Google e censura, paladini a intermittenza
Il colosso americano abbandona la Cina rifiutandosi di sottostare alle richieste del governo locale, ma non è altrettanto intransigente nel resto del mondo Scontrandosi con il governo cinese e stabilendo di chiudere del tutto motore di ricerca e uffici in
Il colosso americano abbandona la Cina rifiutandosi di sottostare alle richieste del governo locale, ma non è altrettanto intransigente nel resto del mondo
Scontrandosi con il governo cinese e stabilendo di chiudere del tutto motore di ricerca e uffici in Cina, Google ha certamente preso una decisione forte non soltanto dal punto di vista economico, ma anche politico: l’idea che passa, o che vorrebbe passare, è che l’azienda di Mountain View non è disposta ad accettare la censura dei suoi risultati come condizione necessaria per operare legalmente in Cina. Posizione più che rispettabile, e che sembra rispondere con qualche anno di ritardo alle numerose critiche ricevute in passato da Google per la sua poco ammirevole collaborazione con le autorità cinesi; collaborazione che aveva fatto vacillare in molti la fiducia in quel “Don’t be evil” che nelle intenzioni dei fondatori doveva guidare le scelte di Big G.
LA SVOLTA - Ecco quindi che a Mountain View si è deciso di fare un passo indietro: i diritti umani vengono prima di tutto. Sergey Brin, co-fondatore e presidente, ha auspicato in questi giorni un intervento più deciso da parte della Casa Bianca (“Spero che la questione venga affrontata seriamente”, “i diritti umani meritano la stessa attenzione data alle questioni commerciali, che oggi hanno la priorità”), e ha perfino criticato fortemente Microsoft, colpevole di essersi arresa al governo cinese al solo scopo di avvantaggiarsi rispetto a Google. “Loro in particolare mi hanno deluso”, ha detto Brin, “a quanto mi risulta non hanno di fatto quota di mercato, quindi essenzialmente hanno preso posizione contro la libertà di parola semplicemente per contraddire Google”. Ma questa improvvisa redenzione lascia spazio a qualche dubbio: come mai il colosso americano ha cambiato idea sulla strategia migliore da seguire in Cina soltanto adesso? E quanto conta davvero il principio rispetto al più pragmatico dollaro?
I DUBBI - Qualcuno, ad esempio, ha fatto notare che a Google ci si è guardati bene dal ripudiare la censura prima degli attacchi subiti dai loro server a gennaio. E soprattutto che i novelli paladini dei diritti civili non sono altrettanto intransigenti in un discreto numero di altri mercati meno problematici. In vari stati europei, ad esempio, come Francia, Germania e Polonia, le ricerche di Google nascondono alcuni risultati; si tratta tipicamente di contenuti neonazisti o negazionisti che violano le leggi locali, ma che altrove non vengono censurati. Provare a cercare “stormfront” su Google.fr e Google.de per credere.
PRINCIPIO O IPOCRISIA? - In Australia, Google ha rifiutato recentemente di bloccare un certo numero di video su YouTube, tra cui dei filmati sull’eutanasia e sull’uso di droghe; ma la stessa azienda non si è fatta problemi a rimuovere dai risultati di Google.au la voce (piuttosto offensiva) sugli aborigeni in Encyclopedia Dramatica (una specie di Wikipedia satirica e ben poco garbata). E ancora: in Turchia Google ha accettato di impedire l’accesso a video su YouTube che davano del gay ad Ataturk, in Thailandia si è adeguata alle leggi che vietano di prendere in giro il re, in India, perfino, tra i tanti risultati censurati ci sono tutti quelli legati alla pornografia. Certo, sono casi piuttosto diversi da quello cinese, ma non era una questione di principio? E la libertà di parola non veniva prima di tutto il resto? “Don’t be evil”, dicevano, ma il problema non è essere buoni: è essere coerenti.






Mah…. a dire il vero, digitando “stormfront” su google.fr e google.de, visualizzo tranquillamente il risultato…
E personalmente, sono a favore del CARCERE per i negazionisti e i neonazi, per cui se anche gli censurassero i siti, ben venga.
“la tolleranza diventa un crimine quando si applica al male” [Thomas Mann]