Il Premier anche questa volta è stato di parola. 7 milioni di lettere ed opuscoli in arrivo nelle nostre case. Ci racconteranno delle cose fatte e ancora da fare del “Governo del fare”, appunto. In fondo, Basta crederci…
Ormai ci siamo abituati. Puntuali come un orologio svizzero o l’annuale “mattone” natalizio di Bruno Vespa, anche quest’anno in vista delle elezioni in programma domenica prossima,
nelle case degli italiani giungerà l’ormai solita lettera di Silvio Berlusconi. Il format è il solito. Lettera più brochure in carta patinata con tanto di foto, belle facce e grandi sorrisi, al quale il Cav. affianca, tornando un po’ alle sue origini, le sue provate capacità di “venditore porta a porta” con tanto di “vision” messianiche condite dal richiamo quasi ossessivo alla speranza e all’ottimismo.
LA VOCE DEL PADRONE - E’ stato anche questa volta di parola. Lo aveva annunciato sabato “urbi et orbi” dal podio del suo comizio a Piazza San Giovanni. Le prime copie sono arrivate già oggi agli elettori del Lazio, le rimanenti verranno spedite entro venerdì a quelli di tutta Italia. Ben 7 milioni di lettere ai cittadini delle regioni che domenica 28 e lunedì 29 marzo andranno al voto con allegati altrettanti opuscoli pieghevoli a colori e in 12 pagine, dal titolo “Il Governo del fare”. La missiva è in forma personalizzata. Caro Mario, cara Teresa, cari tutti, insomma. La lettera, assicurano gli ideatori, tra cui l’onorevole del Pdl Antonio Palmieri, che ha commissionato il progetto – vuole accantonare le polemiche quotidiane del teatrino della politica per riportare invece l’attenzione dei cittadini sulla realtà, vale a dire sulle concrete realizzazioni del “governo del fare” – sottolineando l’importanza di trasferire questo metodo al governo delle regioni. Insomma il principale attore di questo teatrino, si tira fuori per spiegarci – dice – le tante cose fatte in questi due anni di governo.
DALLA LETTERA AI LAZIALI - Ad un primo sguardo non abbiamo notato alcun riferimento alle tante leggi “ad personam” varate, ne al continuo ricorso del “voto di fiducia” ne, soprattutto, alcun riferimento allo stato della nostra economia Pil, debito, deficit, inflazione ecc. Niente di niente, ma magari si è trattato solo di una svista. Per ogni regione è stata prevista una lettera personalizzata, che si conclude, però, sempre allo stesso modo. L’invito del premier a votare il candidato governatore di centrodestra nella sfida delle urne. Gli ideatori dell’originale iniziativa, tengono a far sapere che la lettera – e non poteva essere altrimenti – è uscita dalla stessa penna del Cavaliere, che ne ha curato comunicazione e dettagli. La missiva inviata agli elettori laziali, in particolare riporta: “Le elezioni regionali nel Lazio – scrive il presidente del Consiglio – ci vedono contrapposti a una sinistra che, invece di misurarsi democraticamente col voto, semina menzogne, invidia e odio“. Il solito fortunato cliché, come si vede, che ripete dal 1994 con maniacale ossessione. Berlusconi poi torna sulla vicenda delle liste e spiega la sua versione, smentita peraltro non solo da nove giudici diversi e di diversi tribunali, ma persino da molti esponenti del centro-destra: “Ai nostri delegati è stato impedito di presentare la lista del Popolo della Libertà di Roma e della sua Provincia, con atti e comportamenti a ciò diretti. In quello che è accaduto non vi è stata responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e ai nostri funzionari, come invece si è cercato di far credere”. “Tuttavia, ne sono certo – aggiunge il premier – noi riusciremo a prevalere sui nostri avversari, che avrebbero preferito correre da soli, proprio come si usava nelle democrazie popolari sovietiche. Nel Lazio – insiste Berlusconi – abbiamo raddoppiato i nostri sforzi per far prevalere il nostro programma di governo e far vincere la nostra candidata Renata Polverini. Ora più che mai la sfida è tra un’opposizione che sa dire solo dei no, che sa solo diffondere veleni, pessimismo e catastrofismo e che a Roma vuole vincere impedendo a noi di partecipare al voto“. Un disco rotto che si ripete sempre uguale dal gennaio del 1994 che, tanto per cambiare, ripropone la storiella che fa il verso al senatore Mc Carthy, della “Scelta di campo”. Infatti, scrive il premier: “La scelta di campo è oggi più che mai tra il Governo del fare e l’opposizione delle critiche a vuoto delle chiacchiere e degli insulti. Una sterile propaganda che non può nulla contro i nostri risultati concreti“, scandisce il Cavaliere che ‘chiama’ i cittadini contro l’astensionismo. Risultati concreti che però, molti, non hanno nemmeno intravisto e non certo perché l’informazione è “dall’altra parte”.


