mezza età?). Attiva è attiva, dunque, spigliata pure: se riesce anche a darsi una calmata e a evitare di infilare l’aggettivo “giovane” davanti a qualsiasi parola pronunci, a prescindere dal problema che deve affrontare, potrebbe anche risultare simpatica. Se son giovani, come dire, cresceranno. Un mistero rimane, invece, il perché all’avvocato Mariastella Gelmini, 35 enne, sia stato affidato il Ministero dell’Istruzione, dato che nel suo curriculum c’è soltanto un passato da assessore al territorio (in Provincia a Brescia), qualche inconveniente nel Consiglio Comunale di Desenzano e un impegno come membro nella Giunta autorizzazioni a procedere in Parlamento durante la passata legislatura. Insomma, onestamente l’ultima volta che si è occupata di scuola, probabilmente era da studentessa. È però l’autrice del Progetto di Legge “per la promozione e l’attuazione del merito nella società, nell’economia e nella pubblica amministrazione“. Ah, sì, era a fianco di Berlusconi nel momento in cui fondava il PDL in piazza S.Babila: forse aver resistito al cosiddetto “Discorso del Predellino” è un merito sufficiente per ottenere in cambio un ministero nella pubblica amministrazione medesima.
L’OMBRA DEL GOVERNO - Nel governo ombra di Veltroni, invece, gli incarichi alle donne sono stati nove, assegnati senza particolari traumi e mugugni da parte di maschietti esclusi. Ma siamo nel centro sinistra, e lamentarsi per le donne che avanzano non solo sarebbe politicamente scorretto ma anche molto stupido: inutile rognare più di tanto, visto che non si tratta mica di posti reali.Le donne avanzano, quindi, sia al potere che all’opposizione. Certo, rimangono sempre quelle da svezzare nella nursery, o da tenere all’ombra di incarichi virtuali. Ma intanto ci sono, con buona pace dei giornalisti, opinionisti e commentatori anche autorevoli (da Facci a Feltri) che già lamentano una eccessiva presenza femminile nelle stanze dei bottoni. Si sa, le donne, per certa gente, è meglio che stiano lontano dal potere: i bottoni possono solo attaccarli con ago e filo, cominciare a volerli pigiare no.
La Carfagna è di Gigionetworking. La vignetta è di Marcellopera
Mi sembri molto ottimista sulla Carfagna. Onestamente non vedo molti nessi tra le affermazioni (in realtà erano citazioni) sui gay “incostituzionalmente sterili”, più molte altre sciocchezze piuttosto razziste e il ministero per le pari opportunità.
A lei però gli onori delle armi, per essere arrivata dove tante, tante, tante, tante altre hanno fallito.