Il caso di Marco Luzi a Roma e del suo raptus omicida ricorda non troppo da lontano il recente drammatico episodio finlandese, ma l’esito è stato molto diverso: è stata la legislazione a fare la differenza?
“Ragazzi di vita”, ogni settimana, vi racconterà quello che tutti i giorni potreste vedere ad ogni angolo di strada. Se voleste. A cura di Noantri
Martedì scorso uno squilibrato finlandese ha ucciso dieci persone in una scuola prima di suicidarsi apparentemente senza alcun motivo. Nello stesso giorno a Roma un ragazzo di 25 anni con problemi psichici ha accoltellato tre persone rischiando di ucciderle.
I FATTI - Il killer finlandese si chiamava Matti Juhani Saari ed era già noto alla polizia perché pochi giorni
prima della strage aveva messo su internet quattro video in cui lo si vedeva sparare durante alcune esercitazioni al poligono. I geniali poliziotti finlandesi, nonostante i deliranti messaggi di minaccia trovati in rete, hanno pensato bene di non sequestrargli la pistola. Lo squilibrato romano ha invece seminato il panico nella chiesa di San Marcello, nel quartiere San Saba. Marco Luzi ha accoltellato il parroco, Don Canio, 68 anni, ferito un ex prefetto di 77 anni, un agente che cercava di fermarlo e una donna peruviana di 37 anni, colpita di striscio mentre cercava di allontanarsi dalla scena della mattanza. Secondo gli inquirenti a ispirare il folle gesto sarebbe stato il film “Il Codice da Vinci”, trasmesso il giorno prima in televisione. Nella sua abitazione sono stati ritrovati diversi scritti inquietanti tra cui uno sull’anticristo. In tasca aveva tre biglietti con la scritta «questo è solo l’inizio 666». Il giovane ha cercato di giustificarsi dicendo che in uno di quei documenti è contenuta la chiave di quanto accaduto; sarebbero state infatti delle voci interiori a suggerirgli di agire così.
DUE CASI SIMILI - Finlandia e Roma. Due storie lontane, due luoghi lontanissimi. I contesti che hanno sprigionato lo stato di grave confusione mentale nei due giovani sono molto diversi, eppure il risultato prodotto sembra lo stesso. A fare la differenza forse è stata la legislazione. Nonostante tutto, in Italia non è ancora così facile procurarsi un’arma da fuoco, mentre secondo alcune statistiche riportate dai telegiornali italiani, nel paese scandinavo ci sono ben 56 armi ogni 100 abitanti, regolarmente denunciate. Da una parte una strage da prima pagina, dall’altra una notizia da pagina interna della cronaca locale. Chi invoca giustizia fai da te e diritto alla difesa personale in presenza di ladri e rapinatori dovrebbe riflettere sulle conseguenze che potrebbe avere una legge per una diffusione più facile delle armi. Più pistole ci sono in giro, più si spara. E più si muore.























L’aspetto più inquietante di questo “doppione” italiano è la convinzione degli inquirenti! Mamma mia…
Anche a me lascia peplessa: è piuttosto singolare, per la sua assoluta mancanza di “scientificità”, diciamo. Sicuro che abbiano detto una cazzata simile?
(il fatto mi riporta alla memoria un pazzo del mio paese, curato presso una struttura in cui lavorava mia madre: le voci gli dicevano di buttare certe persone della finestra. Gli chiedo: ma le voci non hanno mai ordinato di buttarti tu, dalla finestra? Lui: no, mai.
La mancanza di scientificità dell’illuminazione investigativa italiana risiede anche nel fatto che “Il codice da Vinci” è uscito minimo due anni fa! ‘Sto povero Anticristo avrebbe ucciso a scoppioooooooooooooooooooooo ritardato!!!
no, nuvoletta: è che l’anticristo è come quel calciatore italiano, Luca Toni che, in una intervista, dice di leggere un libro ogni due anni e mezzo! ahahha
è perché siono dondo:-))))))))))))))))))))))))))))))))))))))
Al solito devono demonizzare un film/libro che guarda caso punta l’indice sulle nefandezze e i tanti segreti che nel corso dei secoli la chiesa ha fatto. Non può essere solo il frutto di una mente malata? E se non fosse stata malata allora tutti quelli che hanno visto il film se ne dovrebbero andare in giro ad accoltellare la gente!
Riguardo le restrizioni sulle armi da fuoco, sono perfettamente daccordo sul fatto che la diversa legislazione in materia abbia fatto la differenza con la storia finlandese. E aggiungerei: e meno male!
“Più pistole ci sono in giro, più si spara. E più si muore.”
Sono d’accordo!
Però il problema che si pone non è tanto la detenzione o meno di una pistola…ma la pazzia!!!
Una pazzia “mascherata” è ancor peggio di quella “riconosciuta”!…perchè a volte nelle vesti di una persona normale può nascondersi un folle!..quindi “la pazzia è una forma di normalità”…oppure “La pazzia se ne va a spasso per il mondo come il sole, e non c’è luogo in cui non risplenda.”
“Al solito devono demonizzare un film/libro che guarda caso punta l’indice sulle nefandezze e i tanti segreti che nel corso dei secoli la chiesa ha fatto”
Ecco, poi vi stupite se uno ha preso troppo sul serio il libro.
Due commenti sopra c’è uno che, ammantato di saggezza e razionalità, ha fatto esattamente la stessa cosa.
ROMANZO una volta aveva un significato ben preciso. Puntare l’ìindice su qualcosa non era fra questi. Non lo è ancora, a quanto mi risulta.
@lucia: era il “tuo” shakespeare, vero? king lear?
dài, definire “un libro che punta l’indice sulle nefandezze della Chiesa” un cumulo di vecchie leggende ricicciate mi sembra davvero troppo…
il porto d’armi centra ben poco,un assassino può esserlo anche con una macchina. Il cervello quando è fuso è fuso.
@Cordapazza: si è shakespeare…ma non è tratto da Re Lear ma dalla “dodicesima notte”.
ciao
brava a puntualizzare il “tuo” Shakespeare…in fondo un pò mi appartiene…perchè modestamente il “teatro” è parte di me!
Per Ermenegildo: ok, quando uno è fuso è fuso, d’accordo… ma credo sia molto più semplice fermare un individuo armato di pelapatate che un pazzoide con un’arma da fuoco carica. Giusto?