Quando il Nord non guarda a nord
09/04/2010 - LA LEGA E L’ECONOMIA – Il nord è sicuramente la parte più evoluta del paese, ma è anch’esso animato da contrasti tra spinte innovatrici e pulsioni conservatrici. La Lega, finora, si è rivolta soprattutto a queste ultime. Più che spingere
LA LEGA E L’ECONOMIA – Il nord è sicuramente la parte più evoluta del paese, ma è anch’esso animato da contrasti tra spinte innovatrici e pulsioni conservatrici. La Lega, finora, si è rivolta soprattutto a queste ultime. Più che spingere sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali la Lega si è distinta per l’occupazione dei CdA nelle controllate pubbliche. Adesso mira alle banche, dove non è nuova a vicende opache: Credieuronord fu salvata dai “furbetti del quartierino“. Ora c’è l’assalto all’Unicredit. Zaia attraverso le fondazioni
bancarie venete e Cariverona, Cota attraverso Intesa SanPaolo. Ma molti imprenditori sono con la Lega. Innovazione, sfide ai nuovi mercati, efficienza della PA? Francesco Peghin, presidente di Confindustria Padova, dice: “Il Veneto che lavora e produce chiede, anzi pretende che sul federalismo si arrivi presto ai fatti, negoziando con lo Stato un’autonomia che, fatti salvi i doveri della sussidiarietà, trattenga sul territorio buona parte delle entrate per sostenere la piccola impresa stressata dalla crisi, proteggere il lavoro e per stare al passo con l’Europa”. Un’idea di Federalismo fiscale, vecchio cavallo di battaglia della Lega, su cui vale la pena riflettere.
L’EQUIVOCO FEDERALISTA – Partendo dalla constatazione che la “madre di tutte le riforme” è bloccata: approvata da un anno la legge, nessun passo avanti sull’attuazione. Ora si riparla di accelerare, ma verso quale federalismo fiscale? L’idea del presidente di Confindustria Padova è quella di un “decentramento tributario”, con le ricche regioni del Nord che trattengono fette più consistenti di risorse fiscali in loco. Una scelta più teorica che realizzabile: la Calabria non potrà mai finanziare da sola i propri servizi, se – nel rispetto della costituzione e della stessa Legge Calderoli - si ritiene che suoi cittadini abbiano diritto a sanità, scuola e assistenza, paragonabili a quelli dei lombardi. Ma questa è la vulgata che si racconta: in Veneto, in Lombardia. Una vulgata che rischia di generare tensioni e disillusioni. La vera sfida “innovativa” del federalismo dovrebbe essere la riduzione degli sprechi in tutta Italia, l’aumento della qualità dei servizi, la razionalizzazione delle spese. La legge delega prevede i costi standard, a cui legare i nuovi trasferimenti. Ma sono tecnicamente difficili da calcolare e poi dove più servono, come per esempio nella sanità, già ci sono. Ma non bastano: servirebbero un rafforzamento dei controlli amministrativi e dei meccanismi di responsabilizzazione di politici e amministratori locali, i benchmarking territoriali, così che i cittadini sappiano a che costo e con quale qualità i servizi vengono offerti nel proprio territorio rispetto ad altre regioni. Serve una seria autonomia tributaria a livello regionale e locale, che il governo Berlusconi con la Lega padrona ha ridotto, abolendo l’Ici e bloccando l’autonomia impositiva, imponendo regole ai limiti dell’abuso con il patto di Stabilità.
LEGA NORD CONTRO LEGA DI ROMA – Già. Ed ecco che, quando dagli slogan andiamo ai “fatti”, le contraddizioni vengono a galla: i 400 sindaci della Lombardia che ieri davanti alla prefettura di Milano restituiscono la fascia tricolore in segno di protesta contro i continui tagli ai bilanci, ce l’hanno con il governo di Roma ladrona. Dove la Lega è padrona. Il presidente regionale dell’Anci, Attilio Fontana, sindaco di Varese ed esponente della Lega nord, parla di
“trasferimenti ridotti, vincoli del patto di stabilità che portano a scelte inaccettabili e un trattamento non uguale per tutti, come dimostrano gli 80 milioni di stanziamenti per Roma”. Con uno sfondamento al “centro” le contraddizioni potrebbero aumentare: come conciliare le scelte di “fondamentalismo padano” di certi imprenditori veneti con il consenso da conquistare anche in regioni meno padane? E su chi scaricare le contraddizioni, rimandando sine die le opzioni per rinnovarsi e a cambiare davvero? Su Caldoro, neo governatore della Campania? Su Scopelliti, neo governatore della Calabria? Sui sindaci di Roma, Palermo, e così via?
