Due settimane fa la Polizia Muncipale consigliava ai commercianti della città di stare alla larga da “presenze fastidiose sia per il pubblico che per i titolari di negozi”. La distribuzione del sapone leghista come frutto di un clima d’astio alimentato dalla stessa amministrazione?
A Sansepolcro, in provincia di Arezzo, quella dei rappresentanti della Lega Nord che si mettono a distribuire tra la gente sapone liquido per lavare le parti del corpo dopo ogni loro eventuale contatto fisico con un immigrato, non è l’unica radicale presa di posizione espressa di recente nei confronti degli stranieri presenti nel nostro paese.
CONFIDENZA ZERO - Era stata la Polizia Municipale, due settimane fa, attraverso un comunicato stampa ad assumere verso gli immigrati una posizione altrettanto netta come quella dei militanti del partito di Umberto Bossi. E non meno sorprendente. Il 3 marzo, infatti, Brunella Proietti, comandante della Polizia Municipale di Sansepolcro, per evitare il proliferare di “presenze fastidiose sia per il pubblico che per i titolari di negozi” invitava tutti i commercianti del comune a dare ai venditori abusivi “meno confidenza possibile”. La Proietti si peneva come obiettivo quello di evitare l’”estendersi a macchia d’olio” del fenomeno: “Ultimamente – spiegava il comandante – un numero sempre più crescente di venditori abusivi di svariata merce, dagli indumenti agli accendini, arriva a Sansepolcro da zone vicine, in particolare l’Umbria, servendosi del treno. Per poi raggiungere a piedi i luoghi dove svolgere le loro mansioni, in prossimità o addirittura all’interno di negozi del centro storico e dei supermercati più periferici. Trattasi per la stragrande maggioranza di persone originarie della Nigeria. E in diversi casi abbiamo riscontrato che questi venditori abusivi si recano addirittura presso le private abitazioni. Suggerisco a tutti, negozianti e popolazione, di dare minima confidenza a questi venditori abusivi, così da non indurli a considerare Sansepolcro e i suoi abitanti terreno fertile per smerciare i loro prodotti”.
REAZIONI – “Tutto avviene in un clima d’odio verso i venditori ambulanti della nostra piccola città”, ci tiene a sottolineare ora Alessio Martini, responsabile giovanile del Partito Democratico di Sansepolcro, descrivendo il contesto in cui si è verificato l’episodio di questi giorni e facendo riferimento anche al comunicato stampa di inizio marzo. Se il gesto di cui si sono resi protagonisti i militanti della Lega viene definito “episodio troppo grave”, “che preoccupa”, che genera “incredulità”, non da meno sarebbero le dichiarazioni dell’amministrazione. “Clima di astio”, ripete più volte Martini. E se la distribuzione del sapone rievoca i più noti exploit della camicia verde Mario Borghezio, del comunicato della Polizia Municipale è più difficile trovare un precedente. Intanto il partito di Bersani, che nel Consiglio comunale di Sansepolcro è all’opposizione, annuncia battaglia: “Il Pd di Sansepolcro – scrivono i democratici sul web – condanna queste azioni barbare e razziste e nel caso fosse confermato l’accaduto invita l’amministrazione comunale di Sansepolcro a dissociarsi e a presentare un esposto per denunciare gli autori di una simile vergogna”.






















Quelle della Proietti, per come sono qui riportate, sono parole piene di buon senso, prudenti, e non incitano al razzismo. Se mai, al rispetto della legge, senza per questo abusare della legge per calpestare i diritti di qualcuno, in questo caso quelli degli immigrati. La polizia, contrariamente a quanto scritto nel titolo, dice di non dare confindenza ai venditori abusivi, ossia a persone che compiono atti illeciti, non agli immigrati. Ossia, come capisce chiunque non sia prevenuto, cerca di risolvere il caso di questa forma di illegalità con le maniere buone prima che il fenomeno si aggravi; con una specie di boicottaggio, nel nome di quel culto della legalità che il popolo democratico dalla lingua biforcuta spesso pratica la mattina per dimenticare la sera. Qui “forma” e “sostanza” della legge si unificano in una intelligente azione preventiva. Nella logica dei migliori e degli incorruttibili alla Travaglio la polizia magari dovrebbe fare una sola cosa: arrestarli tutti, quei negri.
