“L’Inferno? E’ in Italia”
di Alessandra Cristofari - 31/10/2012 - Un profugo somalo racconta a Die Zeit che non vuole più tornare nel Belpaese. E spiega perché
Mustafa Harun è un giornalista ritenuto scomodo dagli islamici e, per non rischiare la vita, è costretto a lasciare la Somalia. Parte alla volta dell’Italia che anziché salvarlo rappresenta una tappa ulteriore della sua personale odissea.
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IL RACCONTO – Mustafa Harun si trova in Germania adesso e viene intervistato dallo Zeit: “Berlino rappresenta il simbolo della ricostruzione e sono qui per dimostrare ai miei concittadini che anche la Somalia può essere ricostruita”. La fuga di Harun inizia dopo il servizio che denuncia la violenza sessuale di una ragazza subita dalla milizia islamica di Al-Shabab: “L’hanno portata via e siamo rimasti pietrificati, avremmo voluto fare qualcosa ma gli uomini erano armati”. Harun e il collega si sono avvicinati alla vittima e l’hanno trovata in una pozza di sangue: la donna è morta poche ore dopo. A qualche minuto dalla diffusione del servizio, Harun ha iniziato a ricevere le prime minacce al telefono: da quel momento la sua vita cambia per sempre. È un “condannato a morte” e non può far altro che lasciare il paese.
guarda le immagini:
LA FUGA – Nel 2008 Harun fugge con la moglie, raggiungono il Sudan ma in Libia vengono arrestati dalla polizia e finiscono nel campo di Kufra: “A Kufra i profughi di Etiopia, Somalia e Eritrea vengono picchiati e umiliati ogni giorno” racconta Harun e, per questo, decidono di scappare dal campo. Dopo qualche mese presso l’ambasciata di Tripoli, la coppia si imbarca con altri rifugiati verso l’Italia. “Quando la guardia costiera italiana ha intercettato la nostra barca, credevamo di essere al sicuro ma il peggio doveva ancora venire”.
ACCOGLIENZITALY – Harun e sua moglie sono ospiti per due mesi in un centro di accoglienza in Sicilia finché non ricevono un permesso di soggiorno che gli consente di lasciare il centro ma che non gli assicura nessuna possibilità: vengono letteralmente sbattuti in strada, senza alcuna protezione. Trascorrono due notti in una chiesa e il parroco gli dà due biglietti per raggiungere Roma dove si uniscono ad altri profughi in centri Caritas. Sono sopravvissuti alla guerra in Somalia, al lungo viaggio, alle minacce ma adesso in un paese come l’Italia non sanno come fare per mangiare. Haroun viaggia in lungo e in largo per il paese alla ricerca di cibo e vestiti e spesso torna a mani vuote: è il momento di partire ancora.
BYE BYE ITALIA? – Harun ha deciso: vuole abbandonare l’Italia che non ha nulla da dargli. Raggiunge l’Olanda e si ferma in Germania ma le autorità tedesche parlano chiaro: secondo la legge, Harun deve tornare in Italia. La corte costituzionale di Giessen blocca l’espulsione perché: “L’Italia non soddisfa le norme minime previste dall’UE in buona parte dei casi” ma l’Ufficio federale della migrazione revoca la decisione. Harun si dispera: “Rimandatemi in Somalia ma per favore non in Italia”. Il nostro paese è restio ai sussidi e in più “Le autorità italiane puntano, con la strategia dell’impoverimento, a costringere le persone a migrare verso altri paesi europei” è quanto sostiene il suo avvocato, Dominik Bender. Come finirà la storia dell’uomo che ha perso la libertà per fare informazione?
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(Photo Credit/Getty Images/LaPresse)



















basta razzismo per gli immigrati…..sono FONDAMENTALI. E poi i paesi africani crescono molto più di noi.noi siamo da terzo mondo e gli europei non hanno fiducia in noi.sveglia popollo italiano!!!!!
Per chi sarebbero fondamentali?
