Inghilterra, la nuova legge anti-pirati: provider responsabili

08/04/2010 - LAVORI IN CORSO - Il governo ha già fatto una serie di concessioni, al fine di attenuare le preoccupazioni dei parlamentari e degli utenti della rete. Ad esempio, le restrizioni più pesanti non entreranno in vigore per un anno e

     
 

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LAVORI IN CORSO - Il governo ha già fatto una serie di concessioni, al fine di attenuare le preoccupazioni dei parlamentari e degli utenti della rete. Ad esempio, le restrizioni più pesanti non entreranno in vigore per un anno e colpiranno solo quanti saranno ritenuti colpevoli di violazioni sulla base di prove certe della loro attività. Una clausola sulle cosiddette “opere orfane” -ossia tutto quel materiale in cui non è stato possibile risalire ed identificare l’autore – è stata ritirato dopo che aveva causato la dura opposizione dei fotografi. Un’altra proposta che consentiva direttamente al governo di bloccare i siti pirata, senza il cosiddetto “diritto primario”, ossia senza passare prima per l’autorizzazione di un giudice, è stato poi ritirato. Anche Google è scesa in campo direttamente. Il famoso motore di ricerca si è ripetutamente espresso contro i piani del governo Brown di bloccare siti web, e ha fatto sapere pubblicamente che il progetto di legge era “sfuggito ad un controllo adeguato”. “Crediamo fermamente nell’importanza del diritto d’autore, ma il blocco attraverso ingiunzione crea un forte rischio che tutti i contenuti di un sito e tutti gli utenti che lo frequentano vengano erroneamente bloccati, anziché colpire solo chi ha effettivamente commesso un abuso“, ha aggiunto un portavoce.

LE REAZIONI – Il prossimo Parlamento, tuttavia, anche se il provvedimento dovesse essere licenziato in questa legislatura, dovrà studiare gli aspetti più controversi del disegno di legge prima che essi entrino effettivamente in vigore. Il Segretario alla Cultura (espressione del governo laburista) Ben Bradshaw ha detto che “la legislazione trovato il giusto equilibrio tra la concessione della protezione alla creatività degli artisti e allo stesso tempo tutelare i consumatori, E’ stato un “accordo equo”. “Questa - la pirateria – non è una attività innocua ed innocente. Essa impedisce ai nostri musicisti, scrittori e registi e altri artisti di vivere: gli annulla ogni mezzo di sussistenza, e se non facciamo qualcosa al riguardo, si pone una grave minaccia per i nostri settori legati alla creatività e, più in generale, alla stessa Gran Bretagna“. Ma per i conservatori il provvedimento non guarda alla realtà delle cose. Presenta aspetti pericolosi e comunque non appare a passo con i tempi. Un loro deputato ha brillantemente sintetizzato dicendo: “Questo ddl così com’è, è un Amstrad (un vecchio home computer inglese dei primi anni ’80 Nda) quando oggi siamo all’iPod“. Per il liberal democratico Don Foster, invece, è “una vergogna che ad un disegno di legge di tale complessità venga dato così poco tempo per il dibattito”. Jim Killock dei diritti “Open Group” ha detto che questa legge cela “un attacco al diritto di tutti di comunicare, lavorare e di condivisione“. Il Partito dei Pirati del Regno Unito che sostiene il file sharing libero a fini “non commerciali” sostiene che il giorno in cui verrà approvato il ddl sarà “un giorno triste per il futuro digitale della Gran Bretagna“. Tuttavia, il cantante Feargal Sharkey - ex membro degli Undertones – ed oggi “UK Music Chief Executive” ha detto che l’intervento era necessario per fermare i pirati. “La gente usufruisce del talento, del tempo, dell’impegno e della capacità di qualcun altro e non paga per questo. Ciò è inaccettabile. Questa legge utelerà gli artisti e colpirà solo i trasgressori, ossia chi viola sapendo di farlo il copyright“.

     
 

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