Non c’e’ solo l’America a esser “altra”: useremo lo sport per accennare al tema della diversity della parte chiamata Down Under del Pianeta Terra. Attenzione gentil-sesso, di nascita o per scelta, questo non e’ solo un post para-sportivo scaccia-fi..gliole: dulcis in fundo, potreste trovarci soddisfazioni insperate…
Controcorrente è la rubrica periodica - piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Può causare allergie, sonnolenza e dare assuefazione
Sabato 27, ultimo weekend di settembre, come ogni anno si celebra l’evento sportivo “domestico” con piu’ spettatori presenti al Mondo - l’anno scorso erano in 97.302 – anche se quassu’ pochi ne sanno qualcosa fuori dalla “diaspora” australiana - 850.000 espatriati nel Mondo che by the way si attrezzano per l’evento con party dedicati e fiumi di birra ovunque, da Los Angeles a Berlino passando per Ho-Chi-Mihn City. In un Melbourne Cricket Ground esauritissimo da mesi, alle 2.30 ora locale i Cats di Geelong sfideranno gli Hawks di Hawthorn nella finale del campionato AFL, che sta per Australian Football League, ma col calcio nostrano c’entra meno zero: stiamo parlando del cosiddetto footy, detto anche Ozzy Rule. Questo duro e spettacolare sport di contatto che ricorda il calcio fiorentino nasce nel Victoria durante la gold rush del 1858 (150 anni quest’anno). Abbiamo 18 marcantoni per squadra con la caratteristica canotta sbracciata in un enorme campo ovale; lo scopo e’ di calciare la palla tra i pali avversari, che sono due più stretti – goal, sei punti - e due più larghi – behind, un punto. Molto rugby e un po’ di basket: salto a due a ogni ripresa del gioco, ci si puo’ placcare e il gioco si ferma e riparte da li’ (tipo football americano), la palla e’ ovale (ma prolata e leggera) e si passa calciandola oppure con le mani anche in avanti mediante manate o pugni senza accompagnarla; si può avanzare palla in mano purche’ ogni 15 metri la si faccia rimbalzare per terra. Ne risulta uno scontro nella prateria tra titani alti, massicci e con una resistenza da fondisti. Altro che americani spara-spara, ‘sti qui si’ che si sentono “aggressive” e pronti a tutto, un po’ alla Mr.Crocodile Dundee, e perdipiu’ senza tanti caschi e protezioni, mettendoci la faccia nel nome e per interesse della loro squadra.
ROBA DA DURI - Giusto per dare contezza di quanto tosto sia questo sport, vale la pena di raccontare quando la AFL e la federazione dell’antico Gaelic football irlandese si accordarono per alcune partite internazionali, nel tentativo di dare a sport cosi’ locali e tutto sommato simili una visibilita’ globale. Venne adottato un compromesso tra i due sistemi di regole, si programmarono le sfide; tutto era previsto, tranne il micidiale sbilancio d’aggressivita’ tra i due mondi nell’approccio alla gara. Ci furono falli di reazione, scontri e risse; dopo un’ultima partita-massacro a Dublino nel 2006, si decise di sospendere le sfide. Riprenderanno dopo due anni questo ottobre, vedremo stavolta come andra’. Non e’ esattamente uno sport per tutti quindi, ma dopotutto e’ una questione di modelli: meglio che un figlio sogni di diventare Maradona o uno di questi marcantoni tosti e a viso aperto? “Essere” o divenire? Conservare rassegnati o agire per cambiare il mondo e se stessi? I gusti sportivi la dicono piu’ lunga di ogniindagine sociologica sul mood imperante Down Under. L’Australia non e’ sola col suo mood: aggressivo e spavaldo da territorio di frontiera: essa e’ il (vasto) centro di un Mondo australe anglofono dalle molte molte similarita’ e con cospicui legami culturali. Uno sport ben preciso risulta emblematico li’: non e’ il footy ma qualcosa di simile, il rugby. Innanzitutto piu’ che un solo sport esso e’ una costellazione - rugby Sevens, rugby League, rugby Union, senza contare l’American football. Fa parte dello spirito sportivo british: ci si sfida per il gusto della sfida e sulla base di regole condivise, non necessariamente sempre quelle … Oltre ad essere molto praticato in Australia, il rugby e’ lo sport nazionale in Nuova Zelanda, in tutti le Isole del Pacifico (Fiji, Samoa, Tonga, Cook etc.) nonche’ presso la “tribu’ bianca” Afrikaner del Sudafrica e i contigui cugini “meticci” (ooops non si puo’ piu’ dire) che una volta si autodefinivano Griquas; le masse nere invece prediligono salvo eccezioni il calcio.


