LOCALISMO CONTRO SVILUPPO – La Lega fino ad ora ha cavalcato le idee “conservatrici” che parlano alla pancia della parte più evoluta del paese della parte più avanzata del Paese. Un capolavoro politico che ora va canalizzato verso il nuovo. Alessandro Vardanega, capo degli industriali trevigiani, che si è trovato in rotta di collisione con la Lega sulla questione degli inceneritori, un progetto bocciato dagli amministratori locali, è molto lucido: “Più si ingrandisce la scala più ci sono le condizioni per abbandonare localismi e certe tattiche elettorali. Dopo questa crisi che segna uno spartiacque definitivo, la competizione internazionale non avverrà più solo tra imprese, ma fra sistemi”. Occorre puntare sull’idea metropolitana da innestare “nella città diffusa quale è già il Veneto adesso”, facendo cose molto concrete come “favorire le aggregazioni tra Comuni o quantomeno tra i loro servizi” e “abbandonando i finanziamenti a pioggia per le imprese seguendo la vecchia logica dei distretti”. Finora la Lega ha fatto l’esatto contrario, e il suo popolo l’ha premiata. Adesso che è molto forte, adesso che comincia ad avere mire espansionistiche al “centro”, le contraddizioni andranno risolte. L’esperienza del PCI insegna che la buona amministrazione locale non aiuta a governare un Paese: non si può essere all’infinito partito di lotta e di governo. E il “trionfo” di oggi potrebbe essere il suo apogeo, come Massimo Zamarion ha detto qui. Sinora, parlando alla “pancia” del Nord d’Italia e amministrando bene i problemi “locali” si sono vinte le elezioni. Ma l’Italia e il nord d’Italia hanno perduto gran parte della capacità di competere con il “Nord del mondo”. Quale futuro ci aspetta?













Oddio, citato in un articolo di economia! E’ ben vero che la realtà supera la fantasia: un dato empiririco che dovrebbe far riflettere quelli che non credono nella provvidenza! E nel diritto naturale!
E’ la prima parola buona che sento oggi, dopo essere stato martirizzato come S. Sebastiano – come ci si sente bene! E dalla parte giusta!(1) – dalle frecce dei mangiapreti per il mio articolo trionfalmente ultracattolico apparso nella tana del lupo giornalettistica.
(1) S. Sebastiano è un’icona gay: che sia un caso di sessualità repressa? (2)
(2) Scherzo, scherzo, per l’amor di Dio! L’altro giorno in un bar di Montebelluna la signora al banco mi voleva vendere un biglietto di non so che lotteria paesana: a metà prezzo, giusto per fare un favore ad un “giovanotto” come me. Nei suoi confronti sicuramente ero un “giovanotto”. Ma io ho resistetti alle lusinghe della maliarda e pensai di cavarmela congendandomi con un tocco galante. Dissi, sorridendo: “Non mi faccio corrompere, neanche da una donna!” Effetto disastroso. Restò come fulminata da un lampo di verità: una verità purtroppo sua, molto molto sua….
“E’ la prima parola buona che sento oggi, dopo essere stato martirizzato come S. Sebastiano – come ci si sente bene! E dalla parte giusta!(1) – dalle frecce dei mangiapreti per il mio articolo trionfalmente ultracattolico apparso nella tana del lupo giornalettistica”
ma non è mica per il fatto di essere ultracattolico che ti abbiamo menato, è perché dici una cosa non vera: Lombardi stesso ti ha smentito oggi
secondo capoverso
http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/09/news/pedofilia_giudicare_colpevoli-3223855/
Zamax citato (e dandogli ragione) da Comicomix conferma la teoria morotea della convergenze parallele.
O, se preferisci, richiama la famosa eterogenesi dei fini
Ssherzi a parte, oltre al fatto che appartengo alla schiera di coloro che pensano in generale “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la mia vita perchè tu possa continuare a farlo”, e quindi non mi piace per principio chi “mena” (anche se non sono d’accordo con la maggior parte delle cose che dici), quando sono d’accordo con te, come nel caso della tua analisi fatta sulla Lega nord in quel pezzo, non ho nessun problema – come, immagino, nessun altro – a dirlo.
Ah, sono un convinto sostenitore del bene che un federalismo ben fatto potrebbe fare all’Italia. Purtroppo, non vedo ancora nessuno che abbia voglia di farlo davvero.
Un sorriso “sinistro”
C.
Cosa vuoi dire? Che quella di Lombardi è un’excusatio non petita che dà ragione a quanto autorevolmente scritto dal giornalista Alessandro D’Amato?
