Interni

Rai, scoppia il caso Masi: il Dg rischia il posto?

17 marzo 2010

“Abbiamo anche cacciato Ruffini”: le imbarazzanti frasi al telefono causano il rinvio del consiglio di amministrazione della tv pubblica. Intanto l’ex direttore di Rai3 pensa a costituirsi parte civile nell’inchiesta di Trani. E Rizzo e Van Straten ne chiedono le dimissioni.

Sai, la stiamo aggiustando, stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini, insomma, voglio dire siamo riusciti a fare…“: Mauro Masi, direttore generale della Rai, parla al telefono con Giancarlo Innocenzi, commissario dell’AgCom nel dicembre dell’anno scorso, e risponde alle lamentele di Silvio Berlusconi riferite dall’ex dipendente Fininvest. Parla a suocera perché nuora intenda, come si suol dire, per rassicurare il premier sulla sua attività in azienda come se fosse a sua disposizione – e già questo sarebbe piuttosto grave – e gli ricorda dello scalpo di Paolo Ruffini, attribuendosi il merito della defenestrazione dell’ex direttore “storico” di Rai 3 avvenuta a novembre dell’anno scorso, per nominare al suo posto Antonio Di Bella, ex direttore del Tg3.

IL PROBLEMA RAI – Perché Ruffini è così inviso all’altra parte, tanto da essere considerato uno scalpo da mostrare da parte del direttore generale della Rai? Perché  è “responsabile” di una serie di programmi che danno fastidio al Cavaliere, in particolare quelli di Serena Dandini e Fabio Fazio, oltre a quelli “storici” dei Guzzanti (ma con Sabina litigò). E per questo mandarlo via è rivendicato come un successo da Masi, anche se non dovrebbe esserlo per i risultati, spesso lusinghieri, in ascolti dei programmi ideati o supervisionati dal direttore di rete. Questo il punto più grave, per un direttore generale che dovrebbe avere a cuore prima di tutto i risultati dell’azienda che dirige. Altro che “mandare via”. E infatti la pubblicazione della telefonata sta procurando qualche problema ai piani alti della televisione pubblica: il cda della Rai previsto per oggi alle 14.30 sarebbe stato rinviato di una settimana per ragioni – a quanto si apprende – legate a “condizioni ambientali e per una questione di opportunità, maturate dopo la lettura dei quotidiani, in particolare di alcuni stralci di intercettazioni dell’inchiesta di Trani pubblicate da Repubblica in cui il direttore generale di Viale Mazzini, Mauro Masi, farebbe riferimento tra l’altro alla rimozione dell’ex direttore di Raitre Paolo Ruffini“, si legge oggi nelle agenzie di stampa. A chiedere esplicitamente le dimissioni sono i consiglieri d’amministrazione Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten. «La gravità del contenuto delle intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da alcuni quotidiani - sostengono i due componente del Cda – rendono inevitabile a tutela dell’immagine e della credibilità del servizio pubblico una forte e chiara assunzione di responsabilità. L’autonomia e l’indipendenza degli amministratori sono elementi costitutivi di un servizio pubblico radiotelevisivo. Per questo riteniamo inevitabili le immediate dimissioni del direttore generale e abbiamo informato il Presidente che parteciperemo ai lavori del prossimo Consiglio, oggi giustamente rinviato, per formalizzare questa richiesta se il prof.Masi non le avrà nel frattempo rassegnate».

E RUFFINI CHE DICE? – Intanto Ruffini con i giornalisti non parla, ma qualcosa medita. «Non ho nulla da aggiungere a quello che ho già detto nei mesi e nelle settimane scorse. Adesso ho deciso di tutelarmi sul piano legale e ritengo che ogni mia dichiarazione dovrà essere resa a tempo debito nelle sedi competenti», è quanto sottolinea all’Ansa l’ex direttore di Raitre. Nelle scorse settimane Ruffini aveva annunciato di aver fatto causa alla Rai per essere reintegrato. La vicenda era uno dei punti di cui si doveva discutere nella riunione del cda Rai prevista per oggi e rinviata al 24 marzo. E c’è chi giura che a questo punto Masi potrebbe cominciare a rischiare il posto, soprattutto se il caso dovesse avere qualche ripercussione dal punto di vista legale, con conseguenti perdite economiche per l’azienda. Masi, tra l’altro, non è la prima volta che finisce in intercettazioni imbarazzanti: il pomeriggio dell’8 giugno 2009 il professor Mauro Masi facendo evidentemente riferimento a pregresse intese con Angelo Balducci lo sollecita a telefonare a Anthony Smith, fratello della sua fidanzata: «Se puoi fare quella telefonata entro oggi… a me servirebbe insomma». Dal tenore delle conversazioni successive si capisce che la richiesta riguarda «una sistemazione lavorativa». E infatti Balducci lo contatta e gli fissa un appuntamento per il fine settimana successivo a Roma. Neanche un mese dopo la pratica appare sistemata:Anemone lo assumerà presso il Salaria Sport Village, come gli dice chiaramente. Un caso di ordinaria raccomandazione, insomma. Peccato non essere amici o parenti del Dg, pensano i disoccupati italiani.