Edonismo a parte:-), troppi valori testosteronici in questa rivisitazione ancora più maschia del rugby, tanto che alla fine sembra meno ammirabile dal gentil sesso di quanto a prima vista possa sembrare.
Un bel pezzo d’amore per il rugby.
Mi chiedo, ma se il gentil sesso si spaventa poi dove corre ? Da Kakà ?
Al gentil sesso (again, nel senso lato di gender) gli uomini che sembrano uomini non hanno mai fatto paura. Anzi. Con buona pace degli Emo ….
Tnxs Tess,e’ proprio ‘na passionaccia la mia (per il rugby).
Ho seguito ammirato (e come non si potrebbe) il tuo pezzo.
Ma a me lo sport come metafora di come dovrebbe essere un confronto, costruttivo, regolare, rispettoso, amicale, e non come in realtà nella vita poi è, irridente, viscerale, subdolo, onesto (?), non affascina.
Ti dirò anzi che mi respinge come poche cose nella vita. Per me lo sport è la linguaccia alla curva avversaria dopo averle mostrato il proprio talento nel farle male. E’ l’autogoal in fuorigioco beffardo al 95°.
Non so le donne ma guardo questi marcantoni di virtù e prima cosa che penso è: quanta poca fantasia.
@abr
Non gli uomini che sembrano uomini, bensì gli uomini che SONO uomini. Penso che la quitessenza -e qui temo i buhhhhhhhhhhh, ma che ci vuo’ fà- della mascolinità sia l’omosessualità e Sparta insegna…
Quanto ci guadagnerebbero i tuoi pezzi se fossero, visto che ami queste epressioni, più low profile e meno infarciti di esaltazione retorica. Per quanto mi riguarda, dopo aver letto (saltellando a fatica) questo mare magnum di interpretazioni valoriali, culturali, conflittuali, addirittura (scomodando Malinowski?) di carattere clanico, a me è venuto il ghiribizzo (grazie Woody) di invadere la Polonia.
Tnxs Ricchiuti.
Quanto alle visioni divergenti dello sport, invece personalmente rispetto all’ “essere” prediligo una rappresentazione del voler e dover essere. Perchè è già giustappunto la vita ad essere come dici tu, lasciami un pelo di romantica evasione, sennò …
@nuvola ossa: appunto! Forse sono stato troppo criptico a far riferimenti al “gender”, ma guarda che quel calendario “les dieux du stade” par proprio pensato da un qualche scultore dell’antica Grecia (dove la bellezza pura era maschile, quella femminile era voluttuosità) ed è andato a ruba tra gli omo.; ci sono state al proposito forti polemiche nell’ambiente (immagina l’etica protestante anglosassone!).
La foto nel post è la più casta e neutra: scusa l’ardire ma se vuoi puoi farti un’idea più chiara sbirciando queste:
http://vlod.files.wordpress.co.....-stade.JPG
guarda qui
Cordapazza tnxs per i suggerimenti e per aver affrontato la fatica di saltellare lungo il pezzo.
Esaltazione Retorica? Prendo atto, ma personalmente ci terrei eliminassi quel “retorica”: perchè ci credo e non è posa, è un tentativo di trasmettere passione; qualcun altro qui l’ha commentato correttamente “un atto d’amore”.
Tant’è, comprendo perfettamente come certi approcci (non il mio, intendo quello del mondo che descrivo, denso volenti o nolenti di “valori”) risultino letteralmente stridenti, demodè, da un altro mondo (nonper caso viene da “down under”), tronfi e retorici appunto, secondo il conventional wisdom corrente, purtroppo ne sono conscio.
L’altra sera vedevo una puntata di un “situation reality” su FX intitolato “Ciak si giri”, ambientato nel mondo del porno italiano, in cui ben poco viene lasciato all’immaginazione. OPra raccontare la storia di una “pornostar” è normale, fino a poco tempo fa vederla in action sarebbe stato considerato osceno.
Oggi invece probabilmente risulta più disturbing e offensivo per la media, far vedere trenta marcantoni inginocchiati a ringraziare il loro Dio. Non per caso un gesto del tutto analogo è stato letteralmente censurato l’anno scorso sotto i mei occhi dalla tv francese in diretta mondiale.
Che vuoi fa’, timea are in a change-
abr, che ti devo dire? ti ringrazio per la gentilissima risposta di chiarimento e noto con piacere una rinnovata, quasi inedita, affabilità nel tuo interagire: va benissimo così e grazie!