Ti faccio notare che il mio articolo andava ben al di là della questione “pedofilia”. Che comunque esiste. Nei fatti non entravo. E’ ovvio che nella Chiesa vi siano preoccupazioni anche di “quel” genere. Fermarsi a quello però è essere ciechi. Se ho detto cose non vere, queste sono opinioni generali sulla Chiesa Cattolica e sul suo ruolo nella storia.
Ma mica mi arrabbio se dicono che scrivo cazzate.
Rispondevo a Gregorj, ovviamente.
No, quale autorevole? Non mi dipingere per quello che non sono. Autorevoli sono gli avvocati che fanno girare le notizie e tentano in tribunale di convincere che il vaticano è responsabile degli abusi, per potergli chiedere i soldi senza chapter 11. Sono loro che fanno uscire le notizie, non c’è nessun piano concentrico etc.
Ma va’. Non dipingo mica nessuno. Lasciati prendere un po’ in giro…
-La Lega finora è riuscita ad essere molto ancorata al territorio.
Mi spieghi per favore se questo tuo è un giudizio positivo o meno rispetto alla “politica” leghista?Ricordo per inciso che i capataz del PD nordico accusano i dirigenti nazionali proprio di non avere fatto la stessa cosa;mi chiedo poi se l’essere capaci di ancorarsi a questo benedetto territorio sia un valore assoluto,stante il fatto che,per esempio ridicolo,tutto si può dire dei nazisti,meno che non lo fossero.
Ciao Ipazia.
Il mio non è un giudizio positivo. E’ una constatazione.
Come mi sembra dia vere spiegato nell’articolo, il mio giudizio sulla Lega, partito di lotta e di governo, è negativo perchè affoga (e fa affogare il Nord) nella contraddizione di essere al tempo stesso veneta e lombarda, cuneese e Mantovana, pro aeroporto di malpensa ma pronta a lottare per il potenziamento di linate. Un localismo sterile e senza prospettive, perchè parla alla “pancia” della gente ma non permette di governare le complessità che non solo l’Italia, ma lo stesso nord da solo esprime. Infatti, mentre la lega trionfa non guardando a nord, il Nord affonda.
Quanto al Pd: parlare al territorio (appunto) non è sufficiente. Ma sarebbe già qualcosa, per un partito che è incapace, semplicemnte, di esprimere una posizione su qualsiasi argomento. E lo dico, come sai, con enorme rammarico.
Un caro saluto
Carlo
Precisazione reticente sulla questione centrale:la politica della Lega non andrebbe fotografata né imitata,quanto piuttosto combattuta con tutte le forze,specialmente dal PD,che invece vi si accoderebbe,se prevalessero al suo interno le idee di Chiamparino e C.
Nessuna reticenza. Forse sono io che non riesco a spiegarmi.
La politica della Lega è sbagliata (devo ripeterlo ancora?). Quindi non va imitata.
Ma che il Pd ( e anche la sinistra cosiddetta “radicale”, anch’essa piuttosto afona secondo me) debba parlare agli elettori (e visto che non ha 6 reti televisive, può farlo solo nel “territorio”) è una certezza.
C.
Credo di non dire un’eresia se affermo che il pensiero socialista autentico o è “federale” o non è del tutto.
Lascia perdere la Lega…i trogloditi delle caverne, una volta impossessatisi delle pianure, dovran divenire stanziali e fare i conti con la civiltà.
La domanda è: con quale civiltà?
Il medioevo cattolico dei servi della gleba?
Lo stalinismo imperialista?
La globalizzazione cannibale capitalista?
Più che certa l’ultima cosa che hai detto,ma visto che gli argomenti usati dalla Lega risultano molto accattivanti per i cittadini,cosa devono fare gli altri?…. concorrenza sugli stessi squallidi slogan tanto fruttuosi,o cosa altro?E’ qui che mi pare di rilevare la tua reticenza.La questione quindi non è di metodi,ma di contenuti.
“cosa devono fare gli altri?…. concorrenza sugli stessi squallidi slogan tanto fruttuosi,o cosa altro?”
Devono parlare alle persone, come accadeva una volta. Ovviamente se hanno delle idee.
Essempio?: L’immigrazione è una questione che è stata lasciata in mano alla Lega, e nessuno si è preoccupato di scendere sul terreno e di parlare alla gente del come gestire (in modo di “sinistra”) questo argomento, limitandoci semplicemente a dare del “razzista” a Maroni.
Giusto, ma troppo poco: quale risposta diamo alle persone per una politica di inclusione sociale e culturale? Perchè richiamarsi all’amore universale, purtroppo, non è sufficiente.