Ma la notizia che in tre anni sconfiggerà il cancro non l’ha messa?
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il bonus vacanza è la versione moderna delle colonie di epoca fascista?
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Ma davvero la “gente” non si è ancora stufata di questa retorica (sia essa del “fare” o delle “toghe rosse” o del “Non ci lasciano lavorare”)?
Da quello che capisco di marketing, dopo un po’ bisogna un po’ rinnovarsi, sennç la “gente” si annoia.
Sarà questa la volta buona?
Un sorriso ai posteri l’ardua sentenza (se Silvio ci consente di usare questo sostantivo, s’intende…^_^)
C.
Cari amici Silvio vi scrive
così vi distrae un po’
e siccome siete molto fessacchiotti
più forte vi scriverà.
Da quando c’è il partito
c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va…..
MA….. la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.
(Oddio, sono finito!!! Silvio, perdona!!!!!!!!)
Siamo sempre li,
fra il dire e il fare . . .
Ci sono cose che si fanno senza dirlo a nessuno,
cose che si dicono a tutti senza farle per niente…
Il rischio per chi finge è di poter esistere solo per finta,
come al cinema: se accendi bene la luce, lo schermo resta bianco.
http://incosacredere.blog.espresso.repubblica.it/come-esser-felice/
Quanti alberi sono stati abbattuti per stampare sta puttanata?
Visto che l´opposizione fa orecchie da mercante, intervenga il WWF!
“Il solito fortunato cliché, come si vede, che ripete dal 1994 con maniacale ossessione.”
Sì però sono 15 anni che funziona. Se fossi al suo posto ci riproverei. Purtroppo per lui, il tempo passa per tutti, e anche Berlusconi finirà fuori moda. Ciò non toglie che possa vincere le regionali, tuttavia il declino è iniziato. Con questo elettorato, tremo al pensiero di quello che succederà dopo… Saremo governati da Wanna Marchi? AIUTO!
I discorsi di Berlusconi saranno iper-ripetitivi, ma non sono d’accordo che alla fine stanchino i suoi elettori (a me invece hanno distrutto le palle da parecchio).
Queste semplici formule (“magistrati comunisti”, “sinistra invidiosa”, “comunisti incapaci di proporre”, “la sinistra aumenta le tasse, noi le abbassiamo”) secondo me sono quelle che fanno presa su un popolo composto perlopiù da gente disinformata che pertanto, non prendendosi la briga di andare a vedere quanto di vero e quanto di falso ci sia nei discorsi del nano e di analizzare a fondo le sue fantasiose teorie, si accontenta e si fida di banali espressioni che però, in quanto tali, sono facili da memorizzare e da ripetere parlando con amici e parenti.
Non ho mai studiato marketing in vita mia, ma, pur nella mia incompetenza in materia, mi pare di poter paragonare gli slogan berlusconiani a quelli pubblicitari: frasi semplici e brevi che rimangono impresse seppure poi non si sappia bene quale siano le qualità dell’oggetto in questione. Giusto per fare un esempio, praticamente chiunque vi potrebbe dire che da “Trony, non ci sono paragoni”, ma quanti poi realmente sanno se questo slogan corrisponde a verità o meno? Nessuno, però il concetto rimane. Fosse stato: “Trony, da noi le TV costano il 25,7% di meno perché usufruiamo degli incentivi X e Y, le nostre lavatrici sono meglio perché fanno uso del sistema Staminchia Wash (TM) che velocizza i tempi di lavaggio etc…” non credo sarebbe rimasto molto impresso.
Chiedo perdono se c’è qualche esperto di marketing qua dentro che sarà rimasto inorridito da questa esposizione
Preparo la biro:”RESPINTO AL MITTENTE”!