Cultura

Nuvole di byte

18 marzo 2010

Alessandro Prunesti, giovane esperto di social media e tecnologie dell’informazione è in libreria con Nuvole di byte. Edizioni della Sera. Il libro è una bella panoramica sullo stato dell’arte nel campo dei sistemi IT in generale, più specificamente di quelli legati al mondo del web. Il web 2.0. Questo insieme di sistemi, tecnologie e strumenti come i social network, i blog, youtube, dada, le community, i feeds, tutto ciò che si può riassumere con il termine appunto web 2.0, abbinato alla forza di diffusione dei telefoni cellulari hanno messo larghissimi strati della popolazione mondiale, anche in aree molto povere, nelle condizioni di condividere quello che si vuole con chi si vuole. La libertà di p@rol@. Audio, video, testo, racconti intimi, recensioni, impressioni su posti visitati, su alberghi di cui si è stati ospiti, “la prima volta”, insomma tutto finisce in qualche service provider e, prima o poi, sarà letto da qualcun altro, collegandosi in qualche altro nodo della infinita rete. La potenza degli strumenti non legittima l’equazione “libertà di parola” = “libertà di espressione e/o di informazione”. Il libro ha un carattere più accademico che saggistico. Fornisce molti dati qualitativi e quantitativi. E fa riflettere. Arrivati alla fine del libro due rimangono i grandi interrogativi:  – Come è possibile che ancora oggi non si è stati capaci di sfruttare tali potenzialità nella pubblica amministrazione? – L’invasività di tali sistemi anche in persone con bassissima scolarizzazione è un vantaggio o uno svantaggio?  Se dovessi regalare questo libro lo regalerei ai Governatori (futuri neoeletti) delle Regioni Italiane ed ai Sindaci di tutti i comuni Italiani. Quanti tempi e quanti costi si potrebbero ridurre se ogni ente coltivasse un po’ di più l’agorà telematica. Un forum, un blog di un ufficio dell’anagrafe quante code permetterebbe di ridurre? E poi i documenti. Quanta carta inutile! Eppure. Eppure la diffusione di questi strumenti nella pubblica amministrazione è molto, troppo bassa. Forse l’unico ente che si è dato una mossa nel campo del rinnovamento sono state le Poste. Molto stanno cercando di fare anche gli ordini (avvocati, ingegneri ecc.). Con molta fatica. Qualcosa, come ad esempio la posta certificata, è stata messa in servizio. Ma rimane troppo poco. Specie se si considera il fatto che molti professionisti sono anche dei tecnici e si presume abbiano una maggiore propensione all’uso delle tecnologie.

NOVITA’ - Esisto perchè comunico. La grossa intuizione del web 2.0 è stata quella di intepretare il vero e unico bisogno di ogni individuo. Quello di comunicare, di condividere proprie informazioni. Di lavoro, sentimentali, legate al tempo libero, hobby , gusti e inclinazioni personali.  La globalizzazione di merci e manodopera ha provocato per reazione la necessità di rimanere agganciati ad un unico, vicino, stabile, punto di connessione. Possibilmente ad alta velocità. Il medesimo porto dal quale poter raggiungere in un nonnulla il dovunque ed il chiunque.  Se è difficile trovare le parole giuste per esprimere il vantaggio competitivo di un prodotto, piuttosto che un buon sentimento, o una promessa elettorale, sicuramente non lo è altrettanto veicolarlo verso la community. Che siamo noi. Dall’altra parte di un qualsisi dispositivo di campo, che sia un i-pod, un telefono cellulare, un personal computer poco importa. L’importante è essere connessi.  Il fatto che internet sia divenuto fruibile attraverso i cellulari ha avvicinato al web molte persone che continuano a non usare il personal computer. Persone anche con una bassa scolarizzazione. Internet si è diffuso di più attraverso il telefono che attraverso il personal computer. Ed ha vinto anche su quel timido tentativo di veicolarlo attraverso la televisione. (Chissà cosa avrebbe fatto il nostro premier in quel caso). A testimonianza che il telefono, la voglia di comunicare attivamente, ha prevalso sulla tecnologia. Sulla necessità di formarsi, di acquisire una minima competenza di base. Sul dover leggere un manuale di istruzioni…La stragrande maggioranza della popolazione continua a non saper usare il personal computer e continua a farsi forte del fatto che si può vivere senza. Il telefono permette di fare le stesse cose, di accedere agli stessi servizi che la rete offre indugiando nella pigrizia e non sforzando i propri neuroni. Tanta informazione non fa conoscenza.Questo forse spiega del perchè l’uso all’interno de processi aziendali, l’uso amministrativo, l’uso istituzionale della tecnologie dell’informazione fatichi a diffondersi come si diffonde facebook.

OPEN SOURCE - La community più che di membri di organizzazioni che puntano all’efficienza del proprio funzionamento appare invece fatta da gente molto pigra, indolente, un po’ vouier e sfacciatamente consumista.E questo spiega anche la difficoltà che incontrano le tecnologie open source. Che richiedono una dimestichezza e una certa “voglia di imparare”. L’era di internet non corrisponde all’era della curiosità.Tra i sistemi operativi open source un ruolo sempre più importante lo gioca Ubuntu. La versione di Linux sicuramente più diffusa e che sta riuscendo a costruirsi una sua quota non trascurabile di mercato.In campo aziendale, bisogna ammettere che le aziende, purtroppo, sfruttano ancora molto poco internet e le potenzialità dei propri portali istituzionali. Non vengono pensati né concepiti come il nuovo luogo di incontro e di ingaggio con la clientela o con i fornitori, ma ancora come una semplice vetrina. Sicuramente le tecnolgie informatiche hanno ancora un sotto utilizzo più nelle aziende appartenenti a settori maturi come quello del comparto manifatturiero piuttosto che nelle TLC.  Malgrado la proliferazione di progetti, a volte anche faraonici, legati all’introduzione di sistemi ERP si assiste e si è assistito al fatto che non sempre le organizzazioni si sono adeguate al nuovo modo di pensare e lavorare offerto dai nuovi sistemi.Sono pochissime le aziende che ad esempio fanno acquisti su internet. Meglio il collaudato ufficio acquisti con il suo fax, le sue telefonate. La carta, concreta, antiecologica, imbrattabile. L’unghia smaltata della segretaria che si china per prenderla sotto il tavolo si può pure vedere su youtube ma per molti titolari di molte aziende si vede che è meglio dal vivo.Il futuro? Il cloud computing. Cos’è? Comprate il libro, possibilmente online, e lo scoprirete.

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