Forse la cosa che lascia qualche dubbio è il fatto che sembra una dichiarazione di impotenza, come tutte le leggi che nel tentativo di sopperire all’ incapacità di perseguire i REATI si accontenta di perseguire le PERSONE.
Ma si sa che i veditori abusivi ( come i lavoratori clanestini ) sono fonte di reddito per i loro datori di lavoro italiani, e dato che questi ultimi votano è meglio non disturbarli eccessivamente.
Nella logica di Travaglio in galera dovrebbero andare i committenti dei lavori effettuati con manodopera clandestina o i commercianti che riforniscono gli ambulanti, ma si sa, sarebbe molto più faticoso che dare consigli, come dice il proverbio, chi sa fa, chi non sa insegna….
Oltre a questo il reato dei venditori ambulanti è sostanzialmente una forma di evasione fiscale, dato che il temine “dare confidenza” è sinonimo di dare fiducia, e che dal punto di vista oggettivo un venditore ambulante senza condane penali è altrattanto colpevole di un imprendiotre con condanne in primo grado per evasione fiscale e corruzione (in un processo cancellato per decorrenza dei termini di prescrizione) il consiglio perfettamente ragionevole dato dalla Proietti può essere così parafrasato ” non date fiducia a Silvio Berlusconi altrimenti gli evasori fiscali e i corruttori potrebbero considerare l’Italia terreno fertile per le loro attività illegali, e gli investitori stranieri potrebbero fuggire spaventati”, in effetti il fatto che gli investimenti stranieri esteri in Italia siano la metà di quelli in Francia e un quarto di quelli in Gran Bretagna o Germani sembrerebbe suffragare l’ipotesi.
A Zamax
Infatti mi sarei aspettato una levata di scudi leghisti più o meno al grido di “ma come? i vigili qui dichiarano che non faranno niente contro i venditori abusivi immigrati sperando che se ne vanno da soli mentre se un commerciante italiano sbaglia mezza virgola lo stangano di brutto e senza tanti atteggiamenti bonari?!”.
un numero sempre più crescente
-sempre più!!!
di svariata merce
-Come fa una sola merce ad essere svariata?
i luoghi dove svolgere le loro mansioni
-Che funzione ricopre o che incarico svolge,di grazia, un negro che vende carabattole?
all’interno di negozi del centro storico e dei supermercati più periferici
-I negozi del centro storico sono supermercati meno periferici,o i negri non vendono nei supermercti meno periferici,che dovrebbero quindi trovarsi in posizione intermedia fra i negozi del centro ed i supermercati della periferia,cioè quelli più periferici?
di dare minima confidenza
-Un articoletto:questa è robba da poco…
Quando poi qualche malpensante pignoleggia sempre sul fatto che non si trova mai un berlusconiano che non sia anche un analfabeta di prima scelta,vai a dargli torto!
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Quali bisogni e quali risposte?
Commento al singolare appello del capo dei Vigili Urbani di Sansepolcro che invita a dare “meno confidenza possibile” ai venditori ambulanti. Come politica sembra poca cosa, come appello inopportuno che scarica sui cittadini responsabilità che non sono loro.
Ma come si fa a fare una richiesta del genere? La presenza di immigrati che desiderano vendere le loro poche cose è il segnale di un disagio di tipo economico che noi percepiamo ma che loro hanno iniziato a percepire da più tempo e in modo decisamente maggiore. E’ opportuno che i Vigili Urbani abbiano un indirizzo politico sul come comportarsi con queste persone in difficoltà e non si prestino a consigli di dubbio gusto e di scarsa umanità. Come si fa a dire di dare meno confidenza possibile? Prima di essere venditori abusivi, queste sono persone con le quali dobbiamo rapportarci, ascoltando i motivi che li spingono a chiedere un euro per mangiare. Il rispetto della legalità è la prima cosa, ma questa si deve coniugare con una politica sociale rispettosa della dignità della persona. Non è certo con la ‘minima confidenza’ che facciamo rispettare la legge. E poi: siamo veramente sicuri che il fenomeno sia di tipo emergenziale? Pensiamo realmente che con meno confidenza sarà risolto il problema e che non verranno più a disturbarci? Quale politica mettiamo in atto per venire incontro a quanti si trovano in situazioni di emergenza economica, siano essi provenienti dalla Nigeria o da Sansepolcro? Esiste tutto questo nella mente di quanti sono chiamati a gestire il bene pubblico, le città, le province, le regioni e i bisogni che si manifestano? Se non esiste, questa è la vera emergenza a cui dare risposta. Subito.