L’Emergency sotto casa: viaggio nella sanità dei clandestini

16/04/2010 - RICORDI E DIGNITA’ – Certo questa situazione del dottore è davvero singolare e gli chiedo se ha qualche aneddoto da raccontarmi. ”Aneddoti? Ne ho da scriverci un libro, ma lo scriverei soltanto se servisse a farci vergognare un poco… a noi

     
 

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RICORDI E DIGNITA’ – Certo questa situazione del dottore è davvero singolare e gli chiedo se ha qualche aneddoto da raccontarmi. ”Aneddoti? Ne ho da scriverci un libro, ma lo scriverei soltanto se servisse a farci vergognare un poco… a noi “civili ed evoluti“. Questa gente viene dagli angoli piu’ remoti del mondo, ognuno con la sua cultura, con la sua religione, con gli usi e persino con un personale concetto del corpo. Pensi che una volta un ragazzo indiano, avendo saputo che in alcuni paesi e’ possibile vendere i propri organi dietro compenso, e’ venuto a chiedermi quanto poteva tirarci su con i suoi pezzi di ricambio ed e’ stato molto deluso dalla notizia di non poter vendere il suo cuore perche’ non ne aveva un altro . Mentre in un’altra occasione un ragazzo bengalese, che era un privilegiato in quanto possedeva un regolare permesso, ha pensato di vestire i panni di un suo amico che di punto in bianco sveniva cadendo a terra come un sasso. Allora il ragazzo s’e’ fatto il giro dei Pronto Soccorso di Roma raccontando per filo e per segno ad ogni medico che incontrava che era lui quello malato che sveniva. Si e’ fatto visitare piu’ e piu’ volte, e’ stato sottoposto a TAC e analisi senza cavare un ragno dal buco, ovviamente.Nella sua ingenua furbizia aveva pensato che, raccontando i sintomi del suo amico ai medici dell’ospedale, fingendo che era lui a soffrirne, sarebbe riuscito a farsi dare una cura buona per il suo amico.

SONO UN MEDICO, NON ALTRO  -E se fosse passata la legge che obbligava i medici a denunciare i clandestini, lei come si sarebbe comportato, dottore?“ ”Faccio il medico, non lo spione. Prima delle leggi di un qualsiasi Stato, c’ e’ il giuramento di Ippocrate e li’ si parla di aiutare le persone per come puoi, senza distinzioni. Il resto sono quisquiglie di insignificanti politici che oggi ci sono e domani chissà. Questa gente ha attraversato il mondo per fame, per paura, fuggendo da guerre e genocidi, hanno affrontato il mare in tempesta su un guscio di noce e che uomo sarei io se mi tirassi indietro, se mi nascondessi dietro ad un articolo di codice? Sa, in Mali durante una vacanza, ho visto morire un bambino di sei anni di polmonite solo perche’ non c’era uno straccio di antibiotico nel raggio di 400 chilometri. Sono cose che non si dimenticano e che ti segnano a vita, se sei un uomo.”

UNA PAROLA E UN SORRISO - Mi rendo conto di aver fatto una domanda cretina, guardo i figli di Minu giocare con il camice del dottore tirandolo come fanno i cuccioli dispettosi. Il medico, con aria paziente, mette una mano in tasca e tira fuori due caramelle facendo esplodere la felicita’ di quei due bambini. Capisco che forse questo e’ davvero un angolo di giungla, dove le piccole cose hanno un sapore antico e dove mondi apparentemente inconciliabili trovano un punto di incontro e di consonante armonia. Il dottore fa un cenno a Minu facendole capire che vuole visitarla e l’accompagna dietro ad un paravento. La donna si incupisce, ha un’aria tesa e la trasmette anche ai bambini che cessano di colpo ogni attivita’ e rimangono fermi e zitti in un angolo. Dopo qualche minuto il medico torna alla sua scrivania e dice una frase incomprensibile ma in grado di rianimare i due piccolini. ”Ho detto che va tutto bene, gliel’ ho detto nella loro lingua, me l’hanno insegnato queste due piccole pesti, non so dire altro. – mi sorride il dottore.- Mi sento sollevato e grato per aver condiviso , anche solo per un attimo, la fragranza di rapporti umani veri, spogliati di ogni ipocrisia, di ogni sovrastruttura che noi occidentali siamo bravissimi a costruire per blindare il nostro egoismo. Buona fortuna Minu.

     
 

6 Commenti

  1. Tess scrive:

    Bravo Giovanni :)

  2. Nomenklatura scrive:

    Ho il testo della lettera del Premier a Karzai:

    Signorina… signorina, veniamo noi con questa mia adddirvi che… ch’è? Scusate se sono poke ma 4000 unità militari noi ci fanno specie che questannno, una parola, c’è stato una grande moria dei terroristi come voi ben sapete.:
    Questo contingente militare servono che voi vi consoliate per il dispiacere che avreta perche, aggettivo qualificativo, perche dovete rilasciare i nostri concittadini che il governo che siamo noi medesimo di persona vi mandano questo perche i nostri concittadini sono volontari che si devono curare i feriti e devono mantenere la testa al solito posto e cioè sul collo.;.;
    Salutandovi indistintamente il governo Italiano aperta parente che siamo noi chiusa la parente.

  3. AngelDevil scrive:

    Grazie Giovanni per la tua testimonianza piena d’umanità di un mondo così vicino, ma a volte sconosciuto a molti di noi.

  4. Z scrive:

    Eggià.

    Scommetto che i più si meraviglierebbero se si raccontasse loro che l’economia italiana vive in buona parte di schiavitù.
    Già, quella stessa schiavitù che si ritiene debellata da secoli.
    Quando andavo a scuola la schiavitù mi sembrava un abominio.
    Oggi la comprendo molto meglio. Fa parte di determinati assetti sociali e culturali.

    Molta gente nemmeno s’accorge di questo abominio. Nemmeno si rende conto che sia schiavitù.

    Nel terzo millennio, in Italia, la schiavitù è una prassi.
    Avvallata dal popolo, promossa dalle classi dirigenti e dal Vaticano.

    Cinque milioni d’immigrati. Spartaco si rifarà presto vivo.

  5. Giandomenico scrive:

    Complimenti per questo articolo, molto interessante e incoraggiante.
    Lo condividerò.

    Permettimi di dire però che l’incipit l’ho trovato fuori luogo se pensi che Emergency gestisce un poliambulatorio per migranti a Palermo, totalmente gratuito e dove non si chiede il permesso di soggiorno.
    http://www.emergency.it/menu.php?A=002&SA=010&P=012&ln=It

    Ciao e buon lavoro
    G.

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