Sul fatto che gli italiani(insieme agli europei)si debbano svegliare siamo d’accordo;
gli italiani e gli europei DEVONO RIPRENDERE COSCIENZA DI SE STESSI,RISCATTARSI DA QUESTA ORRIBILE IGNAVIA E SOPRATTUTTO RIPRENDERE LE REDINI DELLA PROPRIA ESISTENZA,INDIVIDUALE E COLLETTIVA,PRIVATA E PUBBLICA,SOCIALE ED ECONOMICA,E NON FARSI MAI PIU’DOMINARE DA NESSUNO!
Allora non siamo soltanto noi Padani a lamentarci,giustamente, del centro e del sud. Se fosse venuto in Padania si sarebbe ricreduto.Potrà sembrarvi assurdo,ma in Padania ci sono molti immigrati che sono diventati imprenditori e si sono inseriti senza problemi,soprattutto nel Veneto.Invito questo immigrato a venire in Padania,per rimpiazzare quelli che se ne stanno andando per colpa dei decreti del governo Monti.Accogliamo volentieri chi rispetta le nostre leggi e tradizioni.
llll
Riapro questa pagina e ci trovo una marea di commenti, molti dei quali lasciano il tempo che trovano.
La cosa e’ molto più semplice.
Senza scomodare razzismo , intolleranza ecc., qui abbiamo un signore che può essere anche Gesù Cristo sceso in terra, ma che va risposto per le rime per la sua indisponenza.
Sicuramente ha le sue ragioni, sicuramente l’ Italia e’ infernale per molti aspetti…ma di certo il denigrare gli altri e’ una tecnica che non paga mai ( lascia temo aggiungere che e’ anche un comportamento abbastanza volgare.)
Concordo in pieno con te!
gggg
rrr
Valentina , ti avevo risposto dicendoti che le parole riportate dal somalo non mi sembrano offensive nè denigratorie per nessuno, anche se bisognerebbe leggere l’articolo in tedesco per capirlo.
In base a quello che c’è scritto, lui ha chiesto asilo in Germania( era un suo diritto) , gliel’hanno negato, anche perchè ce l’ha già in Italia e in Italia non è un perseguitato politico, in base a quale fondamenti la Germania poteva concedergli l’asilo?
Allora lui ha spiegato a un giornalista che in Italia non ci vuole tornare perchè per lui la vita lì è un inferno.
Dove sono le offese e dov’è la volgarità?
Non ha nè insultato, nè denigrato gli italiani, ha solo raccontato e spiegato una sua esperienza personale per evitare di essere rispedito indietro, non per offendere qualcuno.
Allora tutte le volte che su un giornale italiano, spesso anche su queste pagine, si legge “la vita in quel posto è un inferno” o “l’inferno delle donne o dei bambini” o anche semplicemente ” le vacanze dei signori x sono state un inferno”le persone che provengono da quei Paesi dovrebbero offendersi?
.
La conclusione sulle strategie italiane per indurre i rifugiati politici ad abbandonare l’Italia, poi , non mi sembrano conclusioni sue, ma del giornalista che ha scritto il pezzo.
Ciao.
Anzi no, la conclusione finale è del suo avvocato (che ovviamente mira a non far rispedire il suo assistito in Italia e non ad offendere un Paese), ma non è affatto offensiva.
E’ semplicemente una ricostruzione, sulla quale bisognerebbe riflettere se fosse vera ( visto che il diritto all’asilo politico è previsto dall’ONU e se l’Italia non vuole ricevere rifugiati deve assumersi le sue responsabilità e negare l’asilo, non usare trucchi), o rispondere con i fatti e argomentazioni concrete se fosse falsa.
Io non ci trovo nulla di offensivo o di gratuito.
Per me un’offesa è “gli italiani fanno schifo, l’Italia è un Paese da buttare nella spazzatura”, non “la mia vita in Italia è stata un inferno per questi motivi”…
Ma poi,infine,cosa c’è di complicato e di negativo nell’attuale situazione?Abbiamo un bel pò di record;
Disoccupazione record;
debito pubblico record;
tassazione record;
corruzione record;
criminalità comune e organizzata record;
servizi al cittadino-minimo record;
retorica mondialista filoturbocapitalista record;
spero di non aver dimenticato qualcosa!
