12 aprile 2010
Nel Connecticut la Chiesa si oppone a un’iniziativa legislativa che mira a togliere la prescrizione per le violenze sui minori. E chiede ai fedeli di farsi sentire: “La proposta di modifica metterebbe tutte le istituzioni ecclesiali, compresa la vostra parrocchia, a rischio”. Un progetto di legge del Connecticut che rimuoverebbe la prescrizione nei confronti dei reati sessuali che coinvolgono i minori, rendendo così punibili i colpevoli anche dopo molto tempo, sta incontrando la ferma e fiera opposizione dei vescovi locali. Riferisce la Cnn che la legge ha scatenato la rabbiosa reazione degli ecclesiastici , i quali hanno diffuso sabato una lettera ai parrocchiani per implorarli di impegnarsi per fermare tutto, altrimenti tutte le istituzioni cattoliche, compresa la parrocchia, potrebbero essere a rischio.
LETTERA SUL SITO WEB – La lettera è stata pubblicata sul sito Web della Connecticut Public Affairs Conference, con il patrocinio dei vescovi cattolici del Connecticut. E chiede ai parrocchiani di contattare i legislatori per opporsi al disegno di legge. La “normativa comprometterebbe la missione della Chiesa cattolica in Connecticut, minaccerebe le nostre parrocchie, le nostre scuole, e la nostra carità cattolica“, dice la lettera. L’Arcidiocesi di Hartford ha anche pubblicato un annuncio sul suo sito Web, che doveva essere letto durante la messa di Domenica, invitando i parrocchiani ad opporsi al disegno di legge. Il disegno di legge è stato già modificato per affrontare alcune delle preoccupazioni della Chiesa; un senatore del Connecticut, il repubblicano Beth Bye, uno dei promotori, ha detto che “La chiesa non ha riconosciuto che questo disegno di legge apporta miglioramenti. Le vite delle vittime sono state cambiate per sempre e alcune non si riprenderanno più da anni di abusi sessuali. Per me, si tratta di dare loro l’accesso ai tribunali“.
IL DISEGNO DI LEGGE – Secondo il disegno di legge, chiunque sia più vecchio di 48 anni e vuole intentare una causa per abusi sessuali contro la chiesa deve necessariamente unirsi a un caso legale simile con qualcuno più giovane (di 48 anni). Tutti coloro oltre i 48 anni che denunciano abusi dovranno presentare prove sostanziali per poter far ammettere la loro causa in tribunale: una specie di class action obbligatoria.



praticamente questi vescovi continuano imperterriti a proteggere i pedofili a scapito della giustizia umana (ma forse anche divina dato che dubito che scoparsi i bambini faccia parte del tanto amato diritto naturale, su questo aspetto lumi dall’esperto zamarion).
lasciando da parte il problema del trattamento discriminatorio tra colpevoli dei reati prescrivibili e non (che giuridicamente ha il suo pregio) c’è però da notare il completo disinteresse dei vescovi per le vittime degli abusi e la loro pervicace strategia di difesa dell’istituzione ecclesiastica che non prevede alcuna seria autocritica o provvedimenti in grado di evitare che i predatori sessuali continuino le loro attività.
insomma invece che essere esempio di umiltà piegando il capo sotto il peso delle proprie gravissime colpe si perservera ad oltranza a mortificare moralmente le vittime.
errare è umano, perseverare in questo modo è molto più che diabolico
Avete scritto “le istituzioni ecclesiastiche potrebbero essere a rischio”, ma a rischio di cosa? Della giustizia? E perché mai le istituzioni ecclesiastiche dovrebbero stare al di sopra della giustizia, delle leggi, del rispetto umano…Si continua sempre e solo a parlare dei preti per cercare di difendere l’indifendibile, e i poveri bambini che sono stati abusati? Sono esseri umani! Così come quando una donna subisce uno stupro. Si parla di questi casi come degli “incidenti”. Approfittare delle prede facili non può che indicare un trastorno psicologico rafforzato da una sicurezza di impunità. Davanti alla legge i cittadini sono tutti uguali:chi commette un reato deve essere guidicato in tribunale.
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