12 commenti a Rai, scoppia il caso Masi: il Dg rischia il posto?

  1. Nomenklatura

    A tutti gli scettici faccio notare che se già nel 2010 siamo immersi in un caos di queste proporzioni figuriamoci nel 2012 annus terribilis delle profezie maya X-D

  2. giuspe

    …anche Ruffini un “inamovibile della RAI” (cit.)?

    evidentemente un modo di muoverlo l’hanno poi trovato, via… :)

  3. E vabbè ma nessuno protesta per l’esclusione di Socci! Uffa! :P

  4. … ah ah ah… La RAI è talmente okkupata dalla nomenklatura di sinistra che dopo aver “cacciato” il comunista Ruffini al suo posto hanno messo il comunista Antonio di Bella. Quindi si ripeterà la storia di Santoro – Floris. Ruffini sarà reintegrato dai giudici comunisti e Di Bella rimarrà al suo posto. Ne avremmo due, di comunisti!!!!!!!!!!! ah ah ah poveretti!!!

    E chiagnono, chiagnono…

  5. Viva la RAI
    Ci fa crescere sani…viva la RAI
    Viva la RAI
    Quanti geni lavorano solo per noi…
    Viva la RAI
    Con il suo impero
    Dice la RAI
    Soltanto il vero
    Viva la RAI
    Dimmi da quale parte stai
    Viva la RAI
    Se sarai buono il tuo Mazinga vedrai
    Oppure no…
    Dipende dal funzionario RAI
    Viva la RAI
    Che cosa giusta
    E con la RAI
    È sempre festa
    Viva la RAI
    Coi capoccioni e gli operai
    In Viale Mazzini
    Ci giocano i bambini
    Mentre tu, vivi grazie alla RAI/TV
    In fondo è la tua mamma
    Ti allatta dall’antenna
    Mamma RAI, non ti abbandona mai…se no guai!
    Viva la RAI
    Quante battaglie nei corridoi…
    Poveri noi…
    Se non si mettessero d’accordo alla RAI
    Paghiamo allora questo abbonamento
    Per mantenerli in salute e in sentimento…
    Perché oramai
    Questo cervello
    Avrà un padrone lo sai?
    Viva la RAI
    Con il suo impero
    Dice la RAI
    Soltanto il vero
    Viva la RAI
    Coi capoccioni e gli operai
    (Coro) Viva la RAI

  6. iazia

    ah ah ah… La RAI è talmente okkupata dalla nomenklatura di sinistra che dopo aver “cacciato” il comunista Ruffini al suo posto hanno messo il comunista Antonio di Bella. Quindi si ripeterà la storia di Santoro – Floris. Ruffini sarà reintegrato dai giudici comunisti e Di Bella rimarrà al suo posto. Ne avremmo due, di comunisti!!!!!!!!!!! ah ah ah poveretti!!!

    Diffido formalmente il signor Zamax (Lo chiamo signore perché ignoro se abbia la competenza di un qualche titolo ufficialmente riconosciuto dalla Repubblica),lo diffido,dicevo,dall’attribuire da adesso in avanti patenti di comunisticità ai soggetti da lui sopra menzionati,o a soggetti ad essi equipollenti,infangando così la gloriosa tradizione dell’internazionalismo marxista-leninista.Mi vedrò costretta,in caso contrario,a costituirmi parte civile nel processo che verrà intentato contro il medesimo,per reiterata lesa maestà ideologica in,un futuro relativamente prossimo.

  7. Giancarlo

    BEN DETTO IAZIA! G.S.

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