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L’Argentina in piazza contro Christina Kirchner

L’argentina scende in piazza contro Cristina Fernandez de Kirchner. Come spiega El Pais sono stati centinaia di migliaia i giovani e meno giovani che hanno attaccato le politiche di governo della “wannabe” Evita Peron.

RUMORE – La manifestazione, organizzata attraverso i principali social network come Facebook, ha inondato le strade di Buenos Aires. Il popolo pensa che la “presidenta” abbia mentito alla tv nazionale. Le vie si sono riempite di persone con in mano tamburelli e pentolame, mentre alcuni hanno invaso le principali vie di comunicazione con le proprie auto clacsonanti. Manca ancora una certezza sul numero effettivo di partecipanti, ma si parla di almeno centinaia di migliaia di “indignati”.

LA FORZATURA – Gli argentini chiedono poche semplici cose: maggiore sicurezza, un rispetto autentico per la libertà di stampa, una magistratura indipendente ed una politica aggressiva che tenga sotto controllo l’inflazione ma sopratutto vogliono impedire una riforma costituzionale attualmente in discussione che consentirebbe alla Fernandez di correre nel 2015 per un terzo mandato presidenziale. I manifestanti hanno disseminato di volantini recanti messaggi a difesa della libertà nazionale l’Avenida 9 de Julio.

 

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SIAMO LIBERI – Il militante radicale Humberto Bonanata, a bordo di un furgone che diffondeva nell’area circostante l’inno argentino, ha voluto subito sgombrare qualsiasi dubbio. La marcia non ha avuto alcun connotato politico. L’intera manifestazione è stata autofinanziata, così come ha confermato Solano Lima, legato al sindaco della città, Mauricio Macrì, il quale ha distribuito delle magliette recanti la sigla “8N”, inteso come 8 novembre, “io c’ero”.

IL PAESE APPOGGIA – “Sono seguace di Solano, è vero, ma sono qui perché sono io che voglio protestare”, ha spiegato Paula, giovane manifestante, mentre Gladys, avvocato del lavoro 78enne costretto a muoversi con l’aiuto di un bastone ha aggiunto: “voglio essere libero. La libertà è il nostro bene più prezioso e ce la vogliono togliere anche se hanno tutto il denaro che vogliono”. La manifestazione ha trovato l’appoggio di centinaia di residenti i quali dai loro balconi hanno applaudito o battuto pentolame al grido di “Argentina, Argentina”. Nel nord della Capitale, ad Olivos, la locale prefettura è stata presa d’assedio da un “cacerolazo”, ovvero una manifestazione pacifica e rumorosa.

PROTESTA MONDIALE – Altri cortei si sono sviluppati in altre aree della conurbazione della capitale come Ramos Mejía e Lomas de Zamora. Manifestazioni analoghe si sono svolte anche a Cordoba, Salta, Rosario, Mendoza, Santa Fe, La Plata e Bariloche. Anche gli espatriati si sono uniti ai connazionali scatenando proteste veementi anche a Miami, New York, Sydney, Vienna, Varsavia, Ginevra, Berlino, Roma, Milano, Parigi, Barcellona, ​​Madrid e Londra.

LA PRESIDENTA NON CI STA – La Kirchner dal canto suo ha attaccato il movimento “8N” sostenendo che sia stato organizzato ad arte per destabilizzare il Paese. Per la “presidenta” l’Argentina vive in piena democrazia ed i leader delle opposizioni possono esprimere le proprie intenzioni. La Fernandez è stata rieletta nell’ottobre 2011 con il 54 per cento dei voti ed una popolarità del 63,3 per cento. Dopo un anno però l’immagine è scesa al 20,8 mentre l’apprezzamento va dal 21,6 al 42,9 per cento. (Photocredit Facebook)

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