Interni

La crisi della sinistra passa per Castellammare

6 aprile 2010

Viaggio sulle macerie dell’ultima Stalingrado d’Italia caduta nelle mani della destra. Troppi errori di valutazione, lotte di potere, guerre intestine. Ecco come la sinistra si è arresa senza lottare alla destra nella sua ultima roccaforte meridionale.


Un po’ alla volta tutte quelle città che un tempo potevano fregiarsi del titolo “onorifico” di “Stalingrado d’Italia”, ossia le storiche roccaforti elettorali della sinistra, sono cadute. Una lunga sequela di sconfitte, cominciate già qualche anno fa al Nord con la capitolazione delle varie Chioggia, Sesto San Giovanni e della stessa Bologna, poi culminate di recente col pesante tonfo alle ultime amministrative di fine marzo, con la sconfitta nella “Stalingrado del Sud”, Castellammare di Stabia. Castellammare, città post industriale in cui oggi si avverte tutto il peso della crisi e, allo stesso tempo, dal mancato rilancio turistico. Realtà satura di “castelli in aria” e di “cattedrali nel deserto”. Comune a 30 km a sud da Napoli dove il vecchio Pci, da solo, raggiungeva anche il 45% dei consensi. Forse è il segno dei tempi, forse è l’incapacità della tanto “proteiforme” quanto auto-referenziale sinistra d’oggi ad interpretare gli umori e la volontà del suo popolo, forse è altro ancora. Siamo stati a Castellammare per farci un’idea di questo terremoto silenzioso che, però, sta ha lasciando macerie un po’ ovunque.

UNA DISFATTA STORICA – Il Pd poco sopra il 12,5% (alle politiche di due anni fa contava sul 33% dei voti) tutto il resto del centrosinistra anchilosato intorno ad un misero 35%. Questo, in una realtà dove non più di 5 anni fa il centrosinistra conquistava oltre il 70%. Sono queste le cifre impietose di una disfatta. Luigi Bobbio, ex senatore di Alleanza Nazionale, ha vinto al primo turno le ultime amministrative diventando così il primo sindaco di centrodestra a Palazzo Farnese, la storica sede del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia. L’ex Pm ha raccolto poco meno del 53% staccando di venti punti il sindaco uscente di centrosinistra, Salvatore Vozza, che si è fermato al 32%. Il suo vice, Nicola Corrado sceso in campo con una sua autonoma lista “civica”, ha raccolto quasi il 7%. Ancora di meno è andato all’esponente dei “verdi”, fuoriuscito dal Pd, ed ex presidente del Consiglio comunale, Antonio Iovino, anche lui in rotta col centrosinistra. Del resto, molti esponenti politici che prima sostenevano l’amministrazione Vozza, sono passati, in corsa, sul carro del futuro vincitore. Vittoria – è bene dirlo – storica per la destra che valica ovviamente i confini locali. Eppure, c’è chi ha pensato di festeggiare questo successo nel modo più provocatorio. Cortei e caroselli di auto sono passati sotto la sede degli storici avversari, con tanto di saluti romani rivolti da parte dei più facinorosi.

8 commenti a La crisi della sinistra passa per Castellammare

  1. Tess

    gli errori più grossi li abbiamo commessi nell’affidare il partito a certa gente

  2. Pingback: diggita.it

  3. Pingback: www.upnews.it

  4. giul

    Qui in Umbria stessa strategia; dove il potere è garantito da anni di vittorie, la sinistra si spartisce le spoglie con una guerra all’ultimo sangue per il candidato. Fortunatamente per loro questa regione è ancora “rossa”, ma non durerà molto.

  5. Pingback: www.blog-news.it

  6. Pingback: kligg.org

  7. Pingback: www.pubblicanews.it

  8. La sinistra è in crisi profonda ovunque, e se al Nord è stata scalzata dalla Lega (fenomeno che sta diventando prendendo piede in maniera allarmante anche in territori impensabili quali Toscana ed Emilia), al sud è scalzata dal Pdl che con una bolletta o una spesa pagata ha facilmente la meglio rispetto ai loro ideali ormai decadenti.
    Vendola è ormai un’oasi e anche una speranza…sperando altresì che il Pd sia più modesto e ne prenda atto. Ma la vedo difficile.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>