l’affabilità è derivata dal fatto che, segretamente, ABR dopo questo articolo ha deciso di convertirsi alla filosofia EMO. Da oggi è magro, vestito di nero e con un ciuffo di lato sempre. E piange per un nonnulla!
Che tutto ciò derivi anche dal motto di Goebbels ”quando sento parlar di intelettuali metto mano alla pistola?”. Che io per evitare stermini di massa estenderei anche al caso Gattuso. Comunque preferisco i 150 anni dell’apparizione mariana a Bernadette Soubirous. Alla prossima.
Tuttavia i solidi valori dei combattimenti uomo-pitbull e uomo-mastino napoletano restano inarrivabili.
Greg., non ci crederai ma da gggiovane portavo il ciuffone sull’occhio, un autentico Emo ante litteram. Ma non chiagnevo…
Nella realtà l’affabilità deriva dal tipico rilassamento post coitum, provato dopo aver finalmente scritto qualcosa su argomento serio, altro che elezioni americane o alitalia.
Contemplativo redmail; personalmente diffido lievemente da chi “vede”, mi esalta solo l’azione. Se faccio imparo, diceva Confucio (o qualcosa del genere).
suvvia, Abr, sappiamo tutto della tua svolta emo. Abbiamo anche una tua foto che non abbiamo pubblicato per rispetto della tua privacy:
http://n3d0.files.wordpress.co.....hitler.jpg
Ma non ti devi vergognare! Siamo per l’inclusione
Luciano, gradisco l’ironia, ma il background “valoriale” non è la violenza, la confrontation ringhiosa, è benaltro.
Provo a spiegarmi con un esempio fresco fresco.
Nella finale odierna del campionato Ozzy Rule accennata nel post (qualcuno di voi l’ha vista? Live su Eurosport2 ore 6.30 am: 100mila spettatori!), ha giocato un tal Luke Hodges.
Era al rientro da un grosso infortunio: una costola fratturata gli aveva perforato il polmone, un quarto d’ora di ritardo nell’arrivo in ospedale e ci avrebbe lasciato la pelle.
Orbene, era in campo non in tribuna; un paio di giocatori avversari hanno iniziato da subito a spintonarlo e sgomitarlo esattamente sul costato.
Beninteso lo facevano apertamente non di nascosto alla vigliacca, guardandolo con aria di sfida: una scena da calcio storico fiorentino.
E lui? Gnè Gnè, arbitro arbitro? Nulla di tutto questo: sorrisone, controspintoni e via: della serie, se state cercando il punto debole della mia squadra avete sbagliato indirizzo.
Alla fine è risultato uno dei migliori in campo.
Ecco, a proposito di modelli valoriali: preferireste che vostro figlio indossasse la maglia di questo Uomo, o quella di un qualsiasi “cascatore” piagnone, miliardario e puttaniere?
peccato, e io che pensavo che il malefico direttore avesse sottoposto abr ad una sana “terapia Lodovico”…;-)
Eh no greg., va ben affabile ma nazionalSOCIALISTA no, questo nonmelodovevidire!
Linkati con Darth Mist e vai sui facts di Chuck Norris allora!
lì sì che andare allo stadio è una cosa sana!
redmail, “se faccio” imparo, non “se mi faccio”.
oh yeas giulia: nonostante lo sport sia “rough”, ci sono donne e bambini a divertirsi. Alla finale citata di oggi c’erano 100.012 spettatori e zero poliziotti.
Qui invece, tutti intelligentissimi e ricchi d’ironia ma …
Sono sempre più convinto che tutto ciò sia funzionale. A qualcosa che non ho capito bene, forse a renderci sempre più lividi e livorosi.
Ok.Non è il tuo genere. Ma sbaglio o le categorie spurie fenotipiche o genotipiche stridono con la tua ”weltanshaung” tutta macho? E poi mi devi spiegare il ”per quelli che scelgono di”. Perchè sembrerebbe che a Casablanca si fa come dal ‘’siringabotulino”…
No redmail nessuno stridio, anzi: considero feno. e geno. l’unica tassonomia applicabile agli umani, rende conto del costante equilibrio instabile (notare il “costante” assieme all’”instabile”) tra individuo col suo particulare e heritage ultradecamillenario embedded nel ns. cervello fatto a strati.
Etica macho?! Questo post (e la mia visione) non è su e per men only, Atene (e Casablanca) sono lontane. Se non fossi riuscito a trasferirlo a tutti, sin dall’intro., beh passiensa …
Compreso! Però sei complicato forte. CIAO