Guarda che queste cose qua e là il Pd (e il resto della sinistra) le ha fatte. E non a caso, vince (e non parlo di chi ha scimmiottato la Lega, penso ad esperienze che conosco qui in Umbria, o in Emilia)
Che risposta dare alla gente che vede le fabbriche chiuderse? Che è il “prezzo” inevitabile della globalizzazione, che nel lungo periodo staremo tutti meglio? La Lega parla di “chiudere le frontiere” ed è una cazzata. Ma noi che abbiamo proposto?
E così via…
C.
Il federalismo ed il principio di sussidiarietà sono sicuramente una “best practice” amministrativa, ma di certo non risolveranno d’incanto i problemi socio-culturali prima ancora che politici, che stanno alla base del decadimento italiano.
Che poi federalismo significhi minori risorse al sud e maggiori risorse al nord, mi pare ovvio, altrimenti non si capisce a cosa dovrebbe servire. Partendo dal presupposto che il carico fiscale complessivo rimane invariato, come possono guadagnarci tutti?
Nell’immediato, se qualcuno ci guadagna, altri ci perdono. E anzi, direi che il supposto circolo virtuoso che innescherebbe il federalismo, proprio in questo consiste, ovvero nella responsabilizzazione dei centri di spesa locali, soprattutto nel meridione.
A questo proposito, Carlo, quando parli di fondi FAS scippati dal nord, dovresti essere consapevole che la ricchezza dalla quale attingono quei fondi è prodotta al nord.
Fermo restando che condivido il tuo punto di vista, parlare di scippo mi sembra eccessivo, parlerei piuttosto di dirottamento.
Lo scippo prefigura un intento criminoso microsociale che io, cittadino del nord con contratto a progetto a 1000 euro al mese, rifiuto persino di prendere in considerazione. Casomai mi sento scippato.
Il termine dirottamento invece, mi sembra che meglio rispecchi le dinamiche che portano i FAS ad essere utilizzati per altri scopi.
E’ una questione che, secondo me, va oltre la pedanteria.
“Che poi federalismo significhi minori risorse al sud e maggiori risorse al nord, mi pare ovvio, altrimenti non si capisce a cosa dovrebbe servire.”
A responsabilizzare le classi dirigenti locali (come giustamente ti rispondi da solo). Ma attenzione: da Luino a Canicattì. L’accountability è il vero obiettivo del Federalismo. Da noi questo è stato distorto, e si pensa che serva appunto solo a spostare risorse dal sud al nord. Una grande sciocchezza.
Sui Fas: è uno scippo perché la scelta di destinare fondi per lo sviluppo economico, concentrandoli soprattutto nel sud è stata una scelta di programmazione condivisa con la Ue e fata propria dal governo nazionale.
In tutti gli altri paesi la gestione della crisi è stata fatta con altre risorse, non prelevando quelle destinate alle politico di coesione e dirottandole a pene di segugio. Lo abbiamo fatto solo noi.
Caro Z, (strano che non ci abbia pensato, visto che sei persona molto acuta) le tasse che spostano risorse da un territorio ad un altro è un grande equivoco: le tasse sono sulle persone, non sui territori.
Se a MIlano ci sono più ricchi che a Bari, è ovvio che il prelievo fiscale è maggiore a Milano (se vogliamo la progressività) e che parte di tale prelievo con la redistribuzione si sposti a sud. Ma è un illusione ottica. perchè dipende dalla maggiore ricchezza, non dalla virtuosità di un territorio (che invece si vede casomai dall’efficenza della spesa)
Ad esempio, un Dirigente d’azienda di Salerno paga molte più tasse di un operaio di Sesto San Giovanni (giustamente) e quindi in un certo senso parte del suo reddito viene “dirottato” da Salerno a Sesto san giovanni.
per questo, come ho scritto in molte occasioni, occorrerbbe ragionare SOLO in termini di efficenza della spesa che non nell’ottica di spostare risorse da sud a nord. Il federalismo impostato in questi termini (purtroppo, quelli che sono vincenti nel nostro Paese) ci fa deragliare: perchè non è sostenibile politicamente e non è conveniente economicamente.
Purtroppo, ripeto, ci vorrebbe uno spazio di discussione un po’ meno “veloce” di un articolo.
Grazie, ciao
C
A me pare che il modello proposto dalla Lega guardi molto più alla Svizzera che alla Gran Bretagna. Loro hanno in mente un Nord fuori dall’Unione Europea: protezionista, razzista, federale e paradiso fiscale (ecco perché le banche del nord).
Vista in quest’ottica, la domanda di Cipiciani (come mai il nord più ricco ed evoluto non propugna più progresso e libertà economica) trova una spiegazione semplice ed efficace.