“Grazie, Gesù”: Magdi strikes back

di Giovanni Gasbarri (Zosimos)

La nuova fatica letteraria del nostro è un instant book sulla sua conversione alla religione cattolica. E il vicedirettore del Corriere, già che c’è, annuncia in una intervista a Panorama che scenderà in politica.

“Grazie Gesù”. Tranquilli, non stiamo delirando. E’ semplicemente il titolo del nuovo, imprescindibile libro-testimonianza espettorato da quel funambolico genio della filosofia religiosa attualmente noto come Magdi Cristiano Allam. La storia della fulminante e immaginosa produzione “giornalistica” di quest’uomo era stata già analizzata in questa sede; evidentemente, però, il Nostro non riesce proprio a tollerare che si passi un intero mese senza che si parli di lui. E dunque, giacché la notizia della sua plateale conversione al cristianesimo era diventata ormai così vieta che ci si foderavano le gabbie dei canarini, ecco che ha pensato bene di correre ai ripari: la sua ultima fatica letteraria invade da qualche giorno gli scaffali più in vista delle librerie, ed è stata presentata ufficialmente a Torino l’11 maggio 2008, nella sede della prestigiosa Fiera del Libro.

A VELOCITA’ SUPERSONICA – Quello di Allam può definirsi tranquillamente un instant-book, ovvero uno di quei libri che scrivono di solito le starlette televisive che si trovano a godere di improvvisa quanto caduca fama. Come era prevedibile, la pubblicazione è stata accompagnata dai consueti, roboanti e logorroici proclami pseudo-culturali a cui il personaggio ha da tempo abituato il suo pubblico; il mezzo più evidente di una strategia mediatica astuta e di per sé coerentissima, della quale sono prova lampante i contenuti del suo sito web personale. Comunque si voglia interpretare il coacervo di pomposi manifesti indottrinanti e reazionari di cui Magdi si fa portavoce, non si può certamente negare l’altissimo grado di organizzazione strutturale del progetto, che fa un uso smodato e consapevole di una terminologia (relativismo laicista, radici giudaico-cristiane etc.) ormai svuotata di ogni significato e divenuta semplice marchio di fabbrica da vendere ai consumatori. I quali si beano di ricevere il prodotto con una gratitudine quasi mistica, come si evince dai commenti (tutti positivissimi, eh? che fortuna!) pubblicati sul sito stesso. All’interno di questa operazione da macelleria ideologica, l’ultimo libro di Allam può essere considerato un prodotto di marketing becero come tanti altri, a partire dalla furbissima intitolazione (che, a dire il vero, sarebbe stata più adatta per un Greatest Hits del Piccolo Coro dell’Antoniano), fino al servizio di prenotazione di posti riservati in occasione della presentazione torinese, manco fosse il cadavere di Padre Pio.

VAI CON PAROLE TUE, MAGDI! - Non poteva mancare, naturalmente, il supporto di una bella intervista ad hoc, di quelle aggressive à la Oriana Fallaci, che il noto settimanale Panorama si è premurato di fornirci in concomitanza con l’uscita del libro. La lettura integrale del pezzo è un’esperienza sensoriale ai limiti del cyberpunk puro, sicché ci sentiamo di consigliarla solo agli stomaci ben allenati, sebbene non manchino informazioni interessantissime, come quelle relative ad un inaspettato Renato Farina nelle vesti inedite di testimone di nozze di Allam, e soprattutto l’annuncio della sua discesa in politica. Il Magdi-pensiero si esprime nei consueti termini di moderato catastrofismo banalotto - Occidente minacciato, Islam corrotto e tagliagole, relativismo, terrorismo, e bla bla bla - con alcuni picchi particolarmente pregevoli, tra i quali spicca senza dubbio l’illuminante progetto politico di un “Ministero per l’Identità Nazionale” di sapore quasi orwelliano. Ma anche il resto non è certo da buttare, intendiamoci. Del tutto inappuntabile (per i criteri di un manuale psichiatrico) la sua surrealistica risposta ai prelati che avevano criticato aspramente la spettacolarizzazione mediatica della conversione: “Questo dimostra che anche nella Chiesa c’è il male, il relativismo che si traduce nella paura diffusa a difendere il proprio credo e finisce per sottometterci alla perfida logica dei terroristi: non ti taglio la gola a condizione che ti tagli la lingua. Non accetto questa autocensura preventiva in nome dell’islamicamente corretto”. E per favore, che nessuno gli faccia notare che tra “difendere il proprio credo” e farsi battezzare in mondovisione dal Papa in persona il giorno della vigilia di Pasqua intercorre una certa differenza, ‘che poi si rischia di passare dalla parte del Male ed essere accusati di terrorismo.

CUI PRODEST? - Inutile ostinarsi a voler sottolineare le sfacciate contraddizioni interne del personaggio Magdi Allam. Inutile far notare come sia per lo meno ingenuo (e per lo più intellettualmente disonesto) ritenere che la libertà religiosa sia un bene imprescindibile, e allo stesso tempo affidare la difesa di tale libertà alla Chiesa Cattolica: una religione (una qualsiasi religione), in quanto sistema, abolisce necessariamente la possibilità di concepire ogni altro credo al di fuori del proprio. Del resto, è lo stesso Allam a sedare qualsiasi dubbio circa la linearità del proprio pensiero: “Sono orgoglioso della mia conversione, sono orgoglioso che sia avvenuta in modo pubblico e che sia stata pubblicizzata. D’altra parte sono convinto che il battesimo non possa rimanere solo un fatto privato, perché si entra a far parte di una comunità. E tutta la Chiesa è chiamata a festeggiare con gioia l’ingresso dei catecumeni”. D’accordo, Magdi. Allora, la prossima volta che ti sentirai in vena di ricevere qualche altro sacramento assortito, limitati a festeggiare l’evento all’interno della tua Chiesa, e della tua comunità. Che, duole sempre ricordarlo, non è necessariamente coincidente con quella del resto del pianeta.