Con la firma apposta dai piloti sul contratto, Silvio Berlusconi ha vinto mediaticamente una partita decisiva: quella di Alitalia. Oggi, quando firmeranno anche gli assistenti di volo - rimasti solo dopo il sì di Berti - si potrà dare l’annuncio e chiudere una vicenda che, dal punto di vista squisitamente politico, ha visto una vittoria schiacciante degli uomini del premier rispetto al centrosinistra. Che prima è stato accusato di “giocare allo sfascio“, eterodirigendo la Cgil per far fallire la trattativa: sembrava fosse il sindacato di Epifani l’unico a essere riottoso a firmare, mentre Anpac, Sdl e gli altri non venivano quasi nominati nei Tg e nei pastoni d’informazione. Il PD, quando ha incassato l’accusa, aveva due strade: reagire, facendo notare le incongruenze e le molte criticità del piano dei governo, soprattutto nei confronti dei consumatori, e spiegando per filo e per segno che quella non era la soluzione giusta per Alitalia. Infine, ricordare che il no ad altre soluzioni era arrivato anche durante il governo Prodi, e che a pronunciarlo erano stati alcuni sindacati che oggi

invece sono rimasti seduti a trattare e accettato per primi di firmare un contratto molto penalizzante per i loro assistiti. Eppure, nessuno all’epoca aveva accusato di eterodirezione Bonanni e Angeletti - un vero peccato, visto con il senno di poi. L’altra strada era calare le braghe.
Ha calato le braghe. Prima decidendo di orientare le critiche soltanto nei confronti dell’esecutivo, perché nella cordata erano presenti nomi di amici (Colaninno), finanziatori del PD (Benetton), persone che si erano sempre dette vicine culturalmente (Passera), lasciando così questo argomento a Di Pietro e agli altri che ci si sono tuffati attirando l’attenzione del pubblico. Poi, quando è stato chiamato in causa, con Gianni Letta che ha chiesto moral suasion a Bersani e Veltroni, è partito in quarta. Dimostrando così - o meglio: dando l’impressione così - che dicevano il vero quelli che li accusavano di remare contro, visto che non appena hanno dichiarato che il bene primario era salvare Alitalia, la trattativa ha avuto un’accelerazione ed Epifani è corso a mettere la propria firma sull’accordo. A quel punto Cai ha aperto ai piloti, e si è arrivati alla firma, che è una vittoria degli autonomi su Cgil, Cisl e Uil visto che questi con l’intransigenza alla fine sono riusciti a spuntare soldi e posti di lavoro. Gli iscritti della Triplice saranno avvelenati, ma tanto nel settore contano poco. E poi, ormai quel che è fatto è fatto. Dal punto di vista mediatico, se fosse fallita Alitalia sarebbe stato per colpa della Cgil e del Pd. Invece, adesso che la salvano sarà per merito di Berlusconi. “Veltroni, grazie per l’interessamento (Veltroni chi?), se mai c’è stato. Perché c’è il sospetto che la sinistra abbia giocato allo sfascio. Per poi rinsavire in extremis“, dicono già i vari Bonaiuti, Capezzone & co.
Certo, poi bisognerebbe ragionare dal punto di vista industriale, e da quello dell’ottica di lungo periodo. Qui, si capirebbe che alla fine sono stati la Cai e il governo a cedere, sul contratto da dirigente per i comandanti e la riduzione del numero degli esuberi, scesi da un migliaio a 860. In questo modo, il già traballante - ne parleremo oggi con un esperto come Ugo Arrigo - piano industriale della Compagnia Aerea Italiana riduce in maniera considerevole i risparmi previsti, mentre dal punto di vista dell’aumento della produttività dubbi ce ne sono, e molto ben argomentati. La Cai molto probabilmente non raggiungerà il pareggio di bilancio nei termini previsti, e già tra tre anni ci sarà bisogno di mettere nuovi soldi nel piatto. Lì si vedrà quanto è stretta la cordata messa insieme da Colaninno e Passera, o se il nuovo socio straniero non ne approfitterà per aumentare la propria partecipazione, mettendo un’ipoteca sulla cessione che arriverà nel 2013, a (nuove) elezioni già avvenute. Ma a quel punto sarà tutto passato, la pantomina di questi giorni sarà soltanto un ricordo. Così come Veltroni leader del PD, probabilmente.
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Vignetta di Artefatti (è tornato più bello che prìa!)



























gregorj, questo post mi trova molto d’accordo. e pensare che a marzo c’era qualcuno che parlava di un bonanni più o meno “eterodiretto” (basta leggere questo http://archiviostorico.corrier.....6016.shtml), e la cosa incredibile è proprio che la CGIL è passata per i media come chi ha detto No per due volte, prima ad AF, poi a CAI. Devo dire che, mentre penso che il centrosinistra (seppur male, e di misura) governa meglio del centrodestra, il centrodestra è molto più bravo a pubblicizzare i propri provvedimenti e anche a fare opposizione.
Bonanni eterodiretto? Noi qui lo si dice da un po’…
come si disse nelle famose intercettazioni, “Bonanni controlla tre senatori”, sai quando qualcuno era interessato a fare un po’ di campagna acquisti… lo so che qui lo si dice da un po’, per questo mi lascia basito che dopo pochi mesi si sia già persa la memoria…
a proposito: qual è la compagnia aerea preferita dall’abruzzese Bonanni?
Bersani, comunque, ha cercato in ogni occasione (anche in quella bolgia frastornante che è ormai diventata Ballarò del Floris Ridens) di spiegare quegli aspetti profondi, tecnici e ambigui della questione.
Ma ormai, nei confronti del governo, per la maggior parte degli italiani non si tratta neanche più di mettere d’accordo fede e ragione: è uno slancio mistico, proprio!
Penso di non aver mai visto un autogol peggiore di Veltroni quando si e’ attribuito i meriti dello sblocco della trattativa, in effetti.
Nrl mio (dis)interesse per la vicenda Alitalia l’unico punto fermo ora e’ :”ma pensa, era tutta colpa del PD e di Veltroni”.
era pure carpiato, gateo?
La domanda a questo punto sorge spontanea: se Bersani ha ben chiari gli aspetti ambigui della proposta, allora che cazzo si mette a chiedere alla Cgil di firmare?
Gregorj chiede: “se Bersani ha ben chiari gli aspetti ambigui della proposta, allora che cazzo si mette a chiedere alla Cgil di firmare?”
Gregorj risponde: “perché nella cordata erano presenti nomi di amici (Colaninno), finanziatori del PD (Benetton), persone che si erano sempre dette vicine culturalmente (Passera)”
@ franco
@ Cordapazza: anche rovesciato con avvitamento! Questo governo incontra tutto il mio favore, nonostante Giornalettismo.
Saraì perche’ (all’apparenza) non subisce troppo gli influssi Vaticani, o sara’ per il decisionismo cosi’ inviso a Veltroni.
O semplicemente perche’ e’ impermeabile a Grillo e compagnia.
se tanto mi da tanto……
colaninno a gia saccheggiato olivetti e telecomitalia è come gli unni dove passa è terra bruciata.