Ignoranza record. Se consideriamo la situazione delle nostre scuole…c’è da piangere.
Anche.
Un applauso alla “retorica mondialista filoturbocapitalista”, per giunta “record” (in Italia????). Dai, tutti quanti a zappare e vendere i prodotti dell’orto al paesino vicino, così ci teniamo mogli e buoi dei paesi nostri…
Mai sentito i discorsi di alcuni ministri-compreso il premier?
fffff!
Se c’è un fattore nel quale gli abitanti dell’italica penisola eccellono è l’autolesionismo.
Hanno una capacità innata a scegliere i leader sbagliati che è qualcosa da analizzare ed esprime anche un certo fascino perverso.. Avete in mente il film “La mosca”? In cui la mescolanza tra geni dell’insetto e uomo danno origine a una creatura di fattezze indescrivibili? Bene, gli Italiano sono così, poverini, genitori incoscienti di mostri, concepiti senza amore, a cui hanno la sciagurata idea, di dare fiducia.
Tendenzialmente forse è anche come dici,però con Monti è diverso;
ci è stato imposto-nessun cittadino lo ha votato-certo,”rispettando la costituzione”,e quindi in maniera formalmente ineccepibile;se però si presentasse alle politiche e qu fosse eletto,allora sì che avresti ragione tu al 100%!
…
Vabbè comunque, come sempre , fa comodo dimenticare nei post, che questo uomo, è un intellettuale, un giornalista, condannato nel suo paese, per aver raccontato verità scomode del suo governo, e quindi è fuggito in Italia e ha ottenuto l’asilo politico…. e gli Italiani, prima dicono SI e fanno tanto gli Europei, difensori dei diritti umani…e poi lo trattano come l’ultimo dei cani abbandonati….se permettete, i primi a farsi girare le palle ,dovrebbero essere proprio gli italiani onesti, per questo spiacevole disservizio … e non tirare in ballo lo stupido e rivoltante Orgoglio Nazionalista, quello stesso orgoglio che ci ha reso Acritici per “= anni ,nei confronti di una classe politica mangiona, e sprecona….sono loro che “hanno fatto i froci, con il culo nostro” e non questi pochi immigrati politici, che hanno diritto ad un servizio dignitoso, visto che l’Italia ci prende pure i soldi dall’Europa per questo !
Questo è stato rifiutato da due, dicesi due, paesi europei, tanto dovrebbe far riflettere il tuo cervellino imbevuto di retorica terzomondista.
E’ stato rifiutato perchè aveva già l’asilo politico in Italia e in Italia non era perseguitato, quindi è ovvio che altri Paesi non gli abbiano concesso l’asilo.
L’Italia deve fare una scelta: non vuole rifugiati politici? Bene, non dia l’asilo a nessuno,, assumendosene la responsabilità e aspettandosi le critiche di Paese non democratico da UE, ONU , Amnesty International, ecc.
Ma qualora concede gli asili politici sappia che ha dei doveri verso i perseguitati che ha accolto.
E’ stato lui ad andarsene, poteva restare se voleva.
se la cosa ti turba tanto accoglilo in casa tua, pesantona.
Essere leggeri significa sentirsi obbligati a leggere ciò che non piace o curarsi delle vita e delle idee di chi non si conosce?
Prenditi degli aiutanti se diventa troppo complicato dover leggere tutto.
;-I
Sturacommenti °\^
fatti ‘na vita invece di pensare a sturare i commenti.
@ enrico
Te lo riscrivo qua perchè i commenti oggi non si sturano e in questa pagina in particolare vengono persi.
Ti dicevo che i contributi offerti da tutti i popoli allo sviluppo della civiltà sono tutti importanti, ed io non voglio certo svilire il contributo italiano: dall’anno 1000 circa ( ancor prima se si include Ravenna , che però era bizantina) al 1600 l’Italia è stata lA CULLA della civiltà europea . Non dimentichiamoci che il primo nucleo culturale italiano fu la Sicilia , con il contributo della cultura araba, ma poi ci fu Firenze con il Rinascimento, ecc.
Da Leonardo da Vinci al metodo scientifico di Galileo Galilei, dall’elettricità di Alessandro Volta alla radio di Marconi, al telefono di Meucci ( anche se quest’ultima cosa è un po’ controversa) nessuno vuole negare il contributo dell’Italia alla storia dell’umanità, e neppure che non se ne debba essere fieri in modo positivo, ma da qui a voler far credere che i nostri siano stati i contributi più importanti di tutti, nell’arco di tutta la storia dell’umanità, e a considerarci superiori ce ne corre… e il rischio poi è sempre quello di cadere nel ridicolo con questa autoesaltazione.
Comunque , l’Italia è stata la culla della cultura dall’alto Medioevo fino alla nascita dell’Illuminismo ( che viene considerato importantissimo , ma non è nato in Italia, nè vi si è sviluppato in modo particolare), ma per amor del vero va detto che la cultura antico- romana non era autoctona , era greco ellenista ed ha offerto veramente poco allo sviluppo delle scienze.
qui c’è qualcuno che non vuole proprio arrendersi.
Non comprendo questa così scrupolosa(quasi pedantesca,direi)precisazione storico-culturale;
concordo col fatto che non ci si dovrebbe esaltare troppo dei propri meriti,per quanto grandi e magnifici possano essere;
ma secondo me,nemmeno umiliarci e flagellarci autolesionisticamente come invece tanti italiani fanno;
un sano equilibrio è necessario in tutto,e sbaglia chi esagera in un estremo o in un altro;
tu stesso del resto riconosci i meriti della nostra cultura,e allora non comprendo lo spirito del tuo primo commento;
denigrarci da noi stessi è sciocco e dannoso,ne converrai;
non mi sembra che poi per mia parte abbia in qualche modo esagerato e al contempo sminuito altrui meriti;
infine,esistono culture civili e culture incivili;
la cultura italiana,fa parte senza il minimo dubbio,delle più grandi culture mondiali e delle maggiori civiltà mai esistite.
“infine,esistono culture civili e culture incivili;”
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E quali sarebbero le culture incivili?
Per me OGNI CIVILTA’ ha vissuto i suoi momenti di splendore e di oscurantismo, e l’Italia non fa eccezione, e questo era il senso del mio primo intervento.
Va bene gloriarsi del passato, ma ciò non ci dovrebbe distrarre troppo dall’essere critici riguardo al presente.
Un esempio di cultura incivile è quella degli Aztechi,dove si arrivava a sacrificare fino a 20.000 persone in un giorno,perchè la loro cultura religiosa aveva inventato(motu proprio)un pantheon di divinità sanguinarie e letali,alle quali tributare-in maniera pressochè quotidiana-esseri umani per placarne l’ira e quindi allontanare la sempre incombente catastrofe!
E’da dire che quello dei sacrifici umani non era certo monopolio degli aztechi,ma in nessuna altra cultura ci fu una tale metodicità e quantità di vittime.
Neppure a me piace la cultura azteca, così come ci viene descritta, e mi piacciono ancor meno i conquistadores europei che li sterminarono tutti , e non solo gli aztechi.
Sicuramente erano un popolo di guerriei , come gli spartani che secondo la leggenda immergevano i bambini nell’acqua fredda e gli ateniesi che ogni anno pretendevano 7 fanciulli e 7 fanciulle da sacrificare per il minotauro.
Questi ultimi sono miti , ma va detto che le culture precolonbiane le conosciamo soprattutto attraverso i miti e le leggende che sono state tramandate agli europei.
Non vorrei dire una cavolata, ma quel che conosciamo delle culture precolombiane sono solo frammenti, non conosciamo tutta la storia degli aztechi e di altri precolombiani ( credo).
Ad esempio tutte le loro conoscenze in vari ambiti ( tipo l’architettura di Cuzco) sono andate perse .
Anche noi europei abbiamo avuto microculture ( nello spazio e nel tempo) molto barbare, penso alla Santa Inquisizione spagnola o al periodo nazista.
x
lll
Ti ho risposto enrico, forse apparirà